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In foto Gianni Boato

In foto Gianni Boato

Settore chimico-farmaceutico, siglata l’ipotesi di rinnovo del contratto di lavoro

Al via le assemblee nelle aziende della Marca. Previste misure per favorire la “staffetta” tra giovani e anziani sui luoghi di lavoro. Boato: "Mettiamo il turbo alla ripresa"

TREVISO Settore chimico e farmaceutico, al via le assemblee dei lavoratori nelle aziende trevigiane per discutere e votare l’ipotesi di rinnovo del contratto nazionale di settore.

Le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec, Ugl Chimici, Failc-Confail, Fialc-Cisal lo scorso luglio hanno infatti raggiunto l’accordo con Federchimica e Farmindustria per il rinnovo per il triennio 2019-2021 del contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti del settore, che nella Marca sono oltre 1.500. L’accordo è arrivato con ampio anticipo sulla scadenza del contratto (dicembre 2018) e ha portato alla sottoscrizione di un testo che introduce importanti novità in ambito economico e normativo, mettendo al centro i temi della responsabilità sociale, della formazione, della produttività, della buona occupazione e della flessibilità, fornendo ad imprese e lavoratori gli strumenti per essere protagonisti del cambiamento in atto, anche in relazione alle trasformazioni connesse ad Industria 4.0.

“L'intesa - spiega Gianni Boato, segretario Femca Cisl Belluno Treviso - è stata unitaria e avrà una durata di 3 anni e mezzo con un aumento sui minimi di 97 euro e di 129 euro nell'arco dei tre anni. Nei prossimi giorni saremo in tutte le aziende del settore a spiegare un accordo che va nella direzione giusta, con il potenziamento del welfare aziendale e del Fondo Tris, un fondo bilaterale che riguarda il settore chimico e che introduce per i propri iscritti misure volte a favorire il ricambio generazionale della forza-lavoro, prevedendo, ad esempio, l'erogazione di un assegno per la pensione anticipata”. Un tema cruciale, quello del ricambio generazionale e della formazione continua dei lavoratori in un settore che anche nella Marca mostra buoni segnali di ripresa. I dati relativi al mercato del lavoro indicano infatti saldi fra assunzioni e cessazioni in recupero in tutti gli ambiti di lavoro seguiti dalla Femca trevigiana (energia, moda e chimica). I saldi dell’industria chimica-plastica, che nella Marca occupa complessivamente 15 mila addetti, sono passati da - 275 del 2008 a +290 del 2017, segnando un aumento anche nel secondo trimestre 2018 (+310 contro i +220 dello stesso periodo dello stesso periodo dell’anno scorso).

“Il problema - sottolinea Boato - è che le aziende oggi sono chiamate a definire gli strumenti per affrontare con efficacia una situazione complessa, determinata in parte dagli effetti della legge Fornero e dal relativo aumento dell’età pensionabile, dall’altro dall’invecchiamento della forza-lavoro che fatica sia ad adattarsi alla veloce innovazione tecnologica che sta rivoluzionando il lavoro del mondo globalizzato, che a portare a termine fisicamente il percorso lavorativo su mansioni dirette e spesso usuranti”. Secondo l’Eurostat, in Italia il tasso di occupazione dei lavoratori tra i 55 e i 64 anni è aumentato in maniera esponenziale: nel 2010 era pari al 36,5, nel 2017 al 52,2. Una crescita che non è legata all’aumento degli occupati in quella fascia anagrafica, ma all’aumento dell’età dei lavoratori. “Quello che è stato firmato a livello nazionale è il primo contratto che dà risposte concrete a questi problemi. Andare nella direzione di prevedere - prosegue Boato - forme di flessibilità organizzativa, programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, ma anche la possibilità di andare in pensione cinque anni prima, utilizzando gli ammortizzatori sociali e tre anni pagati dall’azienda, significa favorire fattivamente l’innovazione digitale nelle imprese, agevolando l’ingresso di lavoratori giovani e specializzati, investendo sulla formazione continua dei lavoratori senior e ragionando su incentivi di fine carriera per facilitare il ricambio della forza-lavoro: per la Femca si tratta dell’unica strada percorribile per mettere il ‘turbo’ alla ripresa in atto, per riportare la manifattura al centro del sistema produttivo ed economico della Marca e le risorse umane nel cuore dell’impresa”.

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