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Il colonnello Gibilisco

Il colonnello Gibilisco

«Quarant'anni in servizio ma sempre operativo, mai in ufficio»

Il colonnello Salvatore Gibilisco si congeda dall'Arma. E' stato comandante delle Compagnie di Castelmassa (Mantova) e Castelfranco Veneto, guidata per otto anni prima dell'esperienza come comandante provinciale a Rovigo e il ritorno a Treviso, al nucleo informativo

Oggi, 21 gennaio, è per lui l'ultimo giorno di servizio nell'Arma dopo quarant'anni di onorata carriera, spesa soprattutto nella Marca, in particolare a Castelfranco Veneto che da ormai tanti anni è diventata casa sua. Salvatore Gibilisco, nominato colonnello poche settimane fa dal comandante interregionale, Enzo Bernardini, è stato salutato oggi dal comandante della Legione Veneto, Fabrizio Parrulli, che è giunto in visita presso il comando provinciale di via Cornarotta. «Quarant'anni in servizio ma sempre operativo, mai in ufficio. Una vita vissuta nell'Arma che ringrazio immensamente, mi sento molto fortunato sia come uomo che come militare. Vorrei essere un monito per i giovani, per cercare di crescere sempre, senza mai fermarsi»: ci tiene a sottolineare Gibilisco che negli ultimi due anni di servizio si è occupato del nucleo informativo dell'Arma trevigiana, un ruolo di estrema delicatezza, alle prese con la lotta alla criminalità organizzata e il terrorismo.

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Uscito dalla scuola allievi, nel lontano 1980, Salvatore Gibilisco fece la prima esperienza da carabiniere a Lendinara, in provincia di Rovigo. «Era il mio sogno da bambino diventare capitano dei carabinieri». Proprio a Rovigo, dal 2015 al 208 il colonnello Gibilisco tornerà da comandante provinciale. In precedenza tante esperienze: vicecomandante della stazione di Monselice, dal 1986 al 1991, comandante della stazione di Solesina, dal 1995 al 1999. Dopo aver vinto il concorso per ufficiali proprio nel 1999, Gibilisco venne assegnato per tre anni al nucleo operativo di Varese prima di prendere le redini della Compagnia di Castelmassa, in provincia di Mantova. Dal 2007 al 2015 l'esperienza più importante della sua carriera, alla guida del comando della Compagnia di Castelfranco Veneto. Un caso che segnò profondamente la Marca, senza dubbio, fu quello del rapimento di Iole Tassitani, conclusosi tragicamente con la morte della donna e l'arresto del suo rapitore, il falegname bassanese Michele Fusaro. Dopo l'esperienza nella Castellana è arrivato l'incarico a Rovigo e poi il ritorno nella Marca, fino al pensionamento. Quali sono i progetti per il futuro? «Vorrei continuare a diffondere la cultura della legalità -chiude Gibilisco- sensibilizzare soprattutto ai più giovani e trasmettere la mia esperienza».

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