Co i piè descalsi, edizione record: il bilancio degli organizzatori

In un toccante messaggio ad artisti, collaboratori e spettatori il Gruppo 86 di Vascon tira le somme dello straordinario successo riscosso dalla 22esima edizione del festival di Vascon

Anche quest’edizione de “Co i piè descalsi” è terminata, passando velocemente come una meteora, ma lasciando una scia di sensazioni ed emozioni che alloggeranno a lungo nella mente e soprattutto nei cuori di molte persone.

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Commentano gli organizzatori: «In tutti noi vive il ricordo indelebile di aver contribuito, un giorno dopo l’altro, ad un evento che ha significato, per tutti coloro che ci hanno frequentato, cultura, arte, musica e gastronomia di alta qualità. Il festival vive proprio di questo: la consapevolezza di una proposta artistica di altissimo livello che attira migliaia di persone e rende orgogliosi i cittadini di Vascon per aver creato un evento vivo e significativo per la popolazione e per tutti coloro che sono venuti a trovarci. E così un grazie sincero va al grande pubblico che vive l’esperienza “Co i piè descalsi” con gioia, stupore ed affetto e a tutti gli artisti che con la loro professionalità ci hanno regalato emozioni e sorrisi che difficilmente cancelleremo nella nostra quotidianità ricca di impegni. Ma quest’anno un grande grazie vorremmo rivolgerlo a tutti coloro che contribuiscono a far funzionare perfettamente o quasi, questa meravigliosa macchina da guerra che è “Co i piè descalsi”. Ed allora grazie al Consiglio del Gruppo 86 che coordina per mesi tutta l’organizzazione dell’evento, ma grazie anche a tutti quelli, che in un modo o nell’altro, aiutano nei vari settori, dalla cura dei piatti in cucina e nelle frasche, a chi segue le strade e i parcheggi, alla gestione degli artisti, alla comunicazione, alla pulizia dei luoghi e all’accoglienza del pubblico, sempre con un sorriso sulle labbra anche se con alle spalle una grande stanchezza nell’organizzare il tutto. La bellezza che lega organizzatori, artisti e pubblico è indescrivibile come sono indescrivibili le emozioni che proviamo noi organizzatori nel riuscire anno dopo anno a dare vita ad un Grande festival in un piccolo paese, sempre più consapevoli che il linguaggio che ci unisce è il sorriso». Chapeau e alla prossima edizione.

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