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Il punto vendita Coin in Corso del popolo a Treviso

Il punto vendita Coin in Corso del popolo a Treviso

Coronavirus, Coin chiude tutti i negozi fino al 22 marzo

Tutti i punti vendita della compagnia resteranno chiusi dal 12 marzo per "motivi precauzionali". Ottimista di Confcommercio Treviso: «Sta prevalendo la coesione sociale»

Coin chiude per l'emergenza Coronavirus. La direzione ha voluto garantire ai suoi tremila collaboratori e a tutti i propri clienti i massimi standard di sicurezza e salubrità nel corso di una delle crisi sanitarie più difficili che il nostro Paese abbia mai dovuto affrontare. L’esigenza di dare continuità alla gestione dell’attività produttiva per evitare ricadute economiche negative passa così in secondo piano. Coin comunica di aver scelto, quindi, di chiudere tutti i negozi a partire da domani, giovedì 12 marzo fino al 22 marzo 2020, e la propria sede centrale dal giorno successivo. Si tratta di una misura precauzionale presa con la consapevolezza che in questo modo sarà possibile tutelare la salute e la sicurezza dei propri collaboratori e clienti, nella convinzione che in questo modo si contribuirà ad abbreviare i tempi di soluzione del problema. Al momento opportuno, Coin è pronta a tornare sul mercato più forte e determinata per riprendere le proprie sfide. Contando sull’apporto dei propri eccezionali collaboratori e sulla fiducia della clientela.

Non solo Coin però. In queste ore chiudono le loro sedi anche: il Best Western Premier BHR Treviso Hotel di Quinto di Treviso, in quanto ormai senza clienti dallo scorso weekend; le varie sedi locali di Decathlon ("da mercoledì 11 e fino a venerdì 13 marzo compreso, tutti i negozi Decathlon sul territorio nazionale resteranno chiusi al pubblico per decisione aziendale. Questa misura si aggiunge a quanto definito dal DPCM che prevede la chiusura nelle giornate di sabato 14 e domenica 15 marzo. Resteranno attive tutte le attività che ci permetteranno di portare lo sport a casa con decathlon.it") e Cisalfa, oltre ai negozi del gruppo Benetton e di Flying Tiger Copenhagen. Inoltre, Il Gruppo Miroglio ha deciso la chiusura temporanea di tutti i 900 punti vendita sul territorio nazionale dei brand Motivi, Oltre, Fiorella Rubino, Elena Mirò e Caractère e lo stesso hanno fatto anche Boggi Milano, Liu Jo, Coccinelle e Luisa Spagnoli, oltre ai negozi del Gruppo Calzedonia.

Commercio in emergenza: il commento di Ascom Treviso

Nell'emergenza di questi giorni, secondo Ascom-Confcommercio Treviso,  c’è un clima di diffusa solidarietà, reciprocità ed alleanza con i consumatori, sensibilizzati dai propri negozianti di fiducia.

I commercianti e gli esercenti, piccoli o medi, hanno svolto e stanno svolgendo un ruolo essenziale in questa emergenza: da luoghi di servizio e vendita sono diventati “piccoli centri di sensibilizzazione” sia per la necessaria applicazione di norme ed esposizione di cartelli,  sia per aver erogato nuovi servizi di consegna della spesa a domicilio (soprattutto per gli anziani soli), sia per aver deciso (in parte, per quelli che non vendono generi essenziali) di chiudere temporaneamente pur non avendone l’obbligo per decreto. Tutti, in misura diversa, stanno dimostrando un alto senso di responsabilità e stanno comunicando coi fatti che la priorità è la salute pubblica e che la chiusura di oggi è una disciplina necessaria che ripagherà domani, anche se passa da un drastico cambio di abitudini. «So -afferma Capraro- quanto pesano questi sacrifici - considerando anche il riflesso occupazionale su dipendenti e collaboratori - ma sono orgoglioso del settore, dei nostri soci - di chi - con saracinesca chiusa o alzata (ma in regola), sta dimostrando che questa battaglia si vince presto solo se ognuno fa la propria parte, se si acquisisce sul serio una consapevolezza collettiva dell’emergenza. Le Ascom territoriali tutte non hanno mai abbassato la guardia ed hanno fornito a tutti i soci, in tempo reale, le informazioni sull'emergenza ed i chiarimenti. Non è possibile prevedere tempi di ripresa ma sono certo -conclude Capraro- che saremo i primi ad uscirne: commercio, turismo e terziario hanno nel dna una grande capacità di rilancio».

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