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Martedì, 7 Dicembre 2021
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Bordignon: «Senza figli non c’è futuro. I sindaci pongano la famiglia in cima alle priorità»

Il direttore del Consultorio del Centro della Famiglia di Treviso: «Nella nostra regione le nascite sono drammaticamente in calo dal 2008. Un crollo continuo e lungo 12 anni»

Invito tutti i nuovi sindaci a porre in cima alla loro lista delle priorità il tema della famiglia e della natalità. Un impegno strategico per la sostenibilità delle comunità e del sistema Paese, soprattutto in questa incerta fase di ripresa, per difendere il nucleo vitale della nostra società, superare insieme gli ostacoli con soluzioni attive e partecipate, garantendo un futuro alle nuove generazioni. Le famiglie ringraziano tutte le persone che, candidandosi, si sono messe a disposizione per la cura del Bene Comune. A chi è stato eletto e in particolare ai Sindaci rivolgiamo il nostro invito a cambiare i paradigmi operativi per trasformare le politiche familiari da “cenerentole” delle politiche sociali ad asset strategico e programmatico per il rinascimento sociale ed economico di un Paese che altrimenti sarà inevitabilmente destinato al declino.

L’ultimo report demografico pubblicato da Veneto Statistica parla chiaro. Nella nostra regione le nascite sono drammaticamente in calo dal 2008. Un crollo continuo e lungo 12 anni che nel 2020 ha registrato un nuovo record negativo con 920 nati in meno rispetto al 2019, pari a -2,7%. E, benché ancora parziale, il quadro statistico del 2021 sembra, purtroppo, confermare questa tendenza con i primi sette mesi del 2021 che registrano complessivamente 590 nati in meno. Numeri che, se proiettati alla fine dell’anno, lasciano prevedere una perdita di oltre 1.000 nuovi nati anche per il 2021.

Chiediamo pertanto un cambio di paradigma netto e deciso che metta la famiglia e la natalità al centro delle politiche locali di carattere economico, sociale, lavorativo ed abitativo. Chiediamo proposte operative, non assistenziali, ma promozionali, capaci di attivare il soggetto famiglia a svolgere nel migliore dei modi il proprio compito sociale, educativo ed economico. Chiediamo di attivare processi affinché la nascita di un bambino non sia la prima causa di povertà per la famiglia. Chiediamo che le donne non siano più nella grave condizione di ingiustizia di scegliere tra famiglia e carriera. Chiediamo servizi di welfare locale orientati alla famiglia e alla conciliazione dei tempi di lavoro con la vita familiare sviluppati in collaborazione con il mondo dell’impresa e del lavoro.

Non basta più che le amministrazioni locali e i “welfare maker” ribadiscano a parole la centralità sociale della famiglia. La riconoscano invece e finalmente come bene pubblico mettendo in campo risorse umane ed economiche. Dall’attivazione del Fattore Famiglia Comunale alle politiche abitative per le giovani coppie, fino allo sviluppo di organizzazioni scolastiche e sportive più elastiche ed accessibili e alla valorizzazione del lavoro di cura dei minori, degli anziani e dei disabili. Alcuni sentieri verso un futuro migliore sono già tracciati con modalità reiterabili e strumenti duttili, basta avere la volontà di percorrerli. Per questo il Centro della Famiglia ed il Forum delle Associazioni familiari sono a piena disposizione per offrire suggerimenti, buone prassi, collaborazione umana e associativa.

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