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Bosco verticale, Cazzaro Costruzioni: «Ricorreremo in appello»

L'impresa edile torna sulla bocciatura ricevuta dal Tar per Ca' delle Alzaie e punta il dito contro la società Mts Immobiliare Srl annunciando nuove azioni legali

Il rendering del Bosco verticale

Dopo la bocciatura del Tar sul Bosco verticale di Treviso, Cazzaro Costruzioni ha annunciato di voler ricorrere in appello facendo prima una serie di chiarimenti in difesa del proprio operato e delle sessanta famiglie che hanno già scelto Ca’ delle Alzaie come loro casa.

L'impresa edile punta il dito contro: «Mts Immobiliare Srl, società sottoposta a procedura di concordato preventivo a causa della sua insolvenza (anche nei confronti del Comune di Treviso). Dopo la sentenza del Tar, Mts continua a proporre una versione dei fatti totalmente destituita di ogni fondamento e, per di più, scorretta sotto il profilo etico e giuridico - affermano i vertici di Cazzaro Costruzioni - Come ribadito a chiare lettere nella sentenza del 14 dicembre scorso, non esiste alcuna ipotesi di demolizione di Ca’ delle Alzaie. Il ricorso al Tar infatti non aveva ad oggetto il progetto o la non conformità della costruzione allo stesso, ma l’iter con cui si è conclusa la domanda di autotutela promossa da Mts Immobiliare Srl. E il tribunale amministrativo regionale ha respinto la domanda con cui quest’ultima chiedeva di esercitare i "poteri repressivi", tanto che il Comune dovrà semplicemente riesprimersi. Ed il Tar afferma chiaramente che lo potrà/dovrà fare nell’esercizio dei suoi poteri discrezionali, potendo respingere nuovamente la domanda per altri profili (ad esempio il termine tardivo con cui Mts ha agito – come evidenziato dal Tar nella stessa sentenza - o l’interesse pubblico prevalente).

Anche la questione della presunta mancata concessione dell’abitabilità è del tutto campata in aria - secondo Cazzaro Costruzioni - L’abitabilità è, infatti, asseverata dal direttore lavori con una decisione autonoma, una volta verificata la rispondenza della costruzione al titolo edilizio tutt’ora valido efficace progetto, che non è mai stata posta in discussione. Un’opera di riqualificazione della portata di Ca’ delle Alzaie non viene autorizzata dall’oggi al domani, ma prevede una serie di verifiche sui progetti e sulla fattibilità che in questo Paese, rallentato dalla burocrazia, durano anni. Ci preme, perciò, sottolineare la correttezza e la scrupolosità del Comune di Treviso nell’affrontare l’iter autorizzativo che ha portato al rilascio della "Scia" (il titolo abilitativo del cantiere). Un iter lungo, complesso e completo, intrapreso nel 2017 dalla precedente amministrazione comunale e completato nel 2018 dall’attuale che, prima di pronunciarsi, ha chiesto parere scritto alla Regione sull’applicazione del cosiddetto “Piano Casa” (legge, per l’appunto, regionale). Tant’è che gli unici motivi di contrasto normativo individuati dal Tar riguardano i profili di interpretazione delle norme indicati dalla Regione, a cui il Comune si era dovuto attenere. Tutti gli altri motivi sollevati, tra cui spicca l’eccedenza di volume, sono stati ritenuti infondati. Cazzaro Costruzioni, in sostanza, avrebbe avuto il diritto di occupare molto più volume con le costruzioni, ma ha preferito non consumare suolo ed alleggerire gli edifici per lasciare spazio al “verde”. Ribadiamo quanto già espresso in più situazioni nel corso degli anni, forti anche delle diverse pronunce favorevoli ottenute in tutti i gradi in diverse sedi di giudizio: Cazzaro Costruzioni, prima di iniziare i lavori di costruzione, ha ottenuto tutti i necessari provvedimenti interpellando, ciascuno per la propria specifica competenza, tutti gli organi amministrativi interessati e ottenendo il loro parere positivo. Per questo, stupisce che la controparte – lei sì in odore di decadenza del permesso di costruire, avendo edificato circa 10.000 metri cubi in più sulla base di una convenzione urbanistica non rispettata (non avendo pagato gli oneri, stante la sua insolvenza) e per cui pende ricorso al Tar – parli di “abusi” per un’opera come Ca’ delle Alzaie. Oltre a ricordare che il Tar del Veneto, nella sopra citata sentenza, non accorda alcun risarcimento a Mts, non rilevando alcun danno subito: non è stata provata alcuna diminuzione di valore dei beni e il Tar ha espressamente dichiarato che, a causa del loro stato di conservazione (pessimo) e dei dubbi sulla legittimità urbanistica, il danno è molto dubbio, anzi inesistente. Cazzaro Costruzioni è costretta a rilevare come tale espressione, “abusi”, una volta di più si riveli falsa nei fatti, impropria sotto il profilo giuridico e inaccettabile sotto quello morale, anche perché riportata più volte dai media. Per tutelare il proprio buon nome acquisito nel corso di oltre mezzo secolo di storia, pertanto, ha già dato mandato ai propri legali di agire immediatamente in sede giudiziaria. Cazzaro Costruzioni si trova ad affrontare – senza responsabilità alcuna - un contrasto interpretativo su due aspetti (altezze edifici e necessità del piano di recupero) del cosiddetto “Piano Casa”. Tale contrasto, sorto tra Giudice amministrativo e Regione Veneto, sta creando grande incertezza negli operatori che hanno posto legittimo affidamento sulla normativa regionale, fino alla pronuncia del giudice. Anche alla luce di ciò, e vista altresì la nuova normativa in materia, Cazzaro ha perciò deciso di appellare la sentenza del Tar del Veneto». 

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