"Il martirio come dono": padre Cosma Spessotto sarà beatificato dalla Chiesa

«Morire martire - aveva scritto poco prima di morire - sarebbe una grazia che non merito. Perdono e domando al Signore la conversione degli autori della mia morte»

Padre Cosma (foto de L'Azione)

«Una splendida notizia che sostiene tutti i credenti in questo momento di difficoltà!». Con queste parole il Governatore del Veneto, Luca Zaia, ha accolto nella giornata di giovedì la notizia che padre Cosma Spessotto, originario di Mansuè, verrà ordinato Beato. Padre Cosma viene oggi ricordato per essere stato sacerdote della Chiesa cattolica e parroco della città di San Juan Nonualco a El Salvador dall'8 ottobre 1953 fino al suo martirio, e alla conseguente morte, nel 1980. «E' stato un santo, non solo per come è morto, ma anche per il suo sacerdozio» ha dichiarato in questi giorni l’arcivescovo di San Salvador e presidente della Conferenza episcopale salvadoregna, mons. José Luis Escobar Alas, esprimendo gioia per la notizia del riconoscimento del martirio del sacerdote francescano, ucciso il 14 giugno 1980, pochi mesi dopo un'altra figura importante come quella di mons. Romero. Degli sconosciuti, infatti, gli spararono davanti all’altare maggiore della chiesa, poco prima della messa.

Nato il 28 gennaio del 1923 in una famiglia numerosa sotto la Diocesi di Vittorio Veneto, Cosma Spessotto sente nel proprio cuore fin da giovanissimo la chiamata del Signore e a soli 12 anni entra nel seminario francescano, mentre il 27 giugno del 1948, giorno in cui si celebra la Festa della Madonna del Perpetuo Soccorso, viene ordinato sacerdote nella Basilica della Madonna della Salute a Venezia. Successivamente, il francescano chiede di partire per una missione in Cina ma, a causa della instabile condizione politica locale, viene invece inviato a El Salvador nel 1950, a Nonualco, dove trova una chiesetta fatta di mattoni e paglia dalle cui basi fa poi costruire la nuova chiesa, fondando altresì una scuola parrocchiale per oltre mille bambini. «Padre Cosma Spessotto era un uomo di discernimento, che sapeva leggere i segni dei tempi, era molto vicino ai giovani, era un uomo che aveva gli stessi sentimenti del popolo e contemporaneamente aveva gli stessi sentimenti della sua Chiesa, com’era solito dire mons. Romero» dichiara il padre francescano Ernesto Palma, ora parroco nel paese di Nonualco.

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«Ho il presentimento - scriveva padre Cosma qualche giorno prima di morire - che da un momento all’altro persone fanatiche mi possano togliere la vita. Il Signore, nel momento opportuno, mi conceda la forza per difendere i diritti di Dio e della Chiesa. Morire martire sarebbe una grazia che non merito. Lavare con il sangue versato per la causa di Cristo tutti i miei peccati, difetti e debolezze della vita passata sarebbe un dono gratuito del Signore. Già da questo momento, perdono e domando al Signore la conversione degli autori della mia morte». La sua morte, seppur nell'aria di quei giorni, scatenò comunque un importante malcolntento tra tutta la popolazione locale che non ha mai dimenticato il sorriso di "quel parroco venuto dall'Italia e che mai si sottomise alle pressioni politiche del Paese". Concittadini che, nei prossimi mesi, potranno finalmente onorare la sua memoria festeggiando la sua beatificazione da parte della Chiesa cattolica.

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