Il Covid non ferma il Castelfranco Jazz Festival: tutto pronto per l'edizione 2020

Si inizia l'8 luglio per poi finire il 23. Alla regia ci sarà, come sempre, il Conservatorio Steffani: tra gli artisti più attesi Franco D'Andrea e Fabrizio Bosso

Un momento della presentazione

Presentato martedì mattina, presso la sede della Provincia di Treviso, il Castelfranco Jazz Festival in programma dall'8 al 23 luglio. Erano presenti il consigliere provinciale Emanuele Crosato, il direttore del Conservatorio di Musica "Agostino Steffani" di Castelfranco Veneto, Stefano Canazza, e il coordinatore del Festival, Gianluca Carollo. «Siamo orgogliosi di ospitare la conferenza di questa iniziativa e ringraziamo il Conservatorio per l'impegno - ha detto Crosato - siamo allo stesso modo felici di poter ospitare uno degli eventi del Festival, proprio qui al Sant'Artemio, il 23 luglio con Fabrizio Bosso». «Facciamo il Festival e non era scontato - ha aggiunto Canazza - portando il meglio del jazz nazionale». «Per ovvi motivi quest'anno non ci saranno ospiti stranieri, sarà un'edizione tutta italiana» ha chiuso invece Carollo presentando il programma.

Dunque, dopo il sold out di "Summertime", il cartellone di concerti estivi che ha inaugurato al ripartenza delle attività musicali post Covid nel giardino di Villa Barbarella, il Conservatorio Agostino Steffani conferma anche il Castelfranco Jazz Festival, appuntamento ormai tradizionale dell'estate. «Reagiamo alla paura con la cura del benessere del territorio - spiega Stefano Canazza - distanziamento, presidi di sicurezza e giusti spazi per godere di esperienza musicali ed emozioni. E per far ripartire l'economia della musica, uno dei settori più danneggiati dalla pandemia». Giunto alla VI edizione, il Castelfranco Jazz Festival è coordinato da Gianluca Carollo e vedrà a Castelfranco e a Treviso alcuni dei grandi protagonisti del jazz, tra cui Franco D'Andrea e, per la serata finale nel Parco del Sant'Artemio, Fabrizio Bosso.

Mercoledì 8 luglio ore 21,15  a Castelfranco (Giardino di Villa Barbarella)

Trio Nuances, composto da Paolo Birro al pianoforte, Mauro Beggio alla batteria e Mauro Negri al clarinetto nasce da un’ idea del clarinettista mantovano. Il repertorio del trio è formato da composizioni originali scritte dai tre musicisti e da brani tratti dal repertorio degli standard rivisitati e adattati alla formazione. La particolarità timbrica del trio sta nell’assenza del contrabbasso, potrebbe in qualche maniera ricordare la sonorità del quartetto storico del clarinettista Benny Goodman con pianoforte, batteria e vibrafono, anche in questo caso senza contrabbasso. I brani alternano sonorità di ampio respiro formati da melodie dolci e cantabili ad atmosfere più accattivanti, vivaci, spigolose dal punto di vista ritmico.

Giovedì 9 luglio Franco D'Andrea incontra il pubblico nel Giardino di Villa Barbarella in un concerto per piano solo "raccontato" in duo con Riccardo Brazzale. «Poichè quest'anno il Covid ha reso impossibile il cartellone dei seminari, da sempre parte itnergante del festival - spiega Gianluca Carollo - si è optato per questa data  che abbina la presenza di un grande nome del jazz italiano e quella i un fine conoscitore del nostro mondo, un narratore appassionato di jazz». L'iridescente arte di Franco D'Andrea è un poliedro tendente alla sfera. L'oceanica immensità della sua costante ricerca di un linguaggio personale all' interno della tradizione jazzistica, trova in questa quasi un’ora di musica in piano solo una rappresentazione adamantina. Una straordinaria panoramica sul suo pensiero musicale libero da manierismi di sorta e costantemente alla ricerca di un' espressività autentica e profonda. Musica di una caparbietà gentile, appuntita, magmatica, scattante e raffinata. Travolgente e coerente allo stesso tempo. Mirabilmente in bilico tra Apollo e Dioniso. Intensamente personale, completamente jazz. In un' epoca in cui nella maggior parte dei casi si maneggiano forme, estetica e arte con i guanti dell' anatomopatologo a proteggersi dalla formalina, Franco e la sua musica sono una delle luci più forti in una notte buia. Un faro da seguire per superare un mare scuro e viscoso in bonaccia.

Venerdì 10 luglio nell'Arena del Teatro Accademico i docenti del dipartimento jazz del Conservatorio Agostino Steffani saliranno sul palcoscenico per una jam session in cui si racconteranno suonando insime. Sabato 11 luglio, nel Giardino di Villa Barbarella ecco invece Mauro Ottolini in Smashing Triads, con Vanessa Tagliabue Yorke Voce e pentole cromatiche, Enrico Terragnoli Banjo, Guido Bombardieri clarinetto. Smashing Triads si ispira alla figura del grande musicista e compositore di New Orlean Thomas "Fats" Waller e al suo carisma goliardico e vulcanico. Concepito dalla menti visionarie di Mauro Ottolini e di Vanessa Tagliabue, guidati dal loro istinto e dal profondo amore per il jazz tradizionale, il progetto si propone di rivisitare un repertorio ricco di sorprese, con il quale aprire un dialogo tra passato e futuro attraverso la musica e la visione artistica nel presente. Un sogno fluttuante nel quale le origini del jazz coesistono e si confondono con l'innovazione del linguaggio musicale che spazia dai capolavori di William Christopher Handy, Thomas Fats Waller, Maceo Pimkard, Sholem, Rodgers alle canzoni di Tom Waits e di Leonard Cohen fino ad arrivare in italia abbracciando le grandi canzoni italiane che sono diventate dei veri e propri standard e delle sfavillanti composizioni originali. Arrangiamenti originali e grande improvvisazione lasciano spazio all'energia virtuosa dei solisti e si ricompongono in una armonia contemplativa. Sospeso tra lo Swing e il Fight Club, Smashing Triad(s) è un luogo bizzarro dove non mancheranno suggestioni multietniche, percussioni domestiche e slancio spirituale.

Il 13 luglio all'Osteria Maniscalco ecco il DANILO MEMOLI TRIO "FELIEC" Danilo Memoli - pianoforte Stefano Senni - contrabbasso Massimo Chiarella - batteria Il trio diretto dal pianista Danilo Memoli si è formato nel '96 ed oltre ad essere dal '98 la sezione ritmica stabile nel quartetto del sassofonista newyorkese Steve Grossman, ha suonato negli anni con vari solisti americani in tour in Europa (Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Austria e Svizzera), fra cui John Mosca, Eddie Henderson, Lew Tabackin, Jesse Davis, Jim Snidero, Bob Sands, Kurt Weiss oltre naturalmente a molti solisti italiani (Pietro Tonolo, Roberto Rossi, Carlo Atti, Piero Odorici, ecc.). Il secondo, “FELIEC” (2004) è esclusivamente in trio, e contiene molte recenti composizioni originali del pianista oltre ad alcuni arrangiamenti di standards come Old Devil Moon, You & The Night & The Music, e Solitude e Caravan dal repertorio ellingtoniano.

Il 23 luglio, il Festival si conclude al Parco di Sant'Artemio, per la rassegna "Un parco di Note" organizzata dalla Provincia di Treviso, con la presenza di Fabrizio Bosso che, insieme al suo quartetto porterà "The state of the art" con Julian Oliver Mazzariello, pianoforte Jacopo Ferrazza, contrabbasso - Nicola Angelucci, batteria. Lo Stato dell’Arte di Fabrizio Bosso con il pianista Julian Oliver Mazzariello, il contrabbassista Jacopo Ferrazza e il batterista Nicola Angelucci continua ad evolversi, esprimendosi in un dialogo autentico, forte e pieno di espressività. La sublimazione di un percorso musicale e umano che ne sancisce il successo. Esplorando le infinite possibilità del proprio modo di fare musica, grazie al confronto costante con i musicisti che ormai da tempo condividono con lui il palco, Fabrizio Bosso raggiunge qui la sua più completa e matura espressione artistica, sia in qualità di musicista che di compositore. Non un punto di arrivo, ma un nuovo inizio che viene suggellato e rinnovato ogni volta. Durante il concerto, il trombettista è in grado di trascinare il gruppo e, nello stesso tempo, lasciare tutto lo spazio necessario per esprimere le singole personalità, creando una musica sempre nuova. Nel repertorio, oltre agli standard e all’improvvisazione, regina indiscussa di questa formazione, emerge anche la peculiare cifra compositiva di Bosso che, sempre riconoscibile, si esprime in brani originali come Rumba For Kampei, Mapa, Black Spirit, Dizzy’s Blues o Minor Mood. «Quando ho deciso di formare questo Quartetto, non l’ho fatto pensando a un disco. Avevo piuttosto voglia di ascoltare la mia musica suonata da altri musicisti, con un’energia e un “colore” che fossero diversi, freschi. Il suono del Quartetto è il suono del mio presente - afferma Fabrizio - e loro sono, oltre che degli amici, anche i musicisti che mi appagano di più sul palco perché capaci di tirare fuori il suono che ho in testa. Con loro, il mio grande lusso è che potrei permettermi di non suonare e la musica funzionerebbe ugualmente». “State of The Art” è anche il titolo di un doppio album live uscito ad aprile 2017 per la Warner Music, nel quale sono fissati alcuni momenti memorabili ma ogni concerto del quartetto di Fabrizio Bosso racconta un rinnovato “stato dell’arte”, costantemente arricchito di nuove idee e nuova energia. 

INGRESSO GRATUITO, REGOLAMENTATO E PREVIA PRENOTAZIONE

L'ingresso per i posti prenotati sarà consentito dalle ore 20 alle ore 20.30. Una volta esauriti i posti a sedere non sarà più consentito l'ingresso a nuovi spettatori. L'accesso sarà regolamentato, con possibile rilevazione della temperatura corporea. Sia per l’ingresso che per l’uscita, si prega di seguire attentamente le indicazioni fornite dalla segnaletica e dal personale predisposto. Tutti gli spettatori dovranno essere muniti di mascherina da indossare quando previsto. In caso di pioggia i concerti verranno annullati. Le modalità di accesso potranno cambiare in riferimento ad eventuali sopraggiunti nuovi decreti e nuove ordinanze relative all’emergenza sanitaria in corso. Si prega pertanto il pubblico di controllare gli aggiornamenti che verranno pubblicati sul sito e le pagine social del Conservatorio. Per la prenotazione degli ingressi si prega di scrivere al seguente indirizzo mail: estate2020@steffani.it o telefonare al 338-7588404( 9 - 12 / 15 - 19.30)entro le 13 del giorno precedente il concerto.

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