Boschi devastati dal maltempo in Veneto: al via un nuovo modello di intervento

Giuseppe Zamberletti, il fondatore della Protezione civile appena scomparso, a fronte del dramma del terremoto in Friuli Venezia Giulia nel 1976, disse in quell’occasione che si stava creando un ministero della “guerra” a guerra già iniziata

Rocca Pietore, fine ottobre 2018

L’emergenza che ha colpito il Veneto a fine ottobre ha avuto caratteristiche e dimensioni (30 mila ettari di territorio per milioni di metri cubi di legname schiantato) che non si erano mai verificate in Italia. Giuseppe Zamberletti, il fondatore della Protezione civile appena scomparso, a fronte del dramma del terremoto in Friuli Venezia Giulia nel 1976, disse in quell’occasione che si stava creando un ministero della “guerra” a guerra già iniziata. Il Veneto si è trovato con questi ultimi eventi a dover creare ex novo un modello di riferimento per intervenire nelle aree boschive danneggiate. A sottolinearlo è Fabrizio Stella, soggetto attuatore per il rilievo e le opere agricolo-forestali, nominato dal Presidente della Regione Luca Zaia nella sua veste di Commissario delegato per gli eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato il territorio del Veneto tra ottobre e novembre 2018.

Per la pulizia del boschi – ricorda Stella - il Commissario delegato ha conferito in questi giorni l’incarico di soggetti attuatori ai sindaci dei comuni interessati dall’emergenza. Anche la Provincia autonoma di Trento, per quanto dimensionalmente assai meno toccata del Veneto dai danni del maltempo, nel suo piano d’azione per la gestione degli interventi di esbosco e di ricostituzione dei boschi danneggiati, ha posto come elemento centrale su cui fare perno le amministrazioni comunali, anche in via sostitutiva nei confronti dei privati.

Stella fa inoltre presente che quanto prima saranno comunicate le linee guida a cui fare riferimento per l’asportazione del legname e dei residui vegetali nelle aree percorse da schianti, nel rispetto della sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente. Queste linee guida terranno conto, tra l’altro, delle indicazioni cartografiche dell’ARPAV relativamente alle aree in cui intervenire per effettuare la pulizia dei boschi, in base al grado di rischio valanghivo. Ci sono aree in cui le piante a terra possono avere una funzione protettrice degli abitati e della viabilità.

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