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Foto d'archivio

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«Al Django concerti grossi e abusivi»: la denuncia del consigliere Visentin

«Dopo quanto successo ad Ancona, le misure di sicurezza ci sono?» Pochi giorni fa un blitz della polizia locale era costato al centro sociale di Treviso una multa da 20 mila euro

La tragedia della discoteca di Corinaldo in cui hanno perso la vita sei persone sta avendo ripercussioni anche in provincia di Treviso. Il problema della sicurezza ai concerti sembra essere diventato di primaria importanza per il consigliere comunale Davide Visentin che, in queste ore, ha espresso le sue perplessità su un evento in programma nelle prossime ore all'ex Caserma Piave di via Monterumici.

Scrive il consigliere del gruppo "Mario Conte sindaco": «Navigando su Facebook ho notato che sabato 15 dicembre è previsto un “concerto” presso il cosiddetto centro sociale Django di una nota band internazionale, che ai più non dirà nulla ma per gli amanti del genere punk sicuramente sarà un grande evento. Il gruppo si chiama “Sham 69”, è di Londra, e il concerto di Treviso sarà la loro unica data in Veneto prevista nel prossimo futuro». Un evento destinato a richiamare persone anche da fuori Treviso rendendo alto il numero dei partecipanti alla serata organizzata all’interno della ex caserma Piave. Proprio per evitare che eventi drammatici come quelli di Corinaldo possano ripetersi, Visentin ha chiesto che il concerto venga annullato.

Pochi giorni fa un blitz della polizia locale aveva portato a individuare una lunga serie di violazioni che ora potrebbero costare all'associazione trevigiana che si occupa della gestione del centro sociale una multa di ben ventimila euro. La scritta "Guai a chi ci tocca", comparsa nelle scorse ore davanti al municipio di Treviso, sarebbe proprio dovuta a questa sanzione. «Da amministratore e da cittadino - continua Visentin - mi chiedo se le misure di sicurezza sono state adottate visto il grande afflusso di persone che verosimilmente ci sarà. Alla luce di quanto accaduto in provincia di Ancona nello scorso week end, possiamo permetterci lo svolgimento di un concerto di tal genere in una location abusiva e senza misure di sicurezza rispettate? Le nuove regole sancite lo scorso anno dal capo della Polizia Gabrielli sono molto stringenti e prevedono che sia le forze dell’ordine sia gli organizzatori si attivino per garantire la sicurezza, e se tali regole non possono essere rispettate, l’evento dovrà per forza essere annullato. Le domande che mi pongo sono quindi molte - scrive Visentin - quant’è la capienza di quel posto? Chi l’ha decretato? Chi controlla che venga rispettata? La somministrazione di cibo e bevande è autorizzata? Si paga un biglietto di entrata? Le vie di fuga esistono? I parcheggi sono monitorati? È controllata la vendita di alcolici ai minorenni? È garantita la sicurezza delle apparecchiature utilizzate e dell’impianto elettrico? E le misure antincendio? Nulla di tutto ciò è rispettato. Come potrebbe rispettare certe regole un “locale” abusivo in tutto? L’associazione Open Piave, infine, come si è tutelata affinchè tutto avvenga senza problemi per l’incolumità delle persone? Mi auguro - conclude Visentin - che, se l’evento non sarà annullato, non ci troveremo di fronte ad un’altra tragedia come quella successa nelle Marche vista la totale insicurezza attuale dei locali della ex Piave, che non sono di certo consoni ad ospitare un concerto del genere».

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