Casa dei Gelsi terminata, Advar pronta a inaugurare la nuova ala dell'Hospice

Tre decenni di cura, assistenza, professionalità, dedizione, cultura e formazione per l’Advar che ora si proietta nelle sfide future promuovendo l'Adozione Continua della Cura

TREVISO L’Hospice è terminato e da oggi l’impegno per il futuro sarà ancora più grande. Ma sarà possibile solo con un aiuto continuativo da parte dei cittadini, tutti i cittadini, che l’ADVAR invita in Via Fossaggera sabato 29 e domenica 30 settembre a festeggiare i suoi “primi” 30 anni di attività, insieme al completamento dell’Hospice “Casa dei gelsi”. Dopo tre decenni di cura, assistenza, professionalità, dedizione, cultura, formazione, … l’ADVAR ha raggiunto un traguardo importante, che è al contempo un trampolino di lancio per sempre più grandi impegni e sfide. E l’ampliamento è stato l’occasione per crescere nell’offerta di servizi, in risposta alla sempre maggiore richiesta. 

L' Impegno dell'associazione in questi 30 anni

  • 9000 nuclei familiari assistiti a domicilio e nell’Hospice
  • 2500 famiglie supportate nell’elaborazione del lutto dal progetto Rimanere Insieme
  • 700 volontari coinvolti

Il 29 settembre, con il Governatore della Regione Luca Zaia, il Direttore generale dell’ULSS2 Francesco Benazzi, i rappresentanti della Provincia, dei Comuni (di oggi e degli anni addietro, “co-protagonisti” nella storia dell’ADVAR), delle Entità attive sul nostro territorio … taglieranno il nastro tutti gli operatori (oggi quasi 80, tra dipendenti e collaboratori) ed i volontari (se ne contano ca. 300). Assieme ai Cittadini, che da sempre credono nel progetto “prendersi cura”, e lo sostengono: una Comunità solidale di persone che, interrogate, hanno risposto, permettendo il raggiungimento di mete impensabili. 

Sì, perché la “macchina ADVAR” è complessa. A complemento e a sostegno delle precipue Attività di Assistenza (a domicilio dal 1988 ed in Hospice dal 2004, prima con 12, da oggi con 18 stanze) ruotano gli altri “pilastri” su cui si fonda l’Associazione:

-quello dell’Infrastruttura Tecnica: le stanze, gli uffici, il giardino, le auto di servizio, gli ausili ed i presidi sanitari, l’apparato di sicurezza, gli impianti elettrici, idrici, di riscaldamento…; -e quello dell’Attività Istituzionale: l’accuratezza e la trasparenza nell’amministrazione dei contributi, la presenza sempre sul territorio, per informare i cittadini sulle Cure Palliative (sono un diritto!), per sensibilizzarli al sostegno, per diffondere tra loro Cultura. 

Fin dagli albori, essendo un suo obiettivo statutario, l’ADVAR ha organizzato centinaia di eventi culturali, dai Convegni agli Incontri Culturali che il Comitato Scientifico progetta ogni anno, con tematiche sempre nuove ed attuali. Così facendo, l’ADVAR ha agito da precursore nel portare al dibattito dei cittadini anche tematiche di forte impatto sociale. Una fra tutte, il testamento biologico (…nell’ambito degli Incontri Culturali rivolti alla cittadinanza, già nel ‘93 si discuteva sull’informazione ed il consenso informato del paziente…). Centinaia anche i corsi di formazione ECM (oggi l’ADVAR è Provider accreditato dalla Regione V.to) per medici, infermieri, psicologi... A questi, si aggiungano i percorsi e gli incontri specializzati e continui per i volontari “dello Stare” (di assistenza) e quelli “del Fare” (dedicati alla struttura, ai mercatini, alle creazioni, alla raccolta fondi in genere). Una molteplicità di attività agite sul e per il territorio che ha creato un legame radicato e profondo con i residenti. A livello di Assistenza, infatti, l’ADVAR è parte della Rete di Cure Palliative dell’ULLS2, con cui si integra e collabora per il sostegno alle famiglie: fin dal suo nascere ADVAR ha sempre creduto nella sinergia tra pubblico e privato no profit.   E’ un agire locale quotidiano, che ha però un orizzonte di riferimento di ampia consistenza: l’ADVAR è membro fondatore della Federazione delle Cure Palliative, di cui è oggi parte attiva e propositiva, e collabora con Associazioni e Strutture a livello nazionale. E un interscambio di interesse particolare porterà il Prof. Yoshimasa Yokogawa, Vice Presidente dell’Università di Komatsu, in Giappone, a tenere una relazione, breve ma di forte impatto, in occasione del taglio del nastro.

Un nastro che lega il passato con il presente ed il futuro: dal garage di via Trevisi della fondatrice e Presidente Anna Mancini Rizzotti (sostenuta nella coraggiosa sfida dalla mamma Rita, a cui è dedicato il nuovo spazio di incontro), da allora l’ADVAR ci sarà sempre, per prendersi cura della vita di tante persone. Ma per permettere all’ADVAR di esistere nel futuro, sarà fondamentale che i cittadini se ne prendano cura, sostenendola (ad es. il costo di una giornata di assistenza), predisponendo anche con un minimo importo, ma regolare. L’ADVAR ha bisogno di un aiuto continuativo per continuare ad erogare i servizi con la qualità e la professionalità che la contraddistinguono, come fa da trent’anni. Ed oggi in numero potenziato.

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