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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Attualità Castelfranco Veneto

Un successo a Castelfranco il progetto didattico "Babbo Natale e la lettera smarrita"

L'iniziativa ha chiuso il 2021 con 4 spettacoli e ben 350 bambini della scuola primaria portati a teatro in collaborazione con il Conservatorio Steffani

Ben 350 bambini delle primarie a teatro per il progetto “Babbo Natale e la lettera smarrita”, promosso dal Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco col patrocinio dell’Assessorato alla cultura del Comune di Castelfranco Veneto in collaborazione con Atelier Elisabetta Garilli e l’Istituto Comprensivo 1. Un percorso nella musica classica ascoltata e cantata che è partito dall'elaborazione della Petite Symphonie per fiati di Charles Gounod. I bambini hanno potuto partecipare e interagire attivamente con gli artisti sul palco grazie alle modalità innovative del percorso attivato: un concerto unito ad una rappresentazione teatrale e a un percorso formativo rivolto sia agli insegnanti delle scuole sia ai giovani musicisti che si sono poi esibiti in 4 repliche dedicate esclusivamente alle scuole.

"Un progetto - sottolinea Stefano Canazza, Direttore del Conservatorio di musica Agostino Steffani - che speriamo di poter continuare nel futuro, per far capire quanto la musica possa costituire un valore aggiunto importantissimo nella formazione e nella crescita dell’individuo, a partire dai più piccoli; per questo è essenziale rendere partecipi tutti gli stadi della filiera dell’istruzione, dalle scuole materne al Conservatorio". Cuore dell’iniziativa sono stati Giuseppe Falco, docente di Musica d’Insieme presso il Conservatorio “A. Steffani”, ideatore dell’iniziativa, che ha anche diretto l’insieme musicale e il M° Elisabetta Garilli, esperta di didattica, scrittrice di albi per l’infanzia, compositrice e direttrice artistica dell’Atelier Elisabetta Garilli, impresa culturale veronese specializzata nella produzione culturale e musicale, organizzatrice e realizzatrice di rassegne musicali divulgative e percorsi didattici in tutta Italia, che ha curato l’interpretazione mimica, la narrazione, la regia e le scenografie.

Il corso di formazione, condotto da Elisabetta Garilli, ha riunito gli insegnanti e i musicisti nella preparazione al concerto con il fine di portare al massimo grado qualitativo possibile il livello di coinvolgimento dei bambini, con la loro partecipazione in numerosi momenti di interazione con la narrazione e con la musica che hanno trasformato le classi in cori, perfettamente a loro agio con le melodie di Gounod e con le ambientazioni sonore evocate dalla narrazione. Il concerto è così divenuto il culmine di un percorso condiviso da studenti, attori e musicisti e la Petite Symphonie, eseguita a cura di Francesco Femia al flauto, Giorgia Signoretto e Elena Faccinelli all’oboe, Simone Meggetto e Greta Baldan al clarinetto, Michele Orlando e Giovanni Filippetto al corno, Daniele Falco e Enrico Guarda al fagotto, Sara Della Mora, canto e mimo. Il racconto di Elisabetta Garilli ha visto in scena Serena Abagnato e Giulia Carli, nei panni di Babbo Natale e del suo aiutante, a tratti scatenando l’ilarità ma soprattutto catturando con continuità l’attenzione dei bambini e dei loro maestri.

“Un progetto basato sulla coralità e sulla comunione di intenti - ha sottolineato ancora Stefano Canazza, direttore del Conservatorio- “ un esempio di come si possa radunare gli enti preposti alla formazione artistica e didattica, in collaborazione con professionisti della produzione culturale, intorno a un fruttuoso progetto divulgativo, che riporti la musica dal vivo, in particolare quella classica, alle famiglie e ai bambini, spettatori di domani prima che futuri musicisti o artisti. Importantissima, in questa ottica, la collaborazione del Teatro Accademico, che ha messo a disposizione il contesto prestigioso e la grande esperienza del suo personale, per la concretizzazione del progetto”. Al percorso, realizzato in collaborazione con l'Istituto comprensivo 1 e la dirigente Donata Sartor, hanno infatti partecipato le Scuole Primarie di Villarazzo, “S. Giorgio” di Borgo Padova, “S. Andrea” e “G. Corletto” di Treville.

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