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Coronavirus: «Dopo il 25 marzo giù le serrande per circa il 34% delle imprese»

Le previsioni della CNA del Veneto per i prossimi giorni. Oltre 146mila aziende venete a rischio. Pmi e il settore dell'artigianato i più colpiti dall'ultimo Dpcm del Governo

Per effetto del nuovo DPCM sono circa 40mila le imprese del Veneto che potrebbero sospendere la loro attività dopo il 25 marzo. Un numero che secondo l'Osservatorio della Cna del Veneto si potrebbe aggiungere alle 106mila e 500 che hanno già abbassato le serrande. In totale si parla di 146mila e 500 imprese, vale a dire circa il 34% del totale in Veneto (430mila circa).

Si conferma dunque la previsione già anticipata nella giornata di domenica 22 marzo di un ulteriore 10 per cento di attività (rispetto al 24,8 registrato fino a domenica) che per effetto delle nuove misure dovranno fermarsi. Moda, edilizia e meccanica i settori più colpiti rispettivamente con 7.354, 17.659 e 10.477 ditte che secondo le previsioni dopo mercoledì sospenderanno la loro produzione. «I dubbi sull'interpretazione del testo fanno sì che sia più complicato per gli imprenditori adeguarsi in una situazione già critica - dichiara il presidente della Cna del Veneto, Alessandro Conte - abbiamo messo al primo posto la salute, ma chiediamo che le istituzioni ci supportino». Sulle previsioni interviene il segretario della Cna Matteo Ribon: «In queste settimane i telefoni della nostra associazione sono roventi – fa sapere – bene che il decreto abbia consentito il prosieguo, pur nel rispetto di tutte le misure sanitarie, dei servizi delle associazioni datoriali che per le imprese diventano oggi più che mai fondamentali. Da domenica siamo al lavoro per interpretare il decreto e sulla base dei codici Ateco abbiamo elaborato una lista aggiornata delle imprese che possono restare in attività e dei servizi che possono essere svolti. La sospensione di nuove attività – chiude il segretario - porterà con sé nuove richieste di ricorso agli ammortizzatori sociali che si aggiungono alle centinaia già arrivate in queste settimane».

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