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"Una scuola sicura e bella": ecco il report di Cittadinanzattiva Treviso

Cittadinanzattiva, onlus che opera per la difesa dei diritti dei cittadini, ha stilato il suo rapporto annuale sulla scuola italiana, in cui chiede in modo esplicito "una scuola in sintonia con il Paese e con il suo bisogno di sapere". La prima richiesta è quella di spostare i seggi elettorali fuori dalle scuole, per non interrompere le lezioni, costringendo così i genitori a fare i salti mortali per gestire i loro figli.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Nei giorni scorsi la onlus Cittadinanzattiva ha presentato il suo tradizionale e annuale "Rapporto civico sulla sicurezza a scuola. Io voto scuola".

Di norma, esso si occupa di rendicontare sullo stato di manutenzione e di efficienza delle scuole italiane. In questa edizione si è aggiunta anche una riflessione sui problemi che la scuola vive in ragione al suo ruolo e funzione nello sviluppo del Paese. Il filosofo e pedagogista americano John Dewey ha scritto che "l'istruzione non è la preparazione alla vita, ma è la vita stessa". Inoltre, egli sosteneva che la scuola dovrebbe essere in sintonia con i bisogni e le esigenze del Paese. La scuola emersa dalla fotografia di Cittadinanzattiva non è in sintonia, anzi spesso inadeguata rispetto alla domanda e ai bisogni di sapere e di conoscenza del Paese. E' inadeguata nella sua sicurezza.

Molte scuole risultano inaccoglienti e poco sicure. Lo sono, non solo nelle solite, si farà per dire zone del Mezzogiorno, ma anche in diverse altre aree del Paese. Esse sono distanti dai bisogni e dalle necessità del mondo del lavoro e dai ragazzi. Sono riservate ad una minoranza del Paese che fa selezione di ceti e di luoghi? Perché in diverse zone, per accedere alle scuole, mancano oppure sono insufficienti i trasporti. E anche qui non solo in alcuni paesi e città, come hanno testimoniato alcuni ragazzi presenti alla nostra manifestazione. Ma anche qui da noi a Treviso, come la stampa ha testimoniato nei giorni scorsi con la disarmonia organizzativa tra scuola e azienda pubblica dei trasporti. I risultati di anni di ascolto, quest' anno è il XX Rapporto, hanno indotto la nostra segretaria nazionale, Anna Lisa Mandarino, a proporre che è necessario pensare ad una " scuola sicura e bella. Una scuola adeguata alla domanda di sapere e di conoscere delle persone", in primis i ragazzi e le loro famiglie. Per fare questo occorre una "rete informale" di opinioni e di buona volontà che sia impegnata in quel modello di scuola a forte valenza sociale e di educazione permanente. Oggi, purtroppo, spesso non si può contare sulla politica, distante e fuori tempo rispetto a tali bisogni. A fronte di tale "distrazione" odierna, alla nostra assemblea non sono stati chiamati, ma con il nuovo Parlamento faremo, come si dice, i conti.

Oltre alla sicurezza propria del Rapporto, quest'anno abbiamo formulato dieci proposte pro- scuola. In sintesi sono: seggi elettorali fuori dalle scuole; migliorare la qualità dell'aria nelle scuole; mense scolastiche come servizio universale; completare e aggiornare l'anagrafe dell'edilizia e riprendere le attività dell'Osservatorio; puntare su interventi e programmi di sostegno alle genitorialità; coinvolgere le comunità locali nei progetti del PNRR piano nazionale di ripresa e resilienza; ripensare ai percorsi del PCTO percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento; dare spazio e potere agli studenti e attuare procedure e comportamenti per prevenire i rischi. Di questi punti, vorrei evidenziare due importanti tra gli altri. Quello dei seggi nelle aule e quello di una nuova gestione a scuola, dando il potere idoneo ai ragazzi e alle loro famiglie. No ai seggi elettorali nelle scuole. Partiamo da Treviso. Finalmente cinque istituti scolastici della città di Treviso (Istituto Martini, Serena, Felissent, Stefanini e Colletti) si sono ribellati all'idea, sostenuta oltre misura dalla burocrazia comunale, in accordo palese o sottotraccia con quella ministeriale, di votare nei seggi adibiti solo nelle scuole. Ogni anno la stessa storia.

Nei prossimi giorni oltre 47 milioni di elettori si recheranno nelle oltre 61mila sezioni elettorali, per la stragrande maggioranza ubicate nelle scuole italiane, a votare per l'elezione del Parlamento e del Senato italiano. In questi giorni la scuola si ferma, le famiglie devono arrangiarsi. Diverse fra loro, dovranno trovare soluzioni di fortuna per l'accudimento dei ragazzi Ogni anno noi scriviamo per sollecitare soluzioni diverse, ma la risposta ha dei silenzi assordanti ed alcune lettere di scuse, spesso contengono motivazioni puerili e infantili. Negli anni scorsi qui a Treviso abbiamo provato ad insistere. Oggi per cambiare si deve contare e sperare oggi nella "ribellione democratica" dei genitori e degli utenti della scuola. Sappiamo anche di mormorii forti da parte dei ragazzi. Sia chiaro, a scanso di equivoci, che nessuno vuole blandire o sottovalutare il diritto al voto, anzi. Quello che si chiede è che i luoghi, per farlo, siano diversi da quelli abituali della scuola. Questo è tutto ed è già tanto. Cittadinanzattiva propone anche nel suo documento che "occorre dare spazio e potere agli studenti.

E' urgente ripensare radicalmente gli organismi e le pratiche di democrazia rappresentativa degli studenti all'interno delle scuole, e favorirne il protagonismo a partire da un loro coinvolgimento attivo nei programmi di educazione civica, nella riformulazione del PCTO, nella promozione della salute e della sicurezza a scuola". Questo dalla nostra esperienza di associazione per i diritti è un punto importante. Oggi i ragazzi, utenti primari della scuola, non hanno alcun potere di confronto e di discussione. Altri lo fanno per loro. Il tema della qualità della scuola, che è quello dell'educazione è dirimente, tenendo conto anche che la situazione sociale, con la quale la scuola si confronta, sta aumentando la povertà educativa, non solo nelle solite aree geografiche, ma anche in diverse e aumentate zone del nord. Inoltre, essa sta diventando anche inquinante rispetto alla diffusione delle disuguaglianze, aumentando l'esclusione di diversi ragazzi dalla scuola. Giancarlo Brunello Coordinatore territoriale di Cittadinanzattiva Treviso

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