Breda in festa per i cinquant'anni di matrimonio di Silvano e Silvana

Sono insieme da oltre 58 anni quando lui, 17enne, conobbe la futura moglie, all'epoca 12enne, nell'agosto del 1962 alla sagra di Maserada. Una storia d'amore fatta di viaggi in moto da Spercenigo per venirla a trovare, le lettere, gli incontri di nascosto

Silvano e Silvana Menegaldo

Quella del 12 settembre per la famiglia Menegaldo di Breda sarà una giornata molto speciale. Silvano e Silvana, di 75 e 70 anni, festeggiano infatti il loro cinquantesimo anniversario di matrimonio, celebrato appunto il 12 settembre del 1970. Genitori di due figli, Andrea e Lisa, e nonni di due nipotine, la coppia si prepara a celebrare questo traguardo con una festa a sorpresa che sarà senza dubbio memorabile. La loro storia, una tra le tante di una trevigianità che non c'è più, merita senza dubbio di essere raccontata. Subito una curiosità: oltre al nome molto affine, Silvano e Silvana hanno in comune la strana vicinanza temporale dei loro compleanni che festeggiano rispettivamente il 7 e l'8 marzo.

Gli anni di matrimonio sono 50 ma in realtà Silvano e Silvana si conoscono da oltre 58 anni. C'è una data, precisa, in cui tutto ebbe inizio: l'8 agosto 1962, giorno della Madonna delle Vittorie. Entrambi si trovavano alla sagra di Maserada. Silvano, 17enne, si era recato li, da Spercenigo, in compagnia di un ragazzo che frequentava la sorella maggiore (tutt’ora assieme pure loro) di ben cinque fratelli della famiglia Mestriner (come cinque erano i figli della famiglia Menegaldo). Si tratta di una famiglia molto nota nella zona del Piave: Narciso detto Ciso (la moglie si chiamava Vittoria) si occupava di trasporto del bestiame. Silvana, all'epoca 12enne, era la quartagenita, peraltro gemella, della sua famiglia. Fu durante la sagra che scoccò la scintilla.

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La loro giovane età non li ha di certo agevolati: erano costretti a vedersi di nascosto e a non rivelare a nessuno la loro relazione. Si incontravano spesso quando Silvana finiva il corso di sartoria. Silvano sapeva che non era a casa a seconda che la luce fosse accesa o spenta: la loro fu una delle prime case ad avere la corrente elettrica con la dinamo. Da Spercenigo dove viveva con i genitori Angela e Luigi, Silvano andava a trovarla con la moto "Capriolo" del fratello quando poteva, altrimenti si scrivevano lettere (tuttora conservate).  In seguito Silvano ebbe un incidente ma ciò non lo allontanò dalla sua amata. Anzi. Con una gamba dolorante il giovane andava a trovarla in bicicletta e in breve tempo venne presentato al padre di Silvana e alla famiglia, diventandone un membro e un compagno d’avventure del capofamiglia. Insieme i due frequentavano spesso l’osteria "al Trattoretto", a Campagne di Breda. La madre di Silvano arrivò a rimproverare la futura nuora perché il fidanzato rincasava sempre molto tardi ma in realtà la colpa non era sua ma di nonno Mestriner che lo coinvolgeva nelle sue scorribande. Nel 1966 partì per il servizio militare e le lettere continuarono ad esser scritte, puntuali. Quando tornò a casa, Silvano si comprò una Vespa, per facilitare i loro incontri.

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Dopo il matrimonio, celebrato il 12 settembre 1970, Silvano e Silvana partirono per la Germania, in cerca di fortuna. Dal 1974, per dodici lunghi anni, lavorarono duramente in una gelateria: furono costretti a lasciare il loro primogenito, Andrea (quando aveva circa un anno), con i nonni. Dopo il ritorno in Italia nacque Lisa. Silvana iniziò a fare la casalinga e Silvano iniziò a lavorare in fabbrica, prima della pensione. Grandi amanti del ballo, i coniugi Menegaldo andavano a ballare nelle sagre della zona, soprattutto quella di Maserada, dove tutto ebbe inizio.

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«Ancora oggi, per non dimenticare -racconta Lisa, la loro figlia- ci raccontano battaglie e vittorie della giovinezza, facendoci pensare quanto poco avessero  e come fosse diverso lo stile di vita e ridere delle marachelle che hanno combinato».

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