Attualità San Liberale / Viale Nazioni Unite

Bosco urbano di San Paolo: una società è pronta a fare causa al Comune per 2 milioni

La Logan srl, titolare di parte dell'area, sarebbe pronta ad adire il Tar per tutelarsi dalla variante urbanistica che nei mesi scorsi ha eliminato i diritti edificatori sull'area

Il progetto di riforestazione urbana di San Paolo, che dovrebbe trasformare il volto del quartiere sostituendo il contestato progetto di ipermercato di Via Nazioni Unite con un bosco, potrebbe non prendere più piede. La società che deteneva i diritti edificatori dell'area (la Logan Srl), come riportano i quotidiani locali, è difatti pronta ad intentare una casa da 2 milioni di euro contro il Comune a causa del mancato rispetto degli accordi e delle trattative ormai in essere da anni, fin dalla Giunta Manildo. 

Materia del contendere è il fatto che nei mesi scorsi Ca' Sugana ha deciso di togliere l’edificabilità sul terreno in cui sorgerà il nuovo polmone verde visto che la riforestazione urbana e l’arginamento della “Grande Distribuzione” sul territorio trevigiano sono stati due punti salienti nelle varie osservazioni al Piano degli interventi di Ca’ Sugana da parte di Ascom-Confcommercio Treviso, di un comitato locale di residenti e di Gigi Calesso di Coalizione Civica per Treviso. Quella del Comune era perciò stata una netta inversione di rotta rispetto ai progetti originali per il quartiere, una scelta che era volta a rispettare la volontà della popolazione e del commercio di vicinato, non seguendo perciò la logica del mercato. In tal modo la città di Treviso puntava dunque ad affermare il principio della sostenibilità sociale di un quartiere che ha una storia e una forte identità, il tutto all’interno del progetto “Treviso New Green Deal", il piano operativo della città che individua aree, interventi e costi per rendere il capoluogo sempre più verde ed in grado di affrontare le nuove frontiere della sostenibilità ambientale.

Il futuro “bosco” pubblico periurbano, dotato anche di pista ciclabile e camminamenti, andrebbe quindi a colmare un vuoto urbano generando nuova attrattività, per un quadrante cittadino in grado di offrire così luoghi alternativi per il relax e la vicinanza alla natura, per un quartiere periferico rinnovato nella sua centralità aggregativa. Usiamo però il condizionale perché il 4 gennaio la Logan srl, che avrebbe dovuto costruire il tanto contestato supermercato, ha fatto inviare ai propri avvocati una lettera al Comune per avere spiegazioni della variante urbanistica che ha eliminato i suoi diritti edificatori sull'area prima di aver trovato un accordo definitivo con la società che, secondo le trattative, avrebbe dovuto avere in cambio un altro terreno edificabile in un'altra area. La presa di posizione della società ha dunque preso in contropiede il Comune che ha subito allertato l'Avvocatura civica e convocato per la prossima settimana una riunione urgente della Commissione Urbanistica per cercare di arginare il problema. Se però nessuno troverà una soluzione, il rischio per Ca' Sugana è quella di dover resistere in una causa milionaria di fronte al Tar del Veneto.

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