L'Avis di Gaiarine spegne 55 candeline e rivolge un appello ai giovani donatori

Importante anniversario per la sede comunale Avis di Gaiarine che, dopo 55 anni di attività, è alla ricerca di nuovi donatori. Appello del presidente provinciale alle nuove generazioni

Foto tratta da Google Immagini

GAIARINE L’Avis comunale di Gaiarine spegne 55 candeline. L’appuntamento è per domenica prossima alle 9.30 nella chiesa della frazione di Francenigo. "Siamo consapevoli di essere una goccia nel milione di donatori di sangue in Italia. Questo non significa però che il nostro piccolo ma prezioso contributo non aiuti a far crescere l’associazione più grande che esiste in Italia. Il nostro impegno nel corso dei 55 anni è sempre rimasto alto. E continuerà a esserlo - dice Fabio Baggio, presidente della Comunale Avis di Gaiarine -. Chi può doni il sangue e chi non può promuova il dono del sangue".

Dopo la celebrazione della Santa Messa e il concerto della banda musicale di Cordignano, saranno consegnate le benemerenze a 155 donatori di sangue. Presenzierà alla festa il segretario provinciale dell’Avis Walter Tonon. Seguirà il pranzo sociale in un locale di Cordignano. Non solo una giornata di celebrazione, ma anche di sostegno e occasione per un appello a tutti gli avisini da parte del presidente dell’Avis provinciale di Treviso, Vanda Pradal: "Solo donando il sangue possiamo mantenere l’autosufficienza e salvare i nostri malati". I giovani fanno fatica a entrare nelle Comunali Avis. Le strade per invertire questo percorso ci sono e vanno “battute”. «C’è bisogno di una nuova cultura del dono. A partire dalle scuole. Ai ragazzi non va raccontata solo l’emergenza legata a una situazione triste e quindi negativa. Dobbiamo proporre un percorso di solidarietà e felicità del dono - chiarisce la presidente dell’Avis provinciale di Treviso -, otterremo persone più motivate. Al cittadino interpellato è richiesto un percorso personale: se ho fatto mio il concetto che sono una persona che sceglie di donare per l’altro, allora sarà anche automatico farlo regolarmente". E in chiusura arriva l’appello: "Bisogna andare oltre. Stendere il braccio è importante però bisogna capire perché lo si fa, e successivamente - conclude Vanda Pradal - bisogna dirlo agli altri e dirlo forte. Insieme possiamo costruire condizioni migliori per la nostra comunità".

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