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Tamponi all'ex Caserma Zanusso: «Li faremo ma non c'è urgenza»

Il sindaco di Oderzo, Maria Scardellato, annuncia ai nostri microfoni che non è ancora stata fissata, al momento, una data certa per un eventuale screening nel centro accoglienza

«Faremo i tamponi agli ospiti e al personale dell'ex Caserma Zanusso ma non c'è ad oggi una data già fissata per lo screening». A dirlo ai nostri microfoni è il sindaco di Oderzo, Maria Scardellato, intervenuta sulla questione del centro accoglienza gestito da Nova Facility.

«A Oderzo - continua il sindaco - la situazione è rimasta uguale a due mesi fa. La vera emergenza di questi giorni è alla Caserma Serena di Casier. I migranti dell'ex Zanusso vengono controllati ogni giorno con misurazioni della temperatura e, al momento, nessun ospite né operatore sembra aver manifestato, per fortuna, sintomi riconducibili al virus. Sono in contatto telefonico costante con il direttore dell'Ulss 2, Benazzi, ma voglio precisare, ancora una volta, che la situazione all'interno del centro accoglienza di Oderzo non è di responsabilità né del Comune di Oderzo, né dell'Ulss 2 né tantomeno del Prefetto. E' il Governo che avrebbe dovuto dare da subito linee guida chiare sulle misure da adottare per tutti i centri accoglienza. Hanno fatto decreti per ogni cosa durante il lockdown ma non c'è stata neanche una norma sul tema dei centri accoglienza. Avere linee guida in materia è importantissimo. I tamponi all'ex Zanusso saranno fatti ma, al momento, non abbiamo urgenza di farli. La situazione è assolutamente sotto controllo. Ho parlato con gli operatori della cooperativa che mi hanno assicurato di aver già adottato una serie di misure preventive all'inizio del lockdown, hanno separato i letti e organizzato i pasti all'aperto. Se qualche ospite dovesse manifestare sintomi riconducibili al Covid nei prossimi giorni verranno subito presi tutti i provvedimenti del caso».

Negativi i due poliziotti della Serena

Sono risultati negativi al test del tampone i due colleghi dell'agente di Polizia positivo al virus dopo aver eseguito un arresto all'ex Caserma Serena di Casier. Solo un agente resterà dunque in isolamento domiciliare sui tre casi sospetti che hanno portato all'apertura di un'inchiesta da parte della Procura di Treviso. Nel frattempo, il Libero Sindacato di Polizia (Lisipo) augura al poliziotto positivo al Covid- 19 una pronta guarigione. Lo si apprende da una nota ufficiale del Segretario Generale del Lisipo Antonio de Lieto. «I 257 positivi riscontrati a Treviso - prosegue - devono far riflette non poco i vertici del Viminale, che, invece di impegnare le proprie energie per revisionare in peggio la normativa che garantisce i diritti sindacali nella Polizia di Stato, dovrebbero adoperarsi sempre di più ad individuare nuove strategie per tutelare maggiormente gli operatori di Polizia impegnati in prima linea a fronteggiare l'emergenza Covid».

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