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Blocco degli sfratti, Confedilizia: «I proprietari vogliono giustizia»

Il provvedimento sarà in vigore fino a dicembre 2021 ma già diversi tribunali hanno sollevato una questione di illegittimità. Il commento del presidente Giorgio Spaziani Testa

Locatari in crisi

Il blocco degli sfratti in vigore dal 17 marzo 2020 è stato prolungato al 31 dicembre 2021. Già diversi i giudici che hanno però rimesso alla Consulta la questione di legittimità sulla reiterata sospensione di rilascio degli immobili in caso di morosità.

Poche settimane fa il tribunale di Savona aveva messo in dubbio, con un'ordinanza, la costituzionalità delle disposizioni emanate durante i governi "Conte 2" e "Draghi" «nella parte in cui il provvedimento prevedeva una sospensione automatica e generica, precludendo al giudice ogni margine di prudente apprezzamento sotto il profilo della valutazione comparativa delle condizioni economiche di conduttore e locatore e della meritevolezza dei contrapposti interessi». Come si legge nel provvedimento: «il sacrificio imposto al proprietario si aggrava sempre di più con la proroga della sospensione e diventa particolarmente significativo se il proprietario si trova in difficoltà economiche». Il tribunale di Trieste aveva censurato la normativa sul blocco degli sfratti e oggi, martedì 22 giugno, Confedilizia è tornata sul tema con queste parole: «Il Governo e la maggioranza - conclude il presidente Giorgio Spaziani Testa - non attendano che la Corte costituzionale dichiari illegittime le disposizioni sul blocco degli sfratti ma agiscano autonomamente. I proprietari, espropriati del frutto del loro risparmio, privi di reddito e costretti a pagare spese e tasse, vogliono giustizia al più presto».

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