Videogame sulla Grande Guerra a Cima Grappa: «Serve più rispetto per i nostri morti»

Il commento di Silvia Rizzotto a Battlefield V, il videogioco di guerra che ha inserito Cima Grappa tra i teatri di gioco sollevando l'indignazione degli Alpini e della politica veneta

In foto una scena del videogioco

Battlefield V è il  videogame di guerra ambientato nei luoghi che furono teatro dei combattimenti bellici della Grande Guerra, tra cui Cima Grappa. L'uscita del gioco ha sollevato in questi giorni tantissime polemiche soprattutto da parte degli Alpini e dal mondo della politica veneta.  Silvia Rizzotto, capogruppo della Lista Zaia, ha commentato l'iniziativa in questo modo: 

«Battlefield è un prodotto di intrattenimento che circola ormai dal 2016, con relativi prequel e sequel dedicati agli scenari di battaglie più varie, ma accomunati tutti da una caratteristica comune: partecipanti che, in ruolo di giocatore singolo o di multigiocatore, sparano a più non posso, uccidono, lottano fisicamente e si cimentano in realtà virtuali perfettamente realizzate, proprio come fecero i nostri Alpini in quei tempi. Vorrei dire due cose ai nostri giovani ragazzi d'oggi: la storia imparatela dai fatti raccontati sui libri di storia e con le testimonianze dei sopravvissuti e dedicate il vostro tempo libero a coltivare e riscoprire i valori morali persi; magari fate anche più l'amore! Mi unisco al coro di pareri sfavorevoli alla reale utilità di un passatempo come questo: la memoria storica di un evento sempre violento qual è la guerra, con morti, feriti, sangue versato di padri di famiglia mai rientrati a casa, non può essere derubricata a sollazzo sul divano di casa, in un pomeriggio noioso ed annebbiato. Così perde tutto di valore. Inoltre, a mio modesto parere, qualsiasi videogioco o sito internet violenti, nelle mani di un ragazzino o di un'adolescente, mi fa rabbrividire non poco, data la penuria di educazione al rispetto altrui, sia morale che fisico, che caratterizza, purtroppo, le famiglie di oggi. Se i ragazzi non hanno di fianco una guida alla corretta interpretazione di svaghi come questo, rischiamo che si perdano. I nostri Alpini - chiude Rizzotto - sono la testimonianza più reale e veritiera di quegli eventi; i luoghi nei quali combatterono esistono davvero e sono molto più "realistici" visti dal vivo. Vorrei approfittarne per far presente ai più giovani ed ai loro genitori, che vengono organizzate visite annuali guidate proprio in quelle zone e proprio dalle nostre penne nere: approfittatene per fare due passi all'aria aperta, insieme, in famiglia».

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