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Martedì, 7 Dicembre 2021
Attualità Castelfranco Veneto

Presentata a Castelfranco la nuova stagione di prosa del Teatro Accademico

In programma 11 spettacoli, di cui 3 anche in replica, che spaziano da un repertorio più classico, alla danza, a personaggi di spicco del panorama teatrale italiano

Grandi protagonisti per una grande stagione di ripartenza. È stato questo il punto fermo che ha guidato il Comune di Castelfranco Veneto – Assessorato alla Cultura con il Circuito Teatrale Regionale Arteven nella scelta degli spettacoli da inserire nel programma dell’edizione 2021/2022 della Stagione di Prosa che vi attende al Teatro Accademico. Un calendario di appuntamenti che tra novembre 2021 e aprile 2022 non mancherà di soddisfare il pubblico dei tanti affezionati, abbonati e non.

Commenta l’assessore Roberta Garbuio: “Finalmente si riparte, in presenza e a capienza piena per questa nuova stagione di prosa che, ancora una volta, è stata messa a punto con la preziosa collaborazione di Arteven. 11 spettacoli, di cui 3 anche in replica, che spaziano da un repertorio più classico, alla danza, a personaggi di spicco del panorama teatrale italiano. Un calendario ricco e vario, adeguato ad un pubblico curioso, versatile e desideroso di tornare a popolare il nostro meraviglioso teatro cittadino”.

Il sipario si apre con SILVIO ORLANDO - 16 e 17 novembre (turni abbonamento A e B) - che mette in scena La vita davanti a sé, dal testo “La Vie Devant a soi” di Roman Gary Emile Ajar, riduzione e regia di Silvio Orlando, con l’Ensemble dell’Orchestra Terra Madre, direzione musicale di Simone Campa. È la storia di Momò, bimbo arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di Madame Rosa, anziana ex prostituta ebrea che ora sbarca il lunario prendendosi cura degli “incidenti sul lavoro” delle colleghe più giovani. Pubblicato nel 1975 è un romanzo commovente e ancora attualissimo, che racconta di vite sgangherate che vanno alla rovescia, ma anche di un’improbabile storia d’amore toccata dalla grazia.

Giovedi 16 e venerdì 17 dicembre (turni abbonamento A e B) sarà di scena la COMPAGNIA DEDALO FURIOSO con Sogno di mezz’estate da “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare, traduzione e adattamento a cura di Andrea Pennacchi, in scena Marco Artusi, Evarossella Biolo, Gianluigi (Igi) Meggiorin, Beatrice Niero. Il Sogno è considerato il primo vero capolavoro del giovane William Shakespeare, concepito nell’inverno del1596. Tratta di un’estate ideale, magica, in cui intrecciare miti greci, giovani innamorati, fate ed elfi del folklore letterario e rustici artigiani della campagna inglese intenti a preparare uno spettacolo amatoriale. È una festa onirica di racconti: amore, mito, fiaba; un arazzo di narrazioni intrecciate.

Il 20 gennaio 2022 (turno A) ARTEMIS DANZA porterà in scena la creazione per 6 danzatori intitolata I bislacchi – Omaggio a Fellini, coreografie di Monica Casadei e musiche di Nino Rota. In un’atmosfera ricca di poesia e sentimento, ma anche di energia e vigore, la danza e il teatro si intrecciano per ricreare il meraviglioso mondo di Fellini. « A distanza di anni dalla scomparsa di questo grande artista, sono ancora intatti il fascino meraviglioso del suo mondo di sogni a colori, la fantasia, la poesia, l’intelligenza e l’umorismo che ci ha lasciati in eredità; e i suoi personaggi, così veri e autentici… Con I Bislacchi ho cercato di far vivere a modo mio lo spirito di Fellini su di un palcoscenico, ispirandomi ai suoi film, come una filigrana in cui la poesia strizza l’occhio all’umorismo e la danza trova la sua energia nelle musiche di Nino Rota. » (Monica Casadei)

Sabato 12 febbraio (turno B) sarà la volta di Mio padre - appunti sulla guerra civile di e con ANDREA PENNACCHI, musiche di Giorgio Gobbo, Gianluca Segato e Graziano Colella. “Quando è morto mio padre, mi sono svegliato di colpo, come ci si sveglia dopo una festa in cui non ti divertivi e hai bevuto anche il profumo in bagno. È mattina, ti svegli e stai male, ma il peggio è che non ti ricordi niente, è c'è un casino da mettere a posto. E tuo papà, che era bravo a mettere a posto, non c'è più. Come Telemaco, ma più vecchio e sovrappeso, mi sono messo alla ricerca di mio padre e della sua storia di partigiano, e prigioniero, ma più ancora della sua Odissea di ritorno in un'Italia devastata dalla guerra. Sperando di trovare un insegnamento su come si mettono a posto le cose”. (A. Pennacchi)

Venerdì 4 marzo (Turno A) verremo travolti da OBLIVION RHAPSODY: in palcoscenico i scena i poliedrici artisti componenti della compagnia: Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli diretti da Giorgio Gallione. In piena crisi di mezza età i cinque rigorosi cialtroni sfidano sé stessi con un’inedita e sorprendente versione acustica della loro opera omnia. Tutto il meglio (e il peggio), quello che non ricordavate, quello che amate di più e quello che non avete mai visto, in un viaggio allucinato e visionario che collega mondi mai avvicinati prima d’ora. Preparatevi a questa incredibile esperienza dal vivo: sarà un anniversario memorabile, un'indigestione senza limiti e senza senso, una Oblivionata all'ennesima potenza alla fine della quale l’unico bis che chiederete sarà una Citrosodina.

Venerdi 11 marzo (Turno A) ANNA ZAGO ci proporrà il suo Clitennestra, i morsi della rabbia, regia di Piergiorgio Piccoli. Crudele, infida, violenta, adultera e assassina: il prototipo dell’infamia femminile. Questo era Clitennestra per i greci: una kynopis –faccia di cagna. Un vero e proprio mostro. Uccide il marito e l’amante di lui a colpi di scure. Ma la sua storia, non tanto diversa da numerosi casi di donne criminali dei nostri giorni, offre lo spunto a importanti riflessioni sulla natura del diritto e della giustizia. Alla fine della pièce, Clitennestra si conferma per quello che è, una donna non rieducabile, ma questo nuovo tribunale – che saremo noi, il pubblico in sala - potrebbe forse giudicarla diversamente.

Il 19 e 20 marzo (Turno A + B) a grande richiesta torna all’Accademico GABRIELE LAVIA con Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, del quale firma anche la regia. “Il Berretto a Sonagli fu scritta da Luigi Pirandello nel 1916 in Siciliano per il grande Angelo Musco a cui la commedia non piaceva e con la quale non ebbe successo: la regia era di Nino Martoglio. Poi Pirandello la tradusse in italiano. Non c’è dubbio che in siciliano questa “commedia nerissima“ sia più viva e lancinante. Noi faremo una mescolanza tra la “prima“ e la “seconda“ versione di questo “specchio” di una umanità che fonda la sua convivenza “civile“ sulla menzogna”. (G. Lavia)

Questa fantasmagorica carrellata di ottime proposte contemporanee si concluderà il 2 aprile (Turno B), con STIVALACCIO TEATRO che mette in scena Cea Venessia, per la regia di Marco Zoppello. Esiste una colonia, nella regione di Lismore, in Australia, fondata nel 1880 da un gruppo di migranti Veneti e Friulani. Il nome con il quale viene tramandata oralmente, di padre in figlio, è Cèa Venessia (piccolo Veneto), perché nel cuore di chi vi arrivò doveva ricordare casa. Il nome che risulta nei documenti è un freddo New Italy, una delle culle dell’emigrazione italiana in Australia. Questo spettacolo racconta di questi migranti e del loro viaggio.

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