Coin studia la Fase 2: ingressi su appuntamento, stop alle prove cosmetici

Dopo la riapertura del settore profumeria, il grande magazzino nel cuore di Treviso si reinventa nella speranza di poter aprire di nuovo tutti i negozi dal 18 maggio

Il punto vendita Coin in Corso del Popolo a Treviso

Ingressi controllati, distanza di due metri tra i clienti e nuovi percorsi con entrate e uscite separate: sono solo alcuni dei nuovi provvedimenti che il grande magazzino Coin di Treviso ha deciso di adottare in questi giorni con la riapertura, per ora, del solo spazio dedicato alla profumeria.

A dirlo ai nostri microfoni è l'imprenditore trevigiano Giorgio Rossi, presidente della nota catena di negozi che comprende anche lo storico punto vendita in Corso del Popolo a Treviso. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per chiedergli quali sono i piani della società in vista della riapertura ufficiale prevista per il 18 maggio. «Ci vuole grande coscienza per poter affrontare questa nuova fase - esordisce l'imprenditore trevigiano - Coin ha creato un'unità di crisi non appena l'emergenza sanitaria ha iniziato a diffondersi in Italia. Ad oggi sono tantissime le novità che abbiamo introdotto con la riapertura del reparto profumeria. Rispettando tutte le misure per evitare la diffusione del virus abbiamo subito vietato i test prova per trucchi, rossetti e profumi. Non si potranno più fare in negozio. I clienti verranno assistiti nella scelta dei prodotti dal nostro personale qualificato. La riapertura della profumeria sta andando bene: ci servirà come primo esperimento per non farci trovare impreparati il 18 maggio quando speriamo di poter riaprire tutti i negozi. Qui le novità saranno tantissime, a cominciare dalle porte d'ingresso. Ci saranno una porta d'entrata e una di uscita per evitare che i flussi di persone si incrocino come accadeva prima dell'inizio dell'emergenza. Alla porta ci sarà un dispositivo per il conteggio degli ingressi e un nostro dipendente sarà incaricato di controllare che tutti i clienti indossino guanti e mascherina. Gel igienizzante e guanti saranno messi a disposizione dei clienti che ne saranno sprovvisti. Dentro Coin i clienti dovranno rispettare la distanza di due metri l'uno dall'altro. Questo vuol dire che in uno dei negozi che mediamente hanno una superficie di 20 metri quadrati potranno starci il nostro commesso, un cliente e gli arredi. Una volta entrati a pieno regime dentro al grande magazzino non potranno esserci più di 150/200 persone». Per quanto riguarda il settore abbigliamento i cambiamenti più radicali arriveranno dai camerini e dalla prova vestiti: «Le nuove norme per la prova degli abiti potrebbero portarci danni enormi - spiega Rossi - Una volta che il cliente si sarà provato un capo in camerino bisognerà sanificarlo con un sistema di vaporizzazione a secco. Il problema è che il virus sembra possa sparire solo con trattamenti tra i 75 e gli 80 gradi. I nostri vaporizzatori funzionano a 60 gradi e dovremmo quindi aspettare dalle 24 alle 48 ore prima di poter tornare ad esporre un capo sanificato in negozio. Stiamo sperimentando un vaporizzatore a 90 gradi ma il rischio è che si rovinino i vestiti. Staremo a vedere».

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Giorgio Rossi non si fa illusioni: «Dovremo cambiare del tutto la nostra filosofia: se prima eravamo un grande magazzino dove la gente entrava per passare il tempo e controllare le ultime novità, ora ci dovremo trasformare in un grande negozio al dettaglio avvicinandoci all'idea della bottega di paese con un'attenzione ancor più grande al cliente. Proprio per questo motivo stiamo pensando di promuovere sui nostri canali social un sistema di ingressi su appuntamento. Il cliente sceglierà giorno e ora che preferisce per venire da Coin e sarà accolto da un nostro dipendente che lo potrà seguire in tutte le sue richieste. Prima del Coronavirus, mettendo a confronto il numero di ingressi con il numero di scontrini, notavamo che solo il 30% delle persone che entravano da Coin comprava realmente qualcosa - continua Rossi - da adesso in avanti dovrà per forza cambiare tutto».

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