Cimice asiatica, nei frutteti della Marca i primi lanci della vespa Samurai

Al via anche in provincia di Treviso la sperimentazione per limitare i danni provocati dalle cimici. Valerio Nadal, presidente di Condifesa: «Difendiamo il reddito dei nostri associati»

Raccolto rovinato dalla cimice asiatica

Partiranno in questi giorni anche in provincia di Treviso le azioni di contrasto alla cimice asiatica (Halyomorpha Halys, questo il nome scientifico). Alla presenza di Alberto Pozzebon, docente di Entomologia generale al Dafnae-Università di Padova saranno lanciate le micro-vespe samurai, piccolissimi imenotteri (max 2 millimetri di grandezza) nelle zone frutticole (due lanci previsti: cento femmine e dieci maschi) contro l’insetto alieno arrivato dalla Cina. In pratica, con la loro azione, le vespe samurai parassitizzano le uova della cimice, deponendo le sue uova all’interno: da qui si sviluppano delle larve della vespa samurai che si nutrono dell’embrione di cimice asiatica in pratica eliminandola. Alla conclusione dello sviluppo larvale esce una vespa samurai e non una cimice. Un problema contro il quale Condifesa Tvb (oltre 10mila imprese associate) con il presidente Valerio Nadal ed il direttore Filippo Codato si è ben attrezzato attraverso la messa in campo di idonei strumenti per la gestione del rischio,  visto che l’insetto alieno nella Marca ha causato danni per alcune decine di milioni.

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 Non usa mezzi termini il presidente del Condifesa Valerio Nadal nell’analizzare il problema che interessa centinaia di agricoltori: «Si tratta di una vera e propria calamità, visto che i danni nella nostra regione arrivano a cento milioni e a livello nazionale sono stimati fino ad oggi in 600 milioni. Siamo pronti come soggetto unico (assieme al Condifesa di Trento) che ha chiesto il riconoscimento al Ministero dell’Agricoltura (Mipaaf) per la gestione di fondi mutualistici a contribuzione pubblica già dal 2019. Pensiamo che il fondo con un meccanismo di forte coinvolgimento delle imprese agricole nella corresponsabilizzazione e monitoraggio del problema ad oggi possa essere un tassello utile per non far scoraggiare e chiudere le aziende colpite». Codato ha quindi rilanciato: «Nell'attuale quadro di estrema gravità ma anche di incertezza nell'evoluzione del problema l’attivazione di un fondo mutualistico agevolato con risorse pubbliche e compartecipato dagli agricoltori, potrebbe dare una compensazione se pur parziale alle imprese agricole. In prospettiva (3-5 anni) l’adozione di sistemi di protezione fisica (reti antinsetto) abbinate alla diffusione del parassitoide e all'attuazione di tutte le buone pratiche necessarie porterà ad un contenimento dei danni e a quel punto il fondo potrà dare risposte più puntuali e decisive alle aziende colpite».

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