Nuovi spazi e postazioni speciali per gli abbracci in casa di riposo

Sono stati inaugurati al centro servizi alla persona "Domenico Sartor" di Castelfranco Veneto

Abbracci in sicurezza al "Sartor"

Presentati oggi, lunedì 26 ottobre, i nuovi spazi e postazioni per le visite dei famigliari al Centro Servizi alla Persona Domenico Sartor di Castlefranco Veneto. Con l’avvicinarsi della stagione autunnale, il Sartor si prepara e ha realizzato nel Salone delle Rose un nuovo apposito spazio di incontro in sicurezza. In questi mesi primaverili ed estivi, le visite sono avvenute tramite vetrata oppure all’aperto nell’ex Bocciofila, mentre ora potranno avvenire nel Salone delle Rose, l’ampio ingresso della struttura rimodulato e allestito con dei separatori in vetro e delle postazioni dove ospiti e famigliari possono parlarsi e toccarsi grazie a dei guanti. Inoltre, sono predisposte due postazioni denominate “Emozioni dell’abbraccio” dove viene sperimentata una nuova tecnica che, tramite l’utilizzo di materiale plastico trasparente morbido, consentirà a ospiti e famigliari di abbracciarsi, pur restando separati e protetti da possibili contagi. Infine, è stato realizzato un Cubo Sensoriale Interattivo che stimola i sensi e rilassa gli ospiti. Alla conferenza stampa, insieme al presidente e alla direttrice del Sartor, Maurizio Trento ed Elisabetta Barbato, hanno preso parte il sindaco di Castelfranco Veneto, Stefano Marcon, il consigliere regionale, Nazzareno Gerolimetto, il direttore dei Servizi Sanitari Ulss2, Louis Del Re.

Il Salone delle Rose è stato dunque allestito in diverse postazioni, raddoppiando il numero di visite consentite in contemporanea rispetto all’attuale postazione all’esterno, con la costruzione di nuove pareti in vetro che separano l’area ospiti dall’area familiari. Due postazioni sperimentali sono quindi dedicate alle “Emozioni dell’abbraccio”, per permettere l’avvicinamento e il contatto fisico tra famigliari e ospiti seppur separati da una protezione. “L’abbraccio non unisce solo due corpi, ma due cuori e due menti, creando e rafforzando le relazioni e l’intimità, donando amore, calore e protezione” è il motto che guida il progetto. Gli aspetti terapeutici sul corpo e sulla mente che il contatto come un abbraccio donano, sono dati assodati. Il progetto ha avuto l’autorizzazione del dipartimento di prevenzione dell’Ulss2.

«In questi mesi difficili di lotta al coronavirus – hanno spiegato il presidente Maurizio Trento e la direttrice Elisabetta Barbato – siamo riusciti a realizzare oltre 1.000 visite in piena sicurezza, all’aperto e distanziati. Ora però, con l’arrivo della stagione invernale, abbiamo voluto studiare in anticipo una soluzione interna e così abbiamo a rivoluzionato il Salone delle Rose. In questo modo, aumenteremo il numero di visite giornaliero possibile e soprattutto andremo a sperimentare le “Emozioni dell’abbraccio”. Gli ospiti hanno bisogno di contatto fisico coi famigliari per il proprio benessere e così abbiamo studiato varie soluzioni, ispirandoci anche all’estero, e abbiamo pensato di predisporre due postazioni separate da un parete di telo elastico sicuro ma flessibile. La serenità e la qualità della vita dei nostri ospiti è fondamentale, speriamo così di poter fare un nuovo piccolo passo verso la normalità. Il tutto, in piena sicurezza e nel rispetto dei protocolli».

«Questo progetto vede già oltre il covid – ha detto il sindaco Marcon – è un’iniziativa che ci permette di guardare con serenità al futuro, perché vuole farci riappropriare della nostra normalità, del contatto fisico e degli abbracci così tanto importanti per i nostri anziani, in totale sicurezza». Per creare un’atmosfera piacevole al centro della Sala, inoltre, è stato costruito un vero e proprio “Cubo sensoriale interattivo” di 3X3 metri che proietta video e suoni e immagini rilassanti e coinvolgenti allo stesso tempo. Inoltre su alcune facciate del cubo gli ospiti possono interagire facilmente con il touch screen per una stimolazione a livello percettivo, attentivo ed emotivo. Un altro supporto agli anziani ospiti in tempo di pandemia; si tratta appunto di un cubo che consentirà all’anziano di vivere una realtà virtuale fatta di scenari naturalistici e ambientazioni rilassanti di vario tipo, con la riproduzione anche di opere d’arte. Negli ultimi decenni c’è stato un fiorire di studi sul rapporto natura e malattia, che hanno evidenziato come guardare o sostare nella natura provochi cambiamenti fisiologici e psicologici; corpo e mente tornano allo stato di equilibrio e contribuiscono allo stato di integrità e di salute. Recenti studi hanno inoltre dimostrato che l’arte e la bellezza hanno un effetto sia di prevenzione che terapeutico.

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