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"Le questioni non affrontate dall'assessore ai rendering (più che all'urbanistica)"

L'intervento di Luigi Calesso, Coalizione Civica per Treviso

TREVISO Nelle sue dichiarazioni di oggi l'assessore Tassinari dimostra molta più dimestichezza con i rendering (parla di "skyline"...) che con l'urbanistica e lascia del tutto irrisolte alcune questioni nodali per il futuro della città.

1) L'attuale amministrazione confermerà le riduzioni di cubatura previste dalla modifica del PAT e dal PI dell'amministrazione Manildo o le metterà in discussione per garantire un nuovo aumento di edificabilità?

2) L'area ex-Marazzato è qualificata come area per centri commerciali (senza distinzione tra aperto e chiuso, automobili o altri generi) dalla variante generale al PRG approvato dalle giunte leghiste: quindi il nuovo insediamento commerciale in quell'area è frutto di quelle scelte e non della giunta Manildo?

3) Sile 1 e Feltrina 6 e sono delle lottizzazioni che creano problemi (il primo perché ricade nella zona di rischio aeroportuale, il secondo perché la sua realizzazione impedirebbe quella dell'eventuale quinto lotto della tangenziale): che cosa farà questa amministrazione in merito?

4) Ex-Siamic: una volta che MOM avrà abbandonato l'area, questa amministrazione garantisce che il comparto non verrà utilizzato per una speculazione immobiliare a poche decine di metri dal centro storico? L'area, tra l'altro. è ideale per la realizzazione di quel parcheggio a servizio del centro storico ripetutamente richiesto dai commercianti.

5) Treviso è una delle città con il territorio più cementificato del Veneto (se non d'Italia), come ha confermato anche il recente ultimo rapporto ISPRA sul consumo di suolo: cosa pensa di fare questa amministrazione per bloccare questa tendenza e invertirla? Il "cemento responsabile" in contrapposizione al blocco del consumo di suolo rischia di essere solo un modo per continuare la cementificazione del territorio?

6) Spopolamento del centro storico: è possibile affrontarlo anche con scelte urbanistiche come i vincoli sulla destinazione dei recuperi edilizi (appartamenti per giovani coppie, anziani, co-housing, alloggi popolari) e la destinazione di aree a servizi pubblici invece che a utilizzi privati. Sono soluzioni che questa amministrazione sta prendendo in considerazione?

7) L'assessore ritiene che la pianificazione si gestisca anche (se non soprattutto) imponendo vincoli e regole da rispettare, o la sua concezione della "partecipazione" e della "sburocratizzazione" significano, semplicemente, che l'amministrazione rinuncia a decidere sul futuro del territorio della città mettendo tutto sul piatto delle richieste dei proprietari di terreni, degli immobiliaristi e dei costruttori, interessi del tutto legittimi ma non sempre compatibili con quello di avere una città più verde, meno inquinata, con una migliore qualità della vita?

Alcune di questi problemi sono già poste in sede di osservazioni al P.I. con le proposte (di seguito la sintesi) di Coalizione Civica per Treviso: le risposte alle nostre osservazioni ci permetteranno, probabilmente, di cominciare a dipanare il mistero sulle strategie urbanistiche della nuova amministrazione.

Gigi Calesso

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