Bandiera del Veneto fatta rimuovere durante la Supercoppa: il caso finisce in Parlamento

Sabato scorso a Milano tre agenti in borghese hanno fatto togliere dagli spalti la bandiera di San Marco esposta dai tifosi dell'Imoco Volley. Il presidente Fabris chiede spiegazioni

Dopo l'episodio accaduto sabato scorso, 16 novembre, in occasione della Supercoppa di volley femminile tra Imoco Volley Conegliano e Igor Gorgonzola Novara, quando tre agenti in borghese della Questura di Milano hanno ordinato la rimozione dagli spalti della bandiera di San Marco, simbolo di Venezia e del Veneto, esposta dai tifosi gialloblu, il presidente della Lega Pallavolo Serie A Femminile Mauro Fabris ha inviato la seguente lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, alla Ministra dell'Interno Luciana Lamorgese, al Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e per conoscenza al Presidente del Coni Giovanni Malagò e al Presidente della Fipav Bruno Cattaneo:

«Vorrei mettervi a conoscenza - esordisce Fabris - di uno sconcertante episodio, capitato sabato 16 novembre a Milano, in occasione della Supercoppa Italiana di Pallavolo Femminile, disputata nel nuovissimo Allianz Cloud di fronte a 5mila spettatori: alcuni agenti in borghese della Questura di Milano hanno ordinato la rimozione dagli spalti della bandiera di San Marco, simbolo di Venezia e del Veneto, che i tifosi dell’Imoco Volley Conegliano, una delle due squadre finaliste, avevano esposto anche per manifestare la propria solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite dalla tragedia dell’acqua “granda” che sta flagellando la Laguna di Venezia. Trovo personalmente l’accaduto grave e insensato: una così rigida applicazione della norma, che a detta dei poliziotti intervenuti esiste davvero, secondo la quale sugli spalti non si possano esibire vessilli se non il Tricolore o quelli delle squadre in campo, in un contesto, la Serie A Femminile di pallavolo, dove mai si sono verificati episodi di tensione e di scontro tra opposte fazioni, ci lascia senza parole e del tutto sgomenti, in considerazione anche del nobile gesto posto in atto dai tifosi  per esprimere non solo la propria identità territoriale ma anche solidarietà a quanti vivono giorni drammatici a Venezia. Nobili intenti che sempre ispirano il nostro ‘mondo’, come hanno voluto dimostrare le giocatrici e lo staff della squadra di Conegliano, al termine della gara, quando hanno festeggiato il successo proprio indossando una maglietta in onore di Venezia e posando per le foto di rito con la bandiera di San Marco fatta precedentemente rimuovere. Le scrivo dunque Signor Ministro per chiederLe di valutare con buonsenso e logica la possibilità di farsi promotore della eliminazione di un simile divieto, se davvero formulato come ci è stato riferito. Divieto francamente inspiegabile considerato che su tutti campi da gioco, di ogni disciplina, vengono regolarmente esposte dai tifosi le bandiere dei paesi di origine dei propri beniamini senza che questo costituisca elemento di scontro o di tensione. Divieto ancor più inaccettabile nella Repubblica delle Regioni, nel Paese che fonda la propria  identità, la propria forza sulle peculiarità e le differenti culture dei suoi 8mila Comuni» conclude il presidente. 

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