La biblioteca di Paese riapre online e racconta le sua vita segreta

Attraverso i profili social, in molte regioni italiane si ricucirà il rapporto con l’utenza interrotto dalla pandemia

Il Coronavirus ha fatto chiudere le biblioteche, luoghi di cultura, di interazione e di scambio, che probabilmente saranno tra gli ultimi a riaprire. Euro&Promos, società di multiservizi di Udine, ha appalti per la gestione delle biblioteche in comuni di molte regioni italiane, da nord a sud della penisola, dove impiega complessivamente oltre duecento operatori, i quali attualmente si trovano a casa in smart working. Una situazione, di questi tempi, tanto diffusa quanto complicata, in particolare per l’utenza, la comunità del territorio, composta, per altro, in gran parte da bambini. “Questo lockdown avrebbe potuto provocare l’interruzione di un rapporto che perdura e cresce da tempo” spiega Giorgia Onivello, responsabile della Divisione Culture and Office Management di Euro&Promos Facility Management S.p.A. – e sarebbe stato un vero dispiacere, anzitutto personale, dei colleghi impegnati e dediti all’organizzazione del servizio bibliotecario e degli eventi a tema che solitamente organizziamo molto frequentemente presso gli spazi a disposizione”.

Per questo si è deciso di dare vita ad un nuovo progetto che prevede attività da fare a distanza, sfruttando a pieno la tecnologia, andando così a mantenere connesso quel rapporto tra il bibliotecario ed i frequentatori della biblioteca, che si è dovuto interrompere da un momento all’altro. A breve, tramite le pagine Facebook e Instagram di tante biblioteche italiane (tra cui quella di Paese e di Cerea e Legnago, nel veronese), si riuscirà a mantenere viva la passione degli operatori di Euro&Promos. “L’idea è nata proprio da loro e questo per noi è il più grande motivo di orgoglio. Colgo l’occasione per ringraziare tutti per l’entusiasmo” rivela la Onivello.

Il progetto si chiama “Biblioteca 2.0 - #EPgener@mente”. Ed una delle prime attività, che sarà possibile seguire tramite internet da casa, riguarderà proprio la vita degli stessi bibliotecari. Dove sono finiti? Come passano le loro giornate? Ci saranno delle interviste in cui spiegano le loro attività da casa. Per i più piccoli, ma non solo, ci saranno poi video-letture a cura dei lettori “Nati per leggere”, ma anche attività interattive, come ad esempio “Book-Face”, ovvero una raccolta fotografica di selfie casalinghi degli utenti con i loro libri preferiti, con massima libertà d’espressione. Oppure, sulla falsa riga dell’iniziativa di Zanichelli “Parole da Salvare”, la pubblicazione di una parola “dimenticata”, una per ogni lettera dell’alfabeto. O ancora, prendendo spunto dall’Infinito di Leopardi: la pubblicazione di quotidiana (partendo dagli stessi bibliotecari) di una foto di una finestra di casa, chiedendo agli altri partecipanti di commentare i post immaginando delle scene. I bambini avranno la possibilità, ad esempio, di scaricare dei fumetti realizzati dai bibliotecari e colorarli, o di fare ordine in casa e condividere con gli altri le cose più strane che hanno trovato e che non sapevano nemmeno di avere.

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"Stiamo definendo con precisione, insieme a tutto il team, quali contenuti proporre all’utenza insieme ai referenti dei comuni dove siamo presenti – spiega la responsabile - Questo periodo di isolamento in casa è difficile per tutti, la tecnologia però ci dà la possibilità di stare insieme e soprattutto di proseguire la nostra missione, di diffusione della cultura, con tutti i mezzi a disposizione, con anche se ci troviamo in luoghi diversi. Vogliamo che dei bei rapporti creati col tempo tra la committenza, i bibliotecari e l’utenza possano rifiorire, proseguire, non è possibile interromperli, dopo questo periodo di lontananza forzata. Alla base continuerà ad esserci sempre la volontà di trasmettere un messaggio di cultura e di arricchimento personale”. 

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