Aeroporto Canova: cassa integrazione straordinaria per i dipendenti

Coinvolti i lavoratori di Save, Aer Tre e Triveneto Sicurezza. A loro disposizione 12 mesi di cassa integrazione che avrà inizio a partire da lunedì 16 marzo

Nella mattinata di venerdì 13 marzo presso la sede di Confindustria, Save, Aer Tre, Triveneto Sicurezza e le organizzazioni sindacali hanno finalizzato l’accordo di cassa integrazione straordinaria a tutela degli oltre mille dipendenti delle tre società.

La cassa integrazione è stata richiesta in via prudenziale per 12 mesi, con possibilità di rientro anticipato in un quadro quanto mai auspicabile di veloce ripresa dell’operatività agli scali di Venezia e Treviso, e sarà attivata da lunedì 16 marzo. L’aggravarsi della crisi determinata dalla diffusione del Coronavirus ha portato alla sospensione della maggior parte dei collegamenti del sistema aeroportuale Venezia-Treviso. Il Decreto del Ministero dei Trasporti del 12 marzo, in un’ottica di razionalizzazione del trasporto aereo nazionale e di contenimento dell’emergenza sanitaria, ha incluso il Canova tra gli scali chiusi fino al 25 marzo. Per comprendere la difficile situazione in cui versano tutti gli aeroporti italiani, il volume dei passeggeri di ieri a Venezia è sceso del 96% rispetto allo stesso giorno dell’anno precedente, i voli sono stati 32, in decremento dell’85%. A Treviso hanno operato 12 voli (- 73%) con un calo del 97% di passeggeri, a Verona 15 voli (-70%) con -92% passeggeri. Analoghe trattative finalizzate all’attivazione di ammortizzatori sociali sono in corso per la Società Catullo che gestisce l’aeroporto di Verona e per le altre Società del Gruppo Save.

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Enrico Marchi, presidente del Gruppo Save, ha dichiarato: «La diffusione del Coronavirus ha colpito duramente tutto il sistema aeroportuale, compreso il polo del Nord Est. A causa della ridotta mobilità e a fini di contenimento dell’emergenza sanitaria, il Governo ha indicato che sia chiusa più della metà degli aeroporti, tra questi anche il Canova e il Catullo. Pertanto, il nostro obiettivo ad oggi è quello di far fronte alla riduzione delle attività tutelando i nostri dipendenti, perché nei momenti difficili vogliamo fare in modo che nessuno sia lasciato indietro e che tutti facciano dei piccoli sacrifici per evitare che pochi debbano soffrire molto. Quella che stiamo affrontando è una prova durissima per tutti, ma non dobbiamo dimenticare che si tratta di una situazione temporanea e che, superata l’emergenza, dovremo essere pronti per ripartire a pieno regime, con la stessa determinazione e tenacia che da sempre ci contraddistinguono».

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