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Bollettino dei musei civici di Treviso: pubblicato il primo numero

Contiene informazioni, approfondimenti e novità sul patrimonio artistico dei musei trevigiani continuando la tradizione dei bollettini pubblicati da Luigi Bailo a fine 800

È uscito il primo numero del "Bollettino dei musei civici di Treviso", pubblicazione fondamentale per l’aggiornamento scientifico degli Istituti di Cultura che ha lo scopo di evidenziare la consistenza, il valore e la vitalità del patrimonio artistico della città.

La pubblicazione riprende l’appassionante e tradizionale proposta di approfondimento sui poli museali, risalente addirittura al 1888, ad opera di Luigi Bailo, in una versione ricca e innovativa, a disposizione di tutti gli utenti che possono così scaricarla in formato digitale direttamente dal sito museicivicitreviso.it per approfondire le attività di studio, ricerca e aggiornamento sulle collezioni. Studiosi e operatori culturali avranno a disposizione contributi aggiornati, per favorire una sempre migliore conoscenza del territorio e una adeguata formazione scientifica. Questo primo numero si compone di diverse sezioni (saggi, restauri, acquisizioni, mostre) con numerose novità e inediti. Nel primo numero i lettori potranno trovare la presentazione degli inediti affreschi ritrovati al Museo Bailo (affreschi salvati da Luigi Bailo e provenienti da casa De Gobbis in Calmaggiore, palazzo Rover in piazza San Vito e dalle demolite prigioni), un approfondimento sull’attribuzione a Giovan Battista di due sculture lignee con Santa Caterina e san Domenico riemerse dai depositi Auregne; gli inediti di Antonio Zanchi e di Gino Borsato. E ancora: studi sul patrimonio bibliotecario con la presentazione dei codici danteschi (un omaggio in vista del centenario dantesco, insieme alla curiosità delle incisioni della Commedia Zatta del 1757 del trevigiano Gaetano Zompini) e sulle edizioni postillate di Giovanni Comisso; il resoconto di ben di quasi 100 opere restaurate nell'ultimo biennio (Otinel, 30 opere di Springolo, 60 manufeatti lignei, 2 Funi, una tavola del XIV secolo) e l'acquisizione di quasi di 109 opere (il più consistente le 76 opere del lascito Peraro Coletti) oltre alle mostre “Natura in Posa” e la prossima di "Renato Casaro: Treviso, Roma, Hollywood"

«Si tratta di uno strumento utilissimo per lo studio, l’approfondimento ma anche solo per la conoscenza dello straordinario patrimonio artistico della nostra città - sottolinea l’assessore ai Beni culturali e Turismo, Lavinia Colonna Preti - Riteniamo infatti fondamentale strumento di conoscenza la condivisione delle attività ricerca e aggiornamento sulle collezioni, informazioni sulle acquisizioni e sulle collaborazioni ad ampio raggio così da rendere le nostre meraviglie comprensibili e fruibili da parte di tutta la comunità. Inoltre, è uno strumento fondamentale per far emergere tutto il lavoro svolto dietro le quinte dal personale dei Musei anche e soprattutto in questo anno caratterizzato dalle chiusure durante il quale, però, la cultura non si è mai fermata».

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