Zaia: «Centri estivi e scuole per l'infanzia, lunedì la riapertura»

Domani, venerdì 22 maggio, il Governatore del Veneto ha annunciato che presenterà l'ordinanza regionale con le nuove aperture. Aiuti alle zone rosse: Veneto pronto a fare ricorso

Il Governatore Luca Zaia durante la conferenza stampa di giovedì 21 maggio

«Domani, venerdì 22 maggio, conto di firmare una nuova ordinanza che tratta diversi temi, per primo quello dei centri estivi e delle scuole per l'infanzia. L'assessore Lanzarin ha già preparato da 10,15 giorni le linee guida per la riapertura».

Lo ha annunciato il governatore del Veneto, Luca Zaia, nel corso della consueta conferenza stampa dalla sede della protezione civile di Marghera, dove proprio oggi una delegazione di una decina di maestre ed educatrici di nidi e scuole dell'infanzia hanno manifestato contro le incertezze sulla riaperture delle strutture per l'infanzia. Sul tema l'assessore alla salute ed al sociale Manuela Lanzarin ha poi aggiunto: «Il provvedimento non si occuperà solo della fascia di età 0-6, ma copre tutte le fasce di età tra 0 e 17 anni. È un provvedimento che farà ripartire, ma dobbiamo sempre tenere in considerazione l'evoluzione epidemiologica. Stiamo inoltre recuperando delle risorse per sostenere economicamente tutte le strutture».

Il Veneto escluso dagli aiuti alle zone rosse è stato l'altro tema caldo del giorno: «Non abbiamo solo Vo, ma anche Treviso, Venezia e Padova. Sono tutte zone rosse istituite l'8 marzo che arrivavano in coda ai 10 comuni del Lodigiano. Dopo 24 ore da quell'8 marzo tutta Italia diventa zona rossa ma nessuno ha revocato le nostre zone rosse. Tutte poi sono state revocate il 13 di aprile. Ma, magia... sono sparite tutte le zone rosse del Veneto e sono rimaste quelle di Lombardia ed Emilia Romagna. Ed è imbarazzante vedere quello che sta accadendo: cioè le zone rosse del Veneto sono state escluse dagli aiuti previsti nel decreto, i 200 milioni di euro». E' duro il j'accuse del presidente del Veneto Luca Zaia che ha annunciato quindi «noi abbiamo dato l'incarico al professor Bertolissi per ricorrere al Tar e alla Corte Costituzionale perché il decreto va buttato nel cestino e riscritto. Andiamo davanti a chiunque perché questo decreto è offensivo per i veneti». Zaia ha spiegato che «c'e' stato prima un dibattito per la dimenticanza delle zone venete rosse, poi una prima stesura rispettosa delle nostre rimostranze che poi è diventata legge una legge in maniera irrituale, e i giuristi dicono di non aver mai visto una cosa del genere, e che è finita in Gazzetta con un nuovo testo dove noi siamo scomparsi» ha stigmatizzato. Spazio anche al tema della ripartenza del settore turistico: «Ricordo che il Veneto per la crisi legata al coronavirus ha perso finora 50mila posti di lavoro, 35mila nel settore del turismo: il Veneto è la prima regione turistica d'Italia con un fatturato di 18 mld di euro: E quindi , nel rispetto delle regole sanitarie spero si vada ad una Schengen sanitaria: e che non ci siano più limiti dettati dalle quarantene nei paesi d'arrivo dei turisti, una soluzione potrebbe essere quella dei tamponi alla partenza dal paese d'origine. Mi auguro che il Ministero degli esteri faccia sentire forte la sua voce perchè non si senta più parlare di 'corridoi' di flussi turistici diretti da Germania ed Austria verso la Croazia che tagliano fuori le spiagge dell'Adriatico». Infine, immancabile un commento anche sulla movida nei bar del Veneto: «Siamo subissati dalle segnalazioni sugli assembramenti. E' un problema che si rileva un po' in tutta Italia. Noi siamo preoccupati, il rischio di re-infenzione è alto ma voglio ringraziare anche le tante persone che stanno continuando a rispettare le regole. Alla volta del 28 maggio capiremo se il contagio tornerà a salire e in quel caso tornare a chiudere tutto. Mi appello a tutti: tenete duro fino al 2 giugno» ha concluso.

Il bollettino di Azienda Zero

Il bollettino diffuso da Azienda Zero per la giornata di giovedì 21 maggio indica che sono 592 le persone attualmente positive al virus in provincia di Treviso (ieri erano 663). Un nuovo decesso porta il totale delle vittime in provincia a quota 306. 1752 sono i negativizzati (72 in più rispetto a ieri), nessun nuovo caso positivo al test del tampone (in totale sono 2650). Le persone in isolamento domiciliare sono scese a 549 (rispetto alle 551 di mercoledì). Un solo paziente è ancora ricoverato in pneumologia a Treviso, mentre, in area non critica, restano ricoverate 6 persone a Treviso e 1o a Vittorio Veneto. A livello regionale, invece, sono 548.843 i tamponi eseguiti in Veneto fino ad oggi, 12045 in più rispetto a mercoledì 20 maggio. 3210 le persone ancora in isolamento (249 in meno di ieri). 19038 i positivi al virus in Veneto (+8). I ricoverati sono 576 (9 in meno di ieri). Terapia intensiva 46 (-1), 15 Covid-positivi e 31 negativi. 3229 i dimessi (+13). 1841 i morti in totale di cui 1337 negli ospedali. I nuovi nati nelle ultime 24 ore sono 87.

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