Un sogno che diventa realtà: a Castelfranco nasce la Cittadella universitaria della Musica

Il Ministero ha approvato il progetto di 10 milioni di euro: dopo 51 anni il Conservatorio di Musica Agostino Steffani avrà dunque una sede totalmente su edifici pubblici

La futura nuova sede del Conservatorio

Un finanziamento di 10 milioni di euro e 5 anni di lavori: così, dopo 51 anni, il Conservatorio di Castelfranco avrà una sede propria e nella provincia di Treviso verrà così creata la cittadella universitaria della musica, con un progetto di riqualificazione che vedrà il restauro di un intero complesso nel centro storico, composto da San Giacomo, Chiostro dei Serviti, Palazzo del Riccati, Casa Pavan e Palazzo Preti. A breve distanza da Villa Bolasco, proprietà dell'Università di Padova. Anni di lavoro, relazioni, incontri e viaggi al Ministero. Ed nelle ultime ore l'attesa conferma.

«Un risultato che attendevamo ma che non era affatto scontato, e di cui dobbiamo ringraziare un grande numero di persone che hanno contribuito a vario titolo - commentano Nicola Claudio, presidente e Stefano Canazza, direttore del Conservatorio di Musica Agostino Steffani - eravamo l'unico Conservatorio in Italia a non possedere una sede completamente pubblica. In questo modo lo Steffani trova una stabilità importante. E Castelfranco si avvia a diventare un polo di studio e produzione musicale unico nel panorama veneto, nazionale ed internazionalev. Contestualmente, grazie al prestigio della nuova sede si potranno decentrare attività di formazione universitaria della musica (Bienni e Master di II livello) nelle future sedi di capoluoghi di provincia: Treviso e Belluno.

«Ben 10 milioni di euro per il conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto: l'importo è arrivato e consentirà di realizzare gli interventi necessari per la nuova sede». Lo afferma Federico D'Incà, Ministro per i Rapporti con il Parlamento in seguito alla somma messa a disposizione e confermata per il Conservatorio Steffani di Castelfranco Venetoin seguito alla firma del Ministero dell'Università. «Si tratta di una notizia estremamente importante non solo per il territorio trevigiano ma per l'intero Veneto - prosegue il Ministro D'Incà, che aggiunge: abbiamo raggiunto una tappa fondamentale per la cultura e le arti della nostra regione, dando valore a un polo di eccellenza. Il risultato è anche il frutto di un lungo lavoro e di confronto con il direttore che ho incontrato in diverse occasioni e a cui ho sempre manifestato grande interesse per il progetto che finalmente potrà vedere luce, dando una risistemazione e una nuova funzionalità alla sede».

Il Ministro D'Incà esprime «piena soddisfazione, soprattutto perché questo risultato rappresenta un forte segnale nei confronti dei giovani e degli studenti, circa 450, impegnati nel proprio percorso di studi musicali. Ragazzi che non hanno mai smesso di studiare anche nel periodo di piena emergenza Covid grazie alle lezioni online e all'impegno dei docenti». «La musica - conclude il Ministro D'Incà - è uno straordinario veicolo di cultura e di aggregazione: per questo il Governo e il Movimento 5 Stelle sono impegnati in prima linea per valorizzare la cultura e per sostenere il nostro territorio». Il candidato sindaco a Castelfranco Veneto per il M5S, Cristian Bernardi ha commentato: «Grazie a questa somma si potrà finalmente realizzare una nuova sede che darà lustro a una vera e prioria eccellenza. Ringrazio il Ministro D'Incà per il costante lavoro di  questi mesi, che permette all'intero territorio di esprimere, ancora una volta, tutte le proprie qualità».

Il campus

Un intero quadrante nel borgo antico ristrutturato che diventerà Campus musicale per accogliere studenti italiani e stranieri per continuare l'attività didattica, di produzione e ricerca anche intorno al barocco veneto e, soprattutto alla figura di Agostino Steffani, illustre compositore castellano conosciuto nel mondo ma ancora non sufficientemente a Castelfranco. Una moderna Università della Musica che farà da volano economico per l'economia della città di Castelfranco e delle due province di Treviso e Belluno.

Le fasi

Sono decenni che si discute la questione sede per il Conservatorio castellano. Il dibattito si intensifica però con la direzione di Stefano Canazza, quando il dialogo con il Comune si fa più fitto e viene individuato il complesso di San Giacomo come sede possibile. Il 2017 è sostanzialmente un anno di stasi: poi nell’aprile 2018 esce il bando ministeriale a firma del Ministro Fedeli per finanziamenti dell' edilizia delle istituzioni Afam (Alta Formazione Artistica e musicale). Il bando prevede l'erogazione da 0 a 10 milioni di euro. Il 9 agosto esce il decreto del direttore generale del Miur Afam: scattano ufficialmente i 180 giorni per presentare il progetto. Arriva anche la gara per l’affidamento della progettazione e viene individuata la società incaricata di presentare il progetto definitivo.

Il Comune di Castelfranco crede nel progetto e delibera la cifra di 300 mila euro per il progetto definitivo del complesso via San Giacomo e via Riccati. Vincitore del bando per la progettazione è lo studio Sinergo di Maerne di Martellago. Il 6 febbraio 2019 il Progetto definitivo della nuova sede viene presentato ufficialmente e inserito nella piattaforma informatica del Ministero. Il progetto include la ristrutturazione della nuova sede del Conservatorio di Musica "A.Steffani" in 3 lotti funcionali: Ex-Maffioli, Chiesa di San Giacomo (+Campanile), Chiostro dei Seriviti. L'importo dei lavori ammonta a 9.980.175 euro. Arrivano 22 domande da tutta Italia: viene nominata una commissione alla firma del Gabinetto del Ministro Bussetti. Il 10 settembre 2020 il Ministro Gaetano Manfredi firma la graduatoria con indicato l’importo massimo dell’investimento finanziabile per ciascuna istituzione. Al Conservatorio di Musica Agostino Steffani di Castelfranco Veneto viene attribuito il massimo dell'importo finanziabile, 10 milioni di euro. E' l'unico in Italia con importo massimo insieme al Conservatorio di Pescara

Il mutuo

Il Conservatorio contrarrà un mutuo di durata pari a 26 anni, con oneri di ammortamento a totale carico del Ministero, che saranno rimborsati dal 2020 al 2045. Un'operazione imponente, ma il beneficio sarà vicendevole: da un lato l'Università della musica troverà una stabilizzazione dopo 50 anni, dall'altro l'intera città potrebbe giovare della rivalorizzazione di tutto il complesso storico.

Le economie

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L'intervento, accentrando le funzioni del Conservatorio A.Steffani in un'unica sede, permetterà una serie di importanti economie. Anzitutto il risparmio dell'affitto: attualmente la funzione amministrativa e parte delle attività didattiche sono insediate nel compendio di villa Barbarella, proprietà privata all'interno delle Mura per cui il Conservatorio ha sottoscritto un contratto di affitto per 6 anni a totale carico. E' evidente come, a trasferimento avvenuto, il risparmio per l'istituzione sarà nell'ordine di milioni di euro.   

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