Casa Fenzi, appalto bloccato: 42 dipendenti in cassa integrazione

I lavoratori della cooperativa Promozione Lavoro impiegati nella struttura di Conegliano, restano senza lavoro. I sindacati: «Inaccettabile, si scaricano i costi sul personale»

Dopo aver prestato servizio nei mesi di emergenza, tra grande professionalità dimostrata e paura del contagio, al personale socio-sanitario di Casa Fenzi viene dato il ben servito. Sono i 42 lavoratori della Cooperativa Promozione Lavoro impiegati nella struttura di Conegliano che, per effetto della scelta di ridurre i costi al fine di compensare le mancate entrate, sono stati messi in cassa integrazione dopo la decisione presa dai vertici della residenza per anziani di sospendere l’appalto fino al 31 dicembre.

«Dopo essere stati considerati “eroi” e apprezzati da tutti vengono cassaintegrati o licenziati. Sta accadendo anche nella provincia di Treviso nelle strutture per anziani. A Casa Fenzi, proprio in una di quelle più colpite dall’epidemia e ora sotto indagine della magistratura, gli effetti del covid contano ancora nuove “vittime” – afferma con grande amarezza Marta Casarin, segretaria generale Fp Cgil di Treviso – Hanno prestato servizio durante una situazione delicatissima e di paura ma sempre senza mancare di competenza, professionalità e dedizione e ora vengono messi alla porta. Scaricando i costi dell’accaduto sui lavoratori, i vertici della struttura hanno infatti deciso di sospendere l’appalto con la Cooperativa con la conseguente messa in cassa integrazione per i prossimi cinque mesi. Una scelta inaccettabile e al limite dell’immorale – alza i toni la segretaria della Funzione pubblica Cgil – che non contempla la necessità di garantire una qualità del servizio più elevata possibile e nemmeno la possibilità di mantenere l’organico al fine di alleggerire il carico di lavoro in questa che non è ancora una facile fase per le residenze per anziani. Pensiamo, infatti, che le sole visite ai familiari vedono impiegate diverse figure professionali nell’organizzazione e nella gestione della sicurezza. Dopo quello che è accaduto a Casa Fenzi – attacca Marta Casarin – questa mancanza di serietà e di responsabilità nei confronti dei lavoratori può solo che dare fiato a chi vorrebbe il commissariamento dell’ente. Un caso questo che ci fa capire quanto sia necessario ripensare il sistema dell’assistenza nel suo insieme, affrontando la questione dell’internalizzazione del personale, con senso di responsabilità e non con la mera logica dei conti, dando giusto riconoscimento al lavoro. Serve dunque attivare tutti i concorsi e assunzioni per tutte le figure professionali dedicate ai servizi sanitari pubblici nella sanità e nelle strutture per anziani del territorio» conclude Casarin.

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