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I volontari della Caritas di Vittorio Veneto? Numerosi, generosi, soddisfatti, pensionati

Il 75% dei volontari ha più di 61 anni, il 75% è donna, il 61% fa volontariato anche altrove: 268 volontari nelle 12 foranie della Sinistra Piave protagonisti di due tesi in statistica dell’Università di Padova

Una presenza capillare sul territorio, fedeltà al servizio e soddisfazione nell’aiutare gli altr sono questi alcuni dei temi che emergono dalle due tesi di laurea all’Università di Padova sui volontari in servizio presso la Caritas della Diocesi di Vittorio Veneto. Ne sono autori Annalaura Isolati di Lonigo (VI) (“Identificazione e ritratto dei volontari di Caritas Vittorio Veneto: un’analisi per la definizione anagrafica, morale dei volontari e sulla percezione del proprio servizio” il titolo della sua tesi), e Giuseppe Biasion di Piove di Sacco (PD) (“Un’analisi statistica sulla figura del volontario di Caritas Vittorio Veneto”): per entrambi a fare da relatrice è stata la professoressa Mariangela Guidolin, di Sacile (PN), docente del dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Padova.

Biasion ha presentato martedì in videoconferenza a Caritas e ai volontari i risultati anagrafici, numerici e valoriali emersi della ricerca che ha coinvolto 268 operatori delle 12 foranie della Diocesi. Una ricerca che, come sottolinea la professoressa Guidolin, “si è conclusa a marzo 2020, appena prima del lockdown: una situazione che ha evidenziato ancora di più proprio l'importanza del volontariato”.

I dati

Uno dei dati più indicativi che emerge dalla ricerca è relativo alla capacità di Caritas Vittorio Veneto di fidelizzare i propri volontari senza assolutamente trascurare il coinvolgimento di nuove persone. Se infatti sono oltre 100 quelli che svolgono servizio da 10 o più anni, sono più di 150 quelli che sono entrati a far parte di Caritas nell’ultima decade. Questa capacità di “reclutare” nuovi volontari deriva anche dalla estrema capillarità sul territorio di Caritas. Tutte le foranie sono infatti rappresentate, in relazione alla propria popolazione, da un buon numero di volontari. Se infatti quelle di Conegliano, La Colonna e l’Opitergina possono contare su oltre 40 volontari, anche le più piccole fanno affidamento su 10 o più volontari.

Il servizio in Caritas Vittorio Veneto è un’esperienza molto positiva per la maggior parte degli intervistati: infatti quasi la metà (il 47%) ha risposto con il massimo punteggio alla domanda sulla soddisfazione relativa alla propria attività di volontariato, e il totale dei voti positivi si attesta intorno al 95%. Nonostante ciò è alta la percentuale di chi desidererebbe alzare il livello del proprio servizio attraverso attività di formazione e confronti costruttivi: una necessità, questa, espressa da da oltre l’85% del campione.

Le motivazioni del servizio

Ma cosa spinge le persone a diventare volontari Caritas? Il 49% sceglie questo servizio per “essere utile”, il 24% come “missione”, mentre il 15% per “aiutare i poveri”. I volontari stessi ritengono poi che l’adesione a Caritas debba basarsi principalmente su motivazioni come “l'aiuto verso il prossimo (45,5%), dovere e sentimento cristiano (28%) e valori di giustizia ed uguaglianza (15,6%). Tra le parole poi che sono emerse con maggior frequenza in una domanda aperta relativa alle motivazioni del servizio, i volontari hanno usato principalmente i termini "aiutare" ed "essere", seguiti da "persone", "prossimo" e “fare”... ad ulteriore dimostrazione di una grande voglia di operare al servizio degli altri in maniera concreta.

Uno spaccato sul volontariato in Caritas

“Quelli emersi dalla tesi di Biasion e Isolati sono numeri importantissimi - sottolinea il direttore di Caritas Vittorio Veneto don Roberto Camilotti - che ci dimostrano l’impegno sul territorio e la forza dei valori che muovono il nostro operato. Ma dato che le ricerche servono per partire e non per arrivare, è altrettanto importante analizzare tutti gli aspetti e capire come si possa migliorare in futuro”. La fascia d’età più rappresentata è infatti quella degli over 71 (28%) e il 72% dei volontari è pensionato. “Questi numeri - continua don Camilotti - sono per noi un importante segnale della direzione da intraprendere: se infatti è naturale che con la pensione le persone riescono con più facilità a ritagliarsi del tempo per aiutare gli altri, è anche importante lavorare per coinvolgere i più giovani e le persone che lavorano, perché la gratuità dovrebbe essere una costante della vita”.

Gli interventi dei volontari

Eleonora Soppelsa, della forania di Conegliano, individua l’ultimo anno come un periodo di grande rinnovamento per il volontariato Caritas: “Il periodo Covid è stato per me positivo sotto l’aspetto del servizio, perché ha permesso di ripensare, riorganizzare e rivedere alcune modalità del nostro operato. Ha fatto inoltre avvicinare a Caritas diversi giovani, anche di ambienti culturali diversi, ma che condividono la voglia di aiutare il prossimo e provare a cambiare il mondo.  Anche se piccole, le esperienze che hanno fatto quest’anno genereranno qualcosa di positivo, dentro o fuori da Caritas”. Mariano Pizzinat, di Caritas Opitergina, insiste sulla necessità di investire tempo ed energie sui più giovani, “incontrandoli già nelle scuole elementari, a catechismo, seminando qualcosa che poi potremo raccogliere negli anni a venire”.

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