Strutture per anziani, Marta Casarin: «Diamo gambe al tavolo tecnico»

Il sindacato richiama alla collaborazione per progettare la fase due sul territorio mentre i lavoratori sono preoccupati per l’apertura delle case di riposo ai familiari degli ospiti

«Sui contagi nelle strutture per anziani della Marca c’è un tavolo tecnico di confronto ed quella la sede del monitoraggio e della discussione. Un tavolo che ha elaborato un protocollo tra le parti. Serve ora dare gambe a quel protocollo per mettere in campo da qui in avanti gli interventi sul territorio, agendo con precisione e tempestività sulle situazioni critiche che ci sono già e nel valutare bene quelle che possono svilupparsi nel prossimo futuro. La “fase due” è estremamente delicata e tutti dobbiamo essere allineati, dentro un quadro di prevenzione, tutela e rispetto delle regole. Piedi ben piantati a terra dunque».

Lo ha detto Marta Casarin della Funzione Pubblica Cgil di Treviso, facendo appello alla responsabilità di ciascuno. «Affinare le metodologie di contenimento del contagio nelle strutture per anziani, questo deve essere il compito comune di questa fase: Ulss, vertici delle case di riposo e sindacati devono essere allineati per tracciare insieme il prossimo e imminente futuro – ribadisce la sindacalista della Funzione Pubblica CGIL di Treviso - Dobbiamo mirare a garantire a ciascun centro del territorio l’approvvigionamento necessario di dispositivi di protezione individuale, dalle mascherine ai guanti, agli igienizzanti e disinfettanti. Le buone pratiche devono essere condivise per non ripetere più gli errori fatti in alcune realtà – sottolinea Marta Casarin - perché la partita non è vinta. Infatti, i focolai ci sono ancora e il rischio è presente per tutte le strutture del nostro territorio, nessuna esclusa».

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«Dopo mesi di segnalazioni, sarà la magistratura a fare le dovute verifiche dove le cose non hanno funzionato e dove, a oggi si continuano a registrare i decessi. Per questo anche in ricevimento della dgr regionale è indispensabile che, attraverso l’operato della task force dell’Ulss, si dia regolare esecuzione agli esami diagnostici sierologici e ai tamponi, su ospiti e sul personale. Nessuno può permettersi di abbassare la guardia – aggiunge la Casarin -, sull'eventualità che le case di riposo permettano ai familiari degli ospiti di entrare in struttura bisogna andarci piano. Registriamo infatti una generale preoccupazione dei lavoratori. Se si può fare in alcune grandi strutture, tempi e modi tutti da verificare – precisa la Casarin –, in altre è assolutamente impensabile e prematuro al momento».

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