Pieve di Soligo tra le 10 candidate a Capitale Italiana della Cultura 2022

Le Terre Alte della Marca Trevigiana sono in finale, a gennaio il verdetto, si prepara il progetto definitivo

Pieve di Soligo e le Terre Alte della Marca Trevigiana sono ufficialmente candidate a Capitale italiana della Cultura 2022.

La Giuria per la selezione della città ha individuato i dieci progetti finalisti, come si vede dalla lista qui sotto, tra di esse figura anche la piccola trevigiana Pieve di Soligo, uno dei più dei borghi italiani più belli e città natale del poeta Zanzotto.

  1. Ancona
  2. Bari
  3. Cerveteri (Roma)
  4. L’ Aquila
  5. Pieve Di Soligo (Treviso)
  6. Procida (Napoli)
  7. Taranto
  8. Trapani
  9. Verbania (Verbano-Cusio-Ossola)
  10. Volterra (Pisa)

Oggi, 16 novembre, il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha reso noto che la giuria presieduta dal professor Stefano Baia Curioni, dopo aver esaminato le 28 candidature pervenute, ha selezionato i dieci progetti finalisti che ora si contenderanno il titolo che sarà ufficializzato entro il 18 gennaio 2021.

Le dieci città finaliste presenteranno i propri dossier alla Giuria in un’audizione pubblica. Gli incontri si terranno, compatibilmente con le misure di contenimento della pandemia, al Collegio Romano, i prossimi 14 e 15 gennaio 2021, secondo il calendario e le modalità che verranno rese note in seguito.

Pieve di Soligo con il dossier “Pieve di Soligo e le Terre Alte della Marca Trevigiana” entra in finale, è l’unica cittadina veneta, ma anche del Nord Italia, tra le dieci finaliste. Oltre ad essere la più piccola, sebbene la sua sia una candidatura del territorio.

“La nostra candidatura punta sul paesaggio, sul futuro e vuole offrire soluzioni che possono diventare degli esempi. Uno dei progetti che sta per essere realizzato è la decostruzione di quanto abbiamo costruito male in questi anni devastando i territori”. Lo ha detto il sindaco di Pieve di Soligo parlando del dossier di candidatura alla Capitale Italiana della Cultura.

Pieve di Soligo

Pieve di Soligo sorge tra verdi colline ai piedi delle Prealpi, e i fiumi Soligo, di cui porta il nome. Alcuni edifici risalenti al Seicento, come villa Chisini-Daniotti e palazzo Ciassi e Morona, e altri di siti interesse storico come la chiesetta barocca della Madonna del Carmine, palazzo Balbi Valier e il Borgo Stolfi (con la vecchia roggia e la ruota del mulino, azionata dal Soligo) si sono salvati dalla devastazione della Grande Guerra.

Pieve di Soligo ha dato i natali a diversi personaggi illustri della nostra storia, come la soprano Toti Dal Monte, il cui vero nome era Antonietta Meneghel. Andrea Zanzotto, poeta tra i più grandi del Novecento, ha trascorso a Pieve di Soligo la sua intera esistenza, tra versi lirici e impegno civile. La Cal Santa, una delle calli più antiche del centro storico, è un elemento ricorrente nel corpus poetico di Zanzotto, che spesso la trasfigura attraverso il nome di Contrada Zauberkraft.

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