Conegliano, l'allarme di Ascom: «La situazione amministrativa non paralizzi le imprese e la città»

«Vogliamo pensare al Natale, già alle porte: il clima di incertezza pesa come un macigno in un momento in cui sarebbe invece necessario avere risorse ed energie per co-progettare quel rilancio per il centro storico che sarà consentito, al termine dell’anno peggiore della storia economica degli ultimi decenni»

Il Natale degli scorsi anni a Conegliano

Confcommercio e Confartigianato Conegliano scendono in campo per ribadire: «La situazione amministrativa non paralizzi le imprese e la città». Lo ribadiscono congiuntamente Maurizio Gibin, per il commercio ed il terziario, e Severino Dal Bo per l’artigianato.

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«Siamo fortemente preoccupati -spiegano i presidenti delle due categorie- per questa situazione che investe Conegliano. Siamo già in uno scenario drammatico con l’emergenza coronavirus, ora ci troviamo di fronte ad un quadro di incertezza amministrativa. Rischiamo il blocco di iniziative importanti che durante tutto il lockdown e nella fase immediatamente successiva, abbiamo condotto in porto con soddisfazione, come il Conegliano Fund, una vera “boccata di liquidità per le nostre imprese” presentata in Comune con i Confidi oggi già messo a dura prova dopo poche settimane. Vogliamo pensare al Natale, già alle porte: il clima di incertezza pesa come un macigno in un momento in cui sarebbe invece necessario avere risorse ed energie per co-progettare quel rilancio per il centro storico che sarà consentito, al termine dell’anno peggiore della storia economica degli ultimi decenni. Oggi, più di prima, Conegliano ha bisogno di contare su forze unitarie, su parternariati solidi, che restituiscano ruoli e strategie ai vari attori in campo, pubblici e privati. Anche per rendere corso a tutta la progettazione Conegliano 2020-2030, oltre che per dare segnali concreti e cittadini ed imprenditori in un momento così grave per l’intera società. Facciamo appello alla sensibilità degli Amministratori: Conegliano, stretta nella morsa della crisi e del calo dei consumi, era ed è ancora proiettata in un futuro reso promettente dalla nomina Unesco. Vogliamo metterci a disposizione e lavorare ai tavoli per il rilancio post Covid: rigenerazione urbana, commercio, turismo, artigianato. Il bene comune è questo: mantenere una città viva, rispettosa e sicura, coi servizi efficienti, con negozi e botteghe artigiane aperte, con un dialogo civile ed attento ai bisogni dei gruppi e dei singoli senza mai perdere di vista la dimensione culturale, turistica, artigianale e produttiva».

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