Bufera sul Campionato degli uccelli canori: «Pericoloso come il mercato di Wuhan»

L'evento in programma a San Fior domenica 16 agosto ha attirato l'attenzione dell'associazione "Lav - Treviso" che ne chiede l'annullamento per motivi igienico sanitari

Domenica 16 agosto si svolgerà il Campionato italiano "Uccelli Canori" di San Fior, un evento nel quale i visitatori entreranno in contatto con centinaia di animali fra selvatici, esotici e domestici, manipolati e venduti dagli espositori.

L'evento ha richiamato l'attenzione dell'associazione animalista "Lav-Treviso" che ha commentato la notizia con queste parole: «E' evidente che in un evento del genere il distanziamento fra le persone come anche l’uso di mascherine e gel igienizzante, rappresentano misure del tutto inadeguate in un contesto nel quale vi è un continuo, stretto contatto fra le persone e gli animali rinchiusi nelle gabbie o in semplici recinti, a portata di mano di adulti e bambini, quando non diventano anche oggetto di compravendita passando quindi di mano in mano. Inoltre non si può ignorare il fatto che proprio in provincia di Treviso sono stati individuati due focolai di influenza aviaria, molto probabilmente derivanti da un’introduzione dal selvatico, motivo per cui il Ministero della Salute ha richiesto un’approfondita analisi del rischio, come affermato in una nota del Direttore Generale della Sanità animale del Ministero stesso. A fronte di questi dati, è chiaro che l’avvenimento di San Fior può essere considerato un “wet market” italiano - mettono in guardia gli animalisti - un mercato cioè che, analogamente a ciò che avviene nei wet market asiatici, mette a stretto contatto gli animali selvatici con altri animali e persone, favorendo così il salto di specie di qualsiasi patologia, come successo nel wet market cinese di Wuhan che ha dato avvio alla pandemia da Coronavirus.

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Non possiamo accettare di correre un rischio di questa portata, specie con l’emergenza Covid ancora in atto, consentendo lo svolgimento di un evento che potrebbe generare ulteriori nuove diffusioni di patologie – conclude Mara Garbuio, responsabile Lav di Treviso – abbiamo quindi coinvolto i Ministri della Salute e dell’Ambiente, chiedendo loro un intervento urgente per sospendere l’evento. Di fronte a più di 700mila morti, non possiamo ignorare la lezione impartita al mondo intero dal Coronavirus: dobbiamo mantenere quanta più distanza possibile fra le persone e gli animali selvatici. Per questo la sagra dei osei di Sacile e tutte le altre sagre del genere devono essere immediatamente sospese, a tutela della salute di tutti i cittadini».

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