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In foto il Covid hospital di Vittorio Veneto

In foto il Covid hospital di Vittorio Veneto

Coronavirus, nove decessi nella Marca: quattro nelle case di riposo

Due pazienti hanno perso la vita a Vittorio Veneto, 3 al Ca' Foncello. Scendono a 42 i pazienti in Terapia intensiva. In calo i trevigiani in isolamento: sono 3570 ieri erano 3742

Nove persone hanno perso la vita oggi, giovedì 9 aprile, a causa del Coronavirus. I dati dell'ultimo bollettino diffuso da Azienda Zero evidenziano, oltre ai due decessi di questa mattina al Covid Hospital di Vittorio Veneto, tre nuove vittime per l'ospedale Ca'  Foncello di Treviso e ben quattro decessi nelle case di riposo di Vedelago e Ormelle. Per quanto riguarda i decessi in ospedale si tratta di tre uomini e due donne. A Treviso un paziente Over 50 ha perso la vita senza avere altre patologie pregresse mentre gli altri quattro pazienti sono una over 60 e tre over 80 tutti con varie altre patologie pregresse. Sale così a 149 il numero totale dei decessi nella sola provincia di Treviso.

Le persone positive al test del tampone sono 1912, 49 in più di mercoledì sera, ma si tratta nella maggior parte dei casi degli ospiti e del personale delle case di riposo. I casi attualmente positivi al virus in provincia di Treviso sono 1427, in lieve aumento rispetto ai 1415 di ieri ma in diminuzione rispetto ai numeri di giovedì mattina. Diminuiscono anche i pazienti in Terapia intensiva (42) così come i dimessi dagli ospedali che sono 358. 156 i dimessi a Treviso, 100 a Vittorio Veneto, 35 a Montebelluna, 26 a Castelfranco Veneto, 17 a Conegliano, 14 a Oderzo e 10 al San Camillo di Treviso. Un dato positivo che si somma al continuo calo dei pazienti positivi in isolamento: mercoledì erano 3742, giovedì sono scesi a 3570.

La situazione nelle case di riposo

Tre ospiti della struttura Covid allestita a Ormelle hanno perso la vita nella giornata di oggi. I pazienti ricoverati, ad oggi, sono 24. Registra un decesso anche la struttura Covid di Vedelago dove gli anziani ricoverati sono 30. Tre i pazienti dimessi dall'inizio dell'emergenza. Le due strutture della provincia di Treviso hanno fatto registrare gli unici decessi di oggi in Veneto. 13 il numero di decessi complessivo in queste strutture dall'inizio dell'emergenza, 48 gli anziani dimessi, 147 quelli ancora ricoverati.

Impennata di casi positivi in arrivo

«Nei prossimi giorni aspettatevi un'impennata di casi positivi perchè stiamo continuando a fare tamponi, siamo arrivati a 171.456 tamponi fatti oggi ed è entrata in funzione la macchina da 7 mila tamponi al giorno in dotazione al laboratorio del prof. Andrea Cristanti a Padova e allora 'chi cerca trova, mentre chi non cerca non trova'. Ma l'indicatore che ci dà la direzione è quello dei ricoveri in terapia intensiva, e questo è in  discesa anche oggi, questo è importante, così come il numero dei dimessi che è superiore anche oggi al numero dei ricoverati». Lo ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa alla sede della Protezione Civile a Marghera. Il Governatore ha poi continuato con queste parole: «Quando finisce il lockdown? Smettiamola con questa ipocrisia. Il lockdown almeno in Veneto non esiste più, perché di fatto già oggi il 60% delle aziende sta lavorando, adesso si tratta di capire come far aprire quelle che sono rimaste fino ad oggi. Ho parlato questa mattina - prosegue il Governatore - con il ministro  Speranza e sembra che il governo scriva il prossimo Dpcm prima di Pasqua, spero ci sia la possibilità di dare il nostro contributo. Come ribadisco sempre, ogni decisione dovrà essere supportata da un parere scientifico, e ad oggi in Veneto la partita con il virus non è finita: con quasi 13 mila positivi, oltre 1500 malati ricoverati, 270 in terapia intensiva e 750 morti, ma bisogna prendere atto che già oggi molte aziende stanno lavorando. E allora dobbiamo mettere in sicurezza i lavoratori, per questo le aziende devono poter disporre dei dispositivi di sicurezza, mascherine e guanti - ha spiegato Zaia - E allora deve essere tolta l'ordinanza che prevede la confisca per questi dispositivi e gli imprenditori devono potervi disporre  liberamente. Altrimenti il paese non riparte». L'ultima parte della conferenza è stata dedicata alle donazioni: «Ci è stato donato un ospedale da campo top del mercato dal Qatar, 22 ingegneri sono già arrivati per sovraintendere al montaggio. E' una struttura che coprirà un'area di oltre 5000 metri quadrati con 500 posti letto fornito di tutto, dai cablaggi, ai letti, oltre al primo montaggio, vogliamo metterlo vicino a un ospedale, in ottica Covid visto che è possibile un'ondata in autunno. Rappresenta un ulteriore livello di sicurezza che il Veneto avrà - ha spiegato - è un ospedale che è stato trasportato da 5 aerei. E' grande come un campo da calcio e rappresenta una grande sfida che vedrà impegnati la nostra protezione civile e la sanità e buona parte del volontariato. Un presidio come questo non ce l'ha nessuno, noi abbiamo un piccolo tesoro in un magazzino, se ci fosse un terremoto, o alluvione abbiamo una massa di 5000 metri quadri in cui praticare sanità vera. Ci inorgoglisce - ha spiegato Zaia - se ci hanno scelto qualcosa è accaduto di buono in questa regione, ringrazio l'Emiro del Qatar per una donazione che costa milioni di euro, è una frontiera che ancora non avevamo scandagliato. E se dovesse servire a qualcun altro poi noi possiamo darlo a chi ne avesse bisogno» ha concluso il Governatore.

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