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Vecchio cimitero di Montebelluna: concluso con successo il progetto di riattivazione culturale

Il progetto “Un cimitero da vivere” era stato avviato nell’estate 2020 con l’obiettivo, attraverso il coinvolgimento dei giovani e della popolazione, di ripensare la vocazione e il riuso dell’area abbandonata facente parte del vecchio cimitero di Santa Maria in Colle

E' terminato in questi giorni il progetto “Un cimitero da vivere”, avviato nell’estate 2020 con l’obiettivo, attraverso il coinvolgimento dei giovani e della popolazione interessata, di ripensare la vocazione e il riuso dell’area abbandonata facente parte del vecchio cimitero di Santa Maria in Colle a Montebelluna, uno dei luoghi più cari alle memorie della città. Ideato dall’associazione Levi Alumni, è stato poi gestito a livello operativo dall’associazione CombinAzioni, nata nel 2020 come spin-off di Levi Alumni proprio per promuovere attività culturali e organizzare l’omonimo festival, che nell’edizione 2017 per la prima volta propose un concerto all’alba all’ex-cimitero con Mario Brunello, il primo di una serie di artisti che negli anni sono stati coinvolti per intervenire in questo luogo.

Così in oltre dodici mesi di progetto, patrocinato dal Comune di Montebelluna, i giovani di CombinAzioni sono stati impegnati in due azioni principali portate a termine nonostante le difficoltà sopravvenute con l’avvento della pandemia: da un lato, la presa in carico dell’area del vecchio cimitero attraverso attività periodiche di ripulitura svolte in collaborazione con il Gruppo Alpini di Montebelluna e l’organizzazione di visite guidate nella zona; dall’altro, il coinvolgimento della comunità locale attraverso attività temporanee ed eventi culturali per sperimentare nuovi riusi dell’area. Tra questi ultimi, particolarmente rilevanti sono state le attività teatrali, in primis lo spettacolo “La Scelta” con Marco Cortesi e Mara Moschini ha aperto il progetto nel 2020 con 200 spettatori, raccontando in un luogo di memorie alcune testimonianze di coraggio e umanità durante il conflitto in Bosnia di fine Novecento. Tra maggio e giugno 2021 un’altra attrice, Roberta Biagiarelli, ha tenuto un laboratorio teatrale di comunità con una ventina di studenti del Liceo Angela Veronese di Montebelluna, durante il quale in sei giornate i liceali hanno prodotto in empatia con il luogo opere individuali e collettive che sono state allestite per una mattinata rendendo l’ex-cimitero un museo a cielo aperto.

Oltre al teatro, anche il linguaggio del cinema ha dialogato con il vecchio cimitero attraverso la sinergia con il MoFFe Monnezza Film Festival e la proiezione del documentario “I-island” nell’agosto 2020, storia dello sviluppo di democrazia in una piccola comunità isolana croata. Infine, non è mancato un concerto all’alba, format e intuizione con cui è nata l’idea di rivivere l’ex-camposanto a CombinAzioni festival: il quintetto torinese Emanuele Via & Charlie T ha portato le musiche dell’album “Resina” in cui ogni brano è dedicato a un diverso tipo di albero e di legno. Memoria, arte, natura e democrazia sono state le parole chiave, coerenti con l’anima del luogo, che hanno guidato la scelta della proposta culturale. E domenica sera 18 luglio, alle ore 21, si terrà l’ultimo appuntamento pubblico del progetto: un’osservazione astronomica del cielo stellato realizzata in collaborazione con il Museo di Storia Naturale e di Archeologia di Montebelluna e con il Gruppo Naturalistico Bellona. Si può partecipare iscrivendosi a prenotazioni@combinazionifestival.it o al 3454813756.

Tutta l’iniziativa è stata resa possibile grazie al finanziamento di € 8.568,00 dell’Agenzia Nazionale per i Giovani tramite i fondi del programma UE “Corpo europeo di solidarietà” (ESC - European Solidarity Corps), lanciato dalla Commissione Europea nel 2018 per rispondere alle attuali sfide sociali attraverso l’iniziativa dei più giovani. Il progetto ha infatti visto come protagonisti 6 giovani sotto i 30 anni, che hanno avuto la possibilità di sviluppare molte competenze chiave e soft skill riconosciute a livello europeo, seguiti dalla youth coach Laura De Riz, con esperienza nel settore dell’animazione giovanile e dell’apprendimento informale. A Chiara Fedato, Ermes Pozzobon, Chiara Semenzin, Maddalena Vescovo, Pietro Vettorazzo e Irene Visentin – questi i loro nomi – si sono aggiunte decine di altri giovani nel corso delle varie attività proposte, insieme alla fotografa e regista Maria Conte che ha testimoniato il percorso con foto e video.

Parallelamente, è stata avviata una fase di coinvolgimento della comunità locale volta alla condivisione del processo di ripensamento dell’area, garantita comunque dalla presenza dei tanti partner citati. Numerose sono state le visite guidate organizzate, anche per studenti, e diversi sono stati i momenti di incontro con cittadini e realtà istituzionali e associative del territorio, che hanno portato a sviluppare – a titolo di esempio – un percorso di comunicazione visiva del luogo con l’indirizzo artistico del Liceo Angela Veronese, una raccolta di proposte di riuso dell’area inviate dalla popolazione e una strategia di follow up del progetto condivisa con l’amministrazione comunale. Ma le occasioni di confronto vi sono state anche con enti che, fuori dal territorio, sono attivi nella rigenerazione di spazi pubblici in abbandono, tra cui la Fondazione Riusiamo l’Italia.

“Quest’ultima fase – spiega in conclusione Chiara Semenzin, presidente dell’associazione CombinAzioni – è stata voluta in maniera forte da noi ragazzi per assicurare un futuro al progetto, anche oltre il finanziamento dell’Agenzia Nazionale Giovani. Dopo l’estate, grazie all’interesse di tanti enti e cittadini e alla condivisione con i servizi culturali del Comune, verrà presentato un calendario di azioni per dare seguito a quanto fatto e dare più concretezza alla riflessione pubblica e collettiva sulle possibilità di riuso, riqualificazione e gestione del vecchio cimitero”.

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