Casa Fenzi, replica dell'Ulss 2: «I decessi sono 7, non 25»

L'azienda sanitaria risponde alle dichiarazioni del consigliere Bortoluzzi dicendo di aver: «Fornito il massimo supporto ad anziani e operatori con una consulenza costante»

L'ingresso di Casa Fenzi (Immagine d'archivio)

Dopo le affermazioni fatte dal consigliere provinciale del Pd, Alessandro Bortoluzzi, sul boom di decessi negli ultimi giorni a Casa Fenzi, l’Ulss 2 ha diffuso nel pomeriggio di sabato 18 aprile una nota stampa in cui ha replicato con queste affermazioni ai numeri sui presunti decessi nella casa di riposo di Conegliano.

«Casa Fenzi - afferma l'Ulss2 - è stata tra le case di riposo più controllate durante le analisi condotte dalla task force istituita per l'emergenza Coronavirus. I nostri specialisti hanno eseguito test e tamponi a tutti gli ospiti e al personale sanitario. Al termine dei controlli sono risultati positivi 100 anziani su 184 (89 dei quali asintomatici e 11 paucisintomatici) e per 36 operatori su 160. I dati ufficiali evidenziano, ad ora, 7 decessi di pazienti con Covid: 3 avvenuti nella struttura (uno dei quali relativo a un anziano con patologia in fase terminale) e 4 ricoverati in ospedale. Non 25, dunque, come affermato dal consigliere Bortoluzzi. L’Ulss 2 ha fornito alla struttura, anche nelle scorse settimane, la continua consulenza del responsabile della task force dedicata, il dottor Franco Moretto, del medico coordinatore della struttura, dottoressa Lucia Dalla Torre, e del Direttore dell’Uoc di Malattie infettive dell’ospedale Ca’ Foncello, il dottor Piergiorgio Scotton, per la valutazione dei pazienti positivi e per l’effettuazione delle necessarie terapie. La direzione della struttura ha già predisposto, con la consulenza dei medici dell’Ulss 2 l’organizzazione di  aree di degenza separate. L’Ulss 2 ha inoltre fornito, da quando è emerso il focolaio, tutti i DPI richiesti della direzione della struttura. In particolare dal 27 marzo scorso sono state fornite 4975 mascherine chirurgiche, 1710 mascherine FFP2 oltre a camici, visiere, gel disinfettante. Nella collaborazione costante tra la Direzione del Centro di Servizi e l’Ulss sono state messe a disposizione, infine, varie soluzioni per la ricerca di personale, compresa la possibilità di utilizzare personale dell’Ulss stessa, qualora si fosse incontrata una carenza tale da non riuscire a garantire i turni» conclude la nota dell'azienda sanitaria.

Il bilancio dei controlli nelle case di riposo

Tutti gli ospiti e tutti gli operatori sono stati sottoposti a test rapidi e, nel caso di positività, a tampone. Complessivamente sono stati testati 6200 ospiti e 5578 operatori, riscontrando una positività del 3,3% tra gli ospiti e del 2,1% tra gli operatori. Questo primo screening completo delle Case di riposo ha permesso di evidenziare che esistono attualmente, per quanto riguarda gli ospiti: 15 strutture con zero positivi; 35 con un numero di positivi compreso tra 1 e 3; 7 strutture con un numero di positivi superiore a 4. Per quanto riguarda gli operatori: 28 strutture con zero positivi; 22 con un numero di positivi da 1 a 3 e 7 strutture con più di 4 operatori positivi. Tutte le strutture sono costantemente seguite dal personale sanitario dell’Ulss 2, dai medici coordinatori dei Centri di Servizio, dai medici delle strutture in stretta ed efficace collaborazione con il personale delle residenze e con le loro direzioni. L’Ulss 2 ha predisposto, come da indicazioni regionali, il “Piano di Sanità Pubblica” che prevede un monitoraggio costante, che proseguirà per tutto il periodo dell’emergenza e anche in quello successivo. 

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