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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Attualità Sant'Antonino / Piazzale dell'Ospedale

Ca Foncello, il Covid non ferma la Chirurgia 2: «Interventi aumentati»

Nel 2021, nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia, il reparto diretto dal professor Giacomo Zanus ha aumentato del 5% il numero di operazioni rispetto all'anno precedente

Interventi in aumento del 5% rispetto all’anno precedente, nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia. Questo il risultato ottenuto dall’équipe di Chirurgia 2 (ex Chirurgia 4) del Ca’ Foncello di Treviso, diretta dal professor Giacomo Zanus

«Si tratta di un risultato importantissimo - commenta lo stesso Zanus - reso possibile dalla virtuosa, encomiabile collaborazione di tutti. La quotidiana sinergia tra chirurghi, anestesisti e personale infermieristico ha consentito di riorganizzare i percorsi di cura, garantendo il mantenimento dell’offerta assistenziale chirurgica anche durante il picco pandemico, nel pieno rispetto delle direttive regionali a favore dei pazienti oncologici e della patologia in urgenza. Come Chirurgia 2 non abbiamo interrotto l’attività chirurgica nonostante l’inevitabile riduzione delle sale operatorie, legata alla redistribuzione del personale per le esigenze assistenziali e la campagna vaccinale. Grazie alla disponibilità del personale medico anestesiologico (diretto dal dottor Farnia e attualmente dal dottor Peta), del mio gruppo chirurgico, del personale infermieristico e delle coordinatrici, con il fondamentale supporto della direzione ospedaliera, abbiamo rimodulato i percorsi di cura del paziente chirurgico e l’attività delle sale operatorie».

I dati

«Nel 2021 - continua Zanus - abbiamo eseguito 1.220 interventi di chirurgia in elezione e in urgenza, con un aumento del 5% rispetto al 2020, a conferma di un’oltremodo positiva risposta in termini assistenziali nonostante le ondate pandemiche che hanno gravemente pregiudicato l’attività chirurgica in tutto il territorio nazionale. Per quanto concerne la patologia tumorale riguardante il fegato, le vie biliari e il pancreas - aggiunge - nel 2021 abbiamo ulteriormente incrementato l’attività operatoria eseguendo 285 interventi (+11% rispetto al 2020) dimostrando sia qualitativamente sia quantitativamente di non aver penalizzato i pazienti oncologici. I tempi di attesa per intervento chirurgico per patologia oncologica sono stati mantenuti entro i 30 giorni, come da direttive regionali. Sottolineo - prosegue il primario - il processo di rivalutazione scientifica e statistica dei dati inerenti la nostra esperienza che ha determinato l’elaborazione di uno studio in fase di pubblicazione su rivista internazionale. Sono stati messi a confronto i risultati a breve termine dei pazienti sottoposti a intervento chirurgico maggiore per patologia oncologica nei 7 mesi di limitato/assente accesso alla Terapia Intensiva (novembre 2020-maggio 2021), con i pazienti sottoposti a intervento per la stessa patologia nei 2 anni precedenti (novembre 2018-ottobre 2020). Pur trattando pazienti più anziani nel primo periodo (età media 74 vs. 67 anni nel secondo), non vi sono state differenze significative in termini di necessità di emotrasfusione, tempi operatori, complicanze maggiori e durata di degenza». 

Attività di ricerca

«L'attività assistenziale e chirurgica - prosegue Zanus - non ha penalizzato quella formativa e didattica universitaria finalizzata alla formazione dei nuovi medici: durante la pandemia sono proseguite le lezioni accademiche di Clinica Chirurgica 1 e 2 per il 5 e 6 anno di corso (a distanza e quando possibile in presenza), i tirocini professionalizzanti e i tirocini pratico-valutativi per gli studenti del corso di laurea in medicina e per gli specializzandi. L'attività di ricerca è proseguita incessantemente e tramite Chirurgia 2 l’Ospedale di Treviso partecipa attivamente ad oltre 27 progetti di ricerca internazionali con particolare riferimento allo studio del trattamento del Covid, dell’impatto della viremia sui pazienti oncologici di pertinenza chirurgica e sulla patologia oncologica del fegato, delle vie biliari, del pancreas, dello stomaco e del colon-retto. L'apertura verso la società civile secondo le direttive della “Terza Missione” dell’Università ha prodotto l’istituzione di progetti di ricerca in collaborazione con l’imprenditoria per l’applicazione delle moderne tecnologie quali la telemedicina nella gestione dei pazienti chirurgici nella criticità pandemica
L’enorme mole del lavoro di ricerca ha consentito, nel solo 2021, la pubblicazione di 45 pubblicazioni internazionali ad elevato Impact Factor, complessivamente 71 dall’inizio della pandemia».

Il commento

«All’équipe del professor Zanus, così come a tutto il personale, ospedaliero e territoriale, che dall’inizio della pandemia si sta prodigando senza sosta per garantire sia un’ottimale gestione del Covid sia il proseguimento delle attività “ordinarie” - conclude il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi - va il mio più sentito e sincero ringraziamento per la disponibilità, professionalità, abnegazione e spirito di squadra con cui stanno lavorando».

I complimenti di Zaia

«Mi complimento con l’intera squadra del reparto di Chirurgia 2 dell'Ospedale Ca' Foncello di Treviso che dimostra, numeri alla mano, di essere riuscita a contrastare la pandemia garantendo risposte puntuali ed efficaci ai pazienti oncologici e non che, nel corso di quest’anno, hanno necessitato di interventi urgenti e, comunque, entro i 30 giorni, come da normativa. Rispetto al 2020, infatti, gli interventi chirurgici urgenti e in elezione, quest’anno, sono aumentati del 5 per cento, mentre quelli rivolti alle patologie tumorali (in particolare quelle riguardanti il fegato, le vie biliari e il pancreas) hanno registrato un incremento dell’11 per cento. Questo sta a significare che, non solo l’attività non si è arrestata in un momento decisamente difficile per colpa del Covid-19, ma che i nostri medici “angeli custodi”, pancia a terra, non si sono arresi per il bene della comunità».

Il presidente Luca Zaia, plaude ai buonissimi risultati della Chirurgia della Marca «che rappresenta, con questo impegno, anche il lavoro di tanti altri sanitari veneti che, ormai da due anni, continuano coraggiosi a garantire prestazioni e servizi per la salute dei nostri cittadini. Non solo interventi chirurgici - conclude Zaia - ma il reparto ha continuato a lavorare incessantemente anche sul fronte della formazione di nuovi medici e sulla ricerca, attivando ben 27 progetti a livello internazionale. E’ la  dimostrazione che qui in Veneto non c’è spazio per il pessimismo e la resa, ma per la lotta e il lavoro incondizionato. Un grazie di cuore ai sanitari e anche agli amministrativi che continuano a lavorare negli ospedali e nel nostro territorio».

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