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Domenica, 3 Marzo 2024
Attualità Asolo

BoscAsolo, donata al Comune un'area verde di quasi otto ettari

Il bosco è stato donato lunedì 27 febbraio dalla Fondazione Coin. Il commento del sindaco Mauro Migliorini: «Giornata importante, prendiamo in gestione un'area dal grande valore educativo»

Il Comune di Asolo è il nuovo proprietario del BoscAsolo. Lunedì mattina, 27 febbraio, il consiglio comunale ha accettato la donazione da parte della Fondazione Coin, nella persona del Cavaliere del Lavoro, Piergiorgio Coin, dell’area boschiva e agricola di quasi otto ettari di estensione. Nel corso di questi anni il BoscAsolo è stato al centro di un progetto, adottato e sostenuto da Fondazione Coin, che ha evoluto l’area verso una precisa finalità educativa: quella di promuovere in particolare nelle nuove generazione la fruibilità del bosco e delle aree agricole, rendendole consapevoli dei valori del patrimonio ambientale, storico ed economico di questi luoghi.

In BoscAsolo non è quindi solo un “luogo” ma anche un complesso e articolato progetto di sviluppo della cultura del territorio e di fruizione degli spazi aperti per la comunità che a partendo dal centro storico di Asolo può passare, attraverso i sentieri, da uno spazio urbano al contesto rurale e agricolo che caratterizza la storia dell’Asolano. Il tutto al fine di contribuire alla formazione e crescita dei giovani in un contesto geografico ampio che coinvolge i Colli Asolani e la Pedemontana. L’area naturalistica è accessibile dai due ingressi dalla Rocca e sul lato est da Col San Martino, entrambi dotati di panchine di sosta e pannelli descrittivi, e comprende prati erbosi con aree di sosta, un’area vigneto con le case degli insetti, un noccioleto antico abitati da tassi e scoiattoli, un castagneto antico, un pioppeto, una vigna antica, la valle delle felci e la buca dei tritoni, un querceto, una piazzola panoramica, una forra con una cascata, un’aula didattica con pannelli descrittivi e attrazioni ludiche. Nell’area, tra le altre cose, rivestono interesse anche le erbe alimurgiche e le orchidee selvatiche. Il compendio è inserito nel SIC (Sito di Interesse Comunitario) Rete Natura 2000 che a sua volta comprende una zona speciale di conservazione e una zona di protezione speciale, destinate alla conservazione della biodiversità.

Il commento del sindaco

«Il BoscAsolo è un modello che può diventare una buona prassi da applicare nelle sue linee generali ad ogni luogo ove si intenda promuovere un rapporto con la natura integrato e consapevole - dichiara il sindaco Mauro Migliorini -. Grazie a questa donazione oggi una pubblica amministrazione porta all’interno del proprio patrimonio quasi 8 ettari di bosco ed è un forte segnale non solo politico di che strada stiamo percorrendo e abbiamo percorso. Ci siamo assunti l’impegno di ricevere il testimone dalla Fondazione Coin e lo porteremo avanti convinti dei grandi benefici che quest’area ha per la città di Asolo ma anche per tutto il territorio dell’Asolano e della Pedemontana, all’interno della Riserva della Biosfera MaB Unesco del Monte Grappa. L’intenzione - prosegue il sindaco - è quella di continuare a garantire la fruizione funzionale, di far crescere nella popolazione in visita al luogo una maggiore consapevolezza sul valore ambientale dei luoghi naturali e sull’importanza di costruire un rapporto sostenibile tra uomo e natura sostenibile, che peraltro costituisce uno dei fondamenti di Asolo come Cittaslow International - Migliorini punta l’attenzione primariamente sul ruolo educativo dell’area -. Il progetto BoscAsolo rappresenta un’opportunità per le nuove generazioni, soprattutto per i più piccoli e le loro famiglie, ma anche per gli insegnanti e per l’intera comunità e per i turisti, di comprendere come il bosco e i terreni agricoli costituiscano in passato come oggi un patrimonio che va conosciuto, rispettato e valorizzato come risorsa anche per il futuro. L'area - prosegue - è percorsa da sentieri attrezzati, liberamente fruibili dai cittadini e dai turisti che qui, immersi nella natura e nella storia di questo territorio possono vivere un’esperienza stimolante e multisensoriale, avvolti da profumi e colori in continuo cambiamento. Guidati da pannelli esplicativi e installazioni interattive, ognuno potrà scoprire castagneti secolari, una sorgente con le salamandre, alberi da frutto selvatici, tracce di animali, vitigni e ulivi antichi e luoghi ameni e silenziosi.

Questo è un luogo adatto all’educazione ambientale, in particolare per i bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, per un’esperienza unica di educazione paesaggistica attraverso escursioni dedicate alla natura, alla tradizione e alla storia antica: oggi chiameremmo questo luogo “Forest School” - sottolinea il sindaco -. L’idea di base di questo progetto, unico e originale nel nostro territorio, è quella di offrire un modo alternativo di insegnare e di apprendere, una formula vincente di fare scuola all’aria aperta e in mezzo alla natura, tema diventato di estrema attualità post Covid». Conclude Migliorini: «Voglio ringraziare il Cavaliere Piergiorgio Coin, tutti i suoi collaboratori, la direttrice del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna, Monica Celi, la Elena Zancanaro, il notaio che ha curato l’atto di donazione e gli uffici comunali che hanno seguito tutto l’iter per arrivare all’importante giornata di oggi, nella quale un privato ha ceduto ad un ente pubblico un vero e proprio gioiello naturalistico e uno scrigno di biodiversità».

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