L'eroe alpino del Covid: trevigiano nominato Cavaliere al Merito della Repubblica

Coordinatore della Protezione civile Ana di Treviso e responsabile della Colonna mobile nazionale degli Alpini, Bruno Crosato è stato premiato dal Presidente Mattarella

Bruno Crosato (foto Ana di Mogliano Veneto)

Coordinatore della Protezione civile Ana della sezione di Treviso e responsabile della Colonna mobile nazionale degli Alpini. E' questo, in breve il ritratto di Bruno Crosato, 65enne nota penna nera di Paese che è stata insignita dell'onoreficenza di "Cavaliere al Merito della Repubblica" direttamente per scelta del Presidente Sergio Mattarella per «aver ripristinato, in tempi record, i cinque ospedali dismessi della regione» durante la pandemia da Covid-19. Crosato, nei mesi scorsi, è stato difatti il responsabile logistico dell'intervento di sistemazione e recupero del cosiddetti Covid Hospital veneti, in primis quelli di Vittorio Veneto e Valdobbiadene (ripristinato in pochi giorni dopo 20 anni di inattività).

Il Presidente della Repubblica, nella mattinata di mercoledì, ha difatti voluto insignire di tale importante onorificenza un primo gruppo di cittadini, di diversi ruoli, professioni e provenienza geografica, che si sono particolarmente distinti nel servizio alla comunità durante l’emergenza del Coronavirus. Per questo motivo sono stati scelti 57 cittadini, dai medici del "paziente 1" di Codogno all'imprenditore che ha assunto la vedova di un dipendente. Mattarella ha così deciso di premiare, con questa speciale onorificenza, gli "eroi del Covid", ovvero persone - come infermieri, medici, volontari, professori, uomini delle forze dell’ordine - che si sono distinte nella fase di emergenza per il nostro Paese. «I riconoscimenti, attribuiti ai singoli, vogliono simbolicamente rappresentare l’impegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della solidarietà e dei valori costituzionali» si legge in un comunicato del Quirinale.

Crosato, in passato anche referente “pro tempore” della Protezione Civile del III Rgpt. nazionale ed ex impresario edile, è un veterano dei soccorsi nelle zone colpite da calamità naturali o da terremoti (come quando da militare si trovò di fronte al sisma del Friuli o, più recentemente, nelle Marche) in tutta Italia e, grazie anche alla lunga esperienza nel campo della logistica e alle sue capacità, oltre che il perfezionismmo nelle operazioni di organizzazione e rispetto delle normative vigenti, è stato fin da subito in prima linea con i suoi uomini per aiutare la sanità veneta nell'allestimento degli ospedali dedicati esclusivamente al Coronavirus. Tra i primi a rendere onore a Crosato, per questo riconoscimento, gli Alpini di Mogliano Veneto: «Orgogliosi di Bruno Crosato, capo protezione civile ANA del Veneto». «Il riconoscimento del Presidente Mattarella non è mio, ma di tutti i 3 mila volontari che si sono prodigati in questi mesi per cercare di aiutare la popolazione in uno dei periodi più difficili della nostra vita - dichiara Crosato ai nostri microfoni - Io senza loro non sono niente e, infatti, mi sa che da buon alpino dovrò offrire un bel po' da bere nei prossimi giorni! In ogni caso, la notizia del premio l'ho avuta stamattina alle ore 11.30, in maniera completamente inaspettata. Ovviamente sono felicissimo per il riconoscimento, ma ciò che conta è il gruppo della Protezione civile!». 

Chi sono gli altri "eroi del Covid" nominati Cavalieri al merito da Mattarella

Venticinque donne e trentadue uomini, scelti in tutto il Paese per atti di coraggio, solidarietà o ingegno. Ecco chi sono i cittadini nominati da Mattarella "Cavalieri al merito della Repubblica". Annalisa Malara e Laura Ricevuti, rispettivamente, anestesista di Lodi e medico del reparto medicina di Codogno, sono le prime ad aver curato il paziente 1 italiano. Maurizio Cecconi, professore di anestesia e cure intensive all’Università Humanitas di Milano, è stato definito da Jama (il giornale dei medici americani) uno dei tre eroi mondiali della pandemia. Mariateresa Gallea, Paolo Simonato, Luca Sostini sono i tre medici di famiglia di Padova che volontariamente si sono recati in piena zona rossa per sostituire i colleghi di Vo’ Euganeo messi in quarantena.

Don Fabio Stevenazzi del direttivo della Comunità pastorale San Cristoforo di Gallarate (VA) è tornato a fare il medico presso l’Ospedale di Busto Arsizio. Fabiano Di Marco, primario di pneumologia all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ha raccontato la tragica situazione della città e dell’ospedale. Monica Bettoni, ex senatrice e Sottosegretaria alla Sanità, medico in pensione, ha deciso di tornare in corsia a Parma. Elena Pagliarini è l’infermiera di Cremona ritratta nella foto diventata simbolo dell’emergenza Coronavirus. Positiva, è guarita. Marina Vanzetta, operatrice del 118 di Verona, ha soccorso una anziana donna e le è stata accanto fino alla morte. Giovanni Moresi, autista soccorritore di Piacenza Soccorso 118, ha offerto una testimonianza del ruolo degli autisti soccorritori del 118. Beniamino Laterza, impiegato presso l’Istituto di vigilanza “Vis Spa” e presta servizio nell’ospedale Moscati di Taranto, presidio Covid.

Del Team presso l’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma – struttura di eccellenza della sanità pubblica fanno parte: Maria Rosaria Capobianchi, a capo del team che ha contribuito a isolare il virus. Concetta Castilletti, responsabile della Unità dei virus emergenti. Francesca Colavita, Fabrizio Carletti, Antonino Di Caro, Lucia Bordi, Eleonora Lalle, Daniele Lapa, Giulia Matusali, biologi. Nel team di ricerca dell’ospedale Sacco e dell’Università degli Studi di Milano, poli di eccellenza nell’ambito del sistema sanitario e di ricerca nazionale: Claudia Balotta a capo del team, ora in pensione. Nel 2003 aveva isolato il virus della Sars. Gianguglielmo Zehender, professore associato. Arianna Gabrieli, Annalisa Bergna, Alessia Lai, Maciej Stanislaw Tarkowski ricercatori.

Ettore Cannabona Comandante della Stazione dei Carabinieri di Altavilla Milicia (Palermo), ha devoluto in beneficenza l’intero stipendio mensile. Mata Maxime Esuite Mbandà, giocatore per il Zebra Rugby Club e per la nazionale italiana, volontario sulle ambulanze per l’Associazione Seirs Croce Gialla di Parma. Marco Buono e Yvette Batantu Yanzege della Croce Rossa Riccione hanno risposto all’appello della Lombardia che chiedeva aiuto a medici e personale con ambulanze. Renato Favero e Cristian Fracassi, il medico che ha avuto l’idea di adattare una maschera da snorkeling a scopi sanitari e l’ingegnere che l’ha realizzata. Concetta D’Isanto, addetta alle pulizie in un ospedale milanese. Fa parte di quella schiera di lavoratori che ha permesso alle strutture sanitarie di andare avanti nel corso dell’emergenza.

Giuseppe Maestri, farmacista a Codogno, ogni giorno ha percorso cento km per recarsi in piena zona rossa. Rosa Maria Lucchetti, cassiera all’Ipercoop Mirafiore di Pesaro, ha lasciato una lettera agli operatori 118 donando loro anche tre tessere prepagate di 250 euro. Ambrogio Iacono, docente presso l’istituto professionale alberghiero Talete di Ischia. Positivo, ricoverato al Rizzoli di Lacco Ameno, ha continuato a insegnare a distanza nei giorni di degenza. Daniela Lo Verde, preside dell’istituto “Giovanni Falcone” del quartiere Zen di Palermo, ha lanciato una campagna di raccolta fondi per regalare la spesa alimentare ad alcune famiglie in difficoltà. Suo l’appello per recuperare pc e tablet per consentire ai suoi allievi di seguire le lezioni a distanza. Cristina Avancini, l’insegnante di Vicenza che nonostante il contratto scaduto non ha interrotto le video-lezioni con i suoi studenti.

Alessandro Santoianni e Francesca Leschiutta, direttore della casa di riposo della Parrocchia di San Vito al Tagliamento (PN) e coordinatrice infermieristica che, insieme agli altri dipendenti, sono rimasti a vivere nella struttura per proteggere gli anziani ospiti. Piero Terragni, imprenditore di Bellusco (Monza e Brianza), in seguito alla morte di un dipendente, Erminio Misani, che lasciava la moglie e tre figli, ha assunto la moglie Michela Arlati.

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