CartaCarbone, grande successo per la VII edizione del festival letterario

Un'edizione, quella del 2020, che è nata in tempi stretti ma che ha portato comunque alla Loggia dei Cavalieri circa 2000 persone durante i quattro giorni della kermesse

Un momento del festival

“Guardare è già un atto creativo”. Così Bruna Graziani, direttrice artistica di CartaCarbone Festival Autobiografia & Dintorni, afferma in apertura della settima edizione dedicata a Amore e Eros. Un chiaro riferimento alla contingenza, alla crisi, alla paura che non si può ignorare che trova risposta nell’assistere, nell’esserci raccogliendo gli stimoli creativi per rinascere. “Ma è stato un sospiro di sollievo essere arrivati fino alla fine con le notizie che proprio nel corso del festival sono state comunicate e che avrebbero potuto rendere critica organizzazione e riuscita" dice Bruna Graziani alla fine del festival.

Un'edizione nata in tempi stretti dove si è dovuto convivere con le restrizioni spazio logistiche dialogando quotidianamente con percezione e timori, contrattempi ed emergenze. Nonostante questo il tema è sembrato un profetico riferimento al dare il meglio, seguendo un flusso che reclama l’insostenibile leggerezza dell’essere. Un percorso che CartaCarbone si è assunto il rischio di intraprendere, una inevitabile tensione ripagata dal pubblico che ha riempito le sale portando a una presenza totale di circa 2000 persone durante i quattro giorni. Nelle 15 dirette streaming sui 21 eventi realizzati, si sono realizzate circa 10.000 visualizzazioni con picchi significativi per poesia, Giura, Eroi, Majakovskij e Processo all’eros.

"Visti i numeri quasi miracolosi, un ringraziamento va alla consapevolezza dimostrata dal pubblico che ha rispettato regole, tempi e che ha dimostrato pazienza ed entusiasmo, testimonianza che la voglia di sentire applausi, risate, voci, sviluppare riflessioni seppur nascosti da mascherine, era tutto ciò che si voleva vivere in questi giorni. I volontari sono stati una rete a maglie strette che ha tenuto insieme ogni momento introducendo, accompagnando pubblico e ospiti in regime di totale sicurezza. A tu per tu con l’artista, la sezione dedicata all’arte, con la direzione di Chiara Casarin,  ha permesso uno sguardo originale sul mondo, un punto di vista che va oltre l’occhio comune regalando connessioni nuove e stimolanti che verranno riproposte il prossimo anno" fanno sapere gli organizzatori.

Gli eventi che hanno fatto più presa per l’intelligente essenzialità, saggia e ironica dichiarazione del vivere sono stati quelli di Stefano Benni, Andrea Pennacchi, Chiara Rapaccini, Arlo Bigazzi, Paolo Agrati, Matteo Saudino e Costantino Andrea De Luca, con il loro tuffo nell’erotismo esplicito dell’antichità, e ancora Odette Copat protagonista del primo "Processo all’eros" che insieme al secondo appuntamento hanno creato un’atmosfera piccante. Lo spettacolo "Senza domani", una storia raffinata e seducente ha restituito la sensualità che l’erotismo sa creare attraverso voci, sguardi e musiche fuse in un gioco di conturbanti sensazioni fuse dal senso divino per eccellenza, l’olfatto. Seguitissimi anche gli eventi dedicati alla poesia, conclamata è l’attenzione ai talenti di spicco e a quelli già affermati come Nicoletta Bidoia e Paolo Ruffilli, che la città destina ai versi, alla sintesi e all’introspettiva visione del mondo.

È nato tutto dall’autobiografia. È il 2008 quando nasce a Treviso "Il Portolano", la scuola di scrittura autobiografica e narrativa da cui pochi anni dopo prende corpo il festival. Questa sezione sta coinvolgendo sempre più persone che trovano nella narrazione interiore un motivo di liberazione e perfezionamento del proprio talento con la possibilità concreta di andare a far parte del ricco panorama letterario. Così la “Città del Diario”, l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano che raccoglie testimonianze scritte di gente comune completando la storia del nostro paese - e che da due anni patrocina CartaCarbone festival - ha accolto le nuove prospettive apertesi in questa edizione con il lavoro intrapreso con l’antologia La mia prima casa, da cui seguirà un dopo festival.

Simbolo di questa settima edizione è stato l’allestimento. In Loggia i due grandi video wall che si sono guardati immobili e regali, quasi ad alludere come totem alla dualità umana, femminile-maschile portando il remoto nel presente. Fuor di retorica, nella difficoltà si imparano tante cose. "Il must del festival sono sempre state le persone, abbiamo temuto l’assenza del corpo ma abbiamo scoperto che la paura delle nuove modalità, a volte, è immotivata. La commistione tra la presenza del relatore e il dialogo con l’autore trasmesso in video ha prodotto l’effetto di una interessante e inaspettata vivacità. Una modalità più interattiva che ha fatto fare un passo nella direzione in cui sta andando il mondo della contemporaneità. I nostri tecnici hanno saputo far risaltare e valorizzare ogni avento attraverso l'originalità di palcoscenico e grafica e porgere al pubblico la migliore delle condizioni. La conferma di ciò è stata determinata dai flussi che tra assenza e presenza hanno potuto contare su 12 mila persone, amici, affezionati e frequentatori della cultura di cui CartaCarbone festival si fa promotore" concludono gli organizzatori.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Remo Sernagiotto ricoverato al Ca' Foncello: «Condizioni disperate»

  • Malore improvviso al rifugio: 62enne muore tra le braccia della compagna

  • Zaia, nuova ordinanza: «Capienza ridotta in negozi e centri commerciali»

  • Pooh, nuovo disco dopo la morte di D'Orazio: «Le canzoni della nostra storia»

  • Se n'é andata Paola Maiorana, voce storica delle radio private trevigiane

  • Covid, Zaia: «Treviso è in area critica per i ricoveri ospedalieri»

Torna su
TrevisoToday è in caricamento