Cigno colpito alla testa muore in strada: «I soccorsi non sono mai arrivati»

La testimonianza di una donna che, martedì 30 giugno, ha provato a segnalare la presenza di un cigno ferito vicino alla piazza di Casier. Nessuno è intervenuto in suo soccorso

Il cigno colpito alla testa pochi minuti prima del decesso (Foto di Federica Biadene via Facebook)

Martedì 30 giugno, verso le ore 19.45 nelle vicinanze di Piazza San Pio X a Casier, un cigno ferito da un probabile colpo alla testa ha perso la vita davanti agli occhi increduli di un gruppo di passanti che hanno provato per ore a salvarlo chiamando sul posto i soccorsi che però non sono mai arrivati.

In un primo momento una ragazza ha chiamato la Lipu di Gaggio, non avendo avuto risposta alcuna dalla sede di Treviso. Le è stato detto che si sarebbero informati su eventuali numeri da contattare. Non volendo abbandonare l’animale, visibilmente in sofferenza, una delle passanti arrivate sul posto ha deciso di fermarsi in attesa dei soccorsi. La Lipu di Gaggio ha richiamato pochi minuti dopo ma ha solo consigliato alle due donne di contattare il numero per le emergenze Enpa che, a loro volta, hanno detto di chiamare l’ospedale sezione veterinaria dove, anche qui, nessuno si è occupato dell’animale, invitando a chiamare il Suem 118. A quel punto, insieme ad altre persone che si erano fermate, il gruppo inizia a chiamare nell'ordine: 118, Protezione civile, vigili del fuoco, polizia provinciale, Centro recupero fauna selvatica, gruppo carabinieri forestale e pronto soccorso veterinario senza mai avere risposta, trovando mezzi numeri irraggiungibili o risposte con inviti a contattare altri enti, ricevendo informazioni fasulle riguardo a uscite di veterinari mai avvenute. Tra i consigli ricevuti via telefono anche quello di aspettare le 8 di questa mattina, mercoledì 1 luglio, con la riapertura degli studi veterinari. Terminato il giro di chiamate, verso le ore 22 l’animale inizia a peggiorare respirando affannosamente e sbavando. Verso le ore 23 il cigno, stremato e affannato, muore affaticato da una lunga agonia, senza che nessun ente specializzato sia intervenuto in suo aiuto. «Ci tengo a esprimere tutta la mia delusione e rabbia nei confronti di un sistema che dovrebbe tutelare queste creature facendo parte di un’area protetta - commenta F.B. la passante rimasta a vegliare il cigno fino al momento in cui è morto in strada - Mi sono sentita rispondere che siccome l’orario di lavoro era terminato non avrebbero potuto aiutarmi. Ho visto un cigno soffrire e perdere la sua dignità per colpa dell’indifferenza delle persone che dovrebbero proteggerlo».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Remo Sernagiotto ricoverato al Ca' Foncello: «Condizioni disperate»

  • Malore improvviso al rifugio: 62enne muore tra le braccia della compagna

  • Pooh, nuovo disco dopo la morte di D'Orazio: «Le canzoni della nostra storia»

  • Zaia, nuova ordinanza: «Capienza ridotta in negozi e centri commerciali»

  • Se n'é andata Paola Maiorana, voce storica delle radio private trevigiane

  • Covid, Zaia: «Treviso è in area critica per i ricoveri ospedalieri»

Torna su
TrevisoToday è in caricamento