Martedì, 16 Luglio 2024
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Nessuna guerra, né strappi, i "ribelli" del Prosecco: «Al Consorzio di Tutela chiediamo semplicemente l’uso corretto della denominazione»

Alla conferenza stampa di questa mattina, 2 settembre, ribadita la richiesta di utilizzare sempre nella comunicazione e per gli eventi la denominazione corretta di Conegliano Valdobbiadene. Il gruppo di imprenditori vitivinicoli e di produttori, che ad oggi ha superato le 230 adesioni, è pronto a costituirsi in Comitato

Nessun intento polemico, nessun atteggiamento bellicoso, piuttosto una semplice, e ferma, richiesta finalizzata alla difesa della denominazione territoriale. Nel nome Conegliano Valdobbiadene è infatti sintetizzata la storia, l’identità e la vocazione di una terra; la sua tutela è fondamentale al fine di non disorientare consumatori e visitatori.

A chiarire la posizione, aprendo la conferenza stampa, è stato Loris Dall’Acqua: «Le nostre richieste si possono riassumere in tre semplici parole, ‘rispetto della legalità’. In sostanza, al Consorzio di Tutela, nella riunione del 30 agosto scorso, abbiamo chiesto che vengano utilizzate esclusivamente le denominazioni ufficiali nella loro forma completa e proporzione dimensionale, in tutti gli eventi, manifestazioni, iniziative promozionali o comunicazione che interessano il Conegliano Valdobbiadene o il suo territorio. La denominazione ufficiale è Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG - analogamente per l’Associazione UNESCO Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene oppure Conegliano Valdobbiadene Paesaggio del Prosecco Superiore. Chiediamo inoltre che venga esercitata, da parte degli enti preposti, opera di vigilanza e controllo di tutte le denominazioni usate anche da soggetti terzi in eventi, manifestazioni, iniziative promozionali. Infine, mediante la costituzione di un ufficio legale preposto, pensiamo sia utile che venga valutato, dagli enti interessati, un percorso comunicativo univoco, per limitare confusione e disorientamento del consumatore o del visitatore e che venga ufficialmente deliberato, da parte degli enti interessati, l’impegno a rispettare le richieste elencate».

Stefano Pola ha messo in luce i dettagli dell’incontro di mercoledì 30 agosto, ribadendo che con il Consorzio di Tutela non esiste conflitto, né intenti secessionisti: «Tuttavia è inutile nascondere che vi è una differenza enorme di intenti e visioni tra i diversi componenti del Consiglio di Amministrazione in termini di tutela del nome e difesa legale della Denominazione. Il Consorzio è riconosciuto dal Ministero sulla base del suo Statuto e proprio dallo Statuto si evince l'obbligo ad adempiere alle sue funzioni previste dalla legge, prima fra tutte fare Tutela della Denominazione Conegliano Valdobbiadene. Il Consorzio deve avere una sua importante sezione di controllo, oltre che legale, e questa sezione è totalmente mancante. Ne stiamo pagando tutti le conseguenze».

Maurizio Favrel: «Per quanto concerne la nostra posizione nei confronti del Consorzio, esprimiamo totale insoddisfazione per il suo operato relativamente alla vicenda in questione. Abbiamo più volte, e con vari mezzi, evidenziato la falla nel monitoraggio sull’uso del nome e delle immagini del nostro territorio e la necessità di prendere posizione nei confronti di ‘attacchi’ di vario tipo alla Denominazione. Durante gli incontri abbiamo saputo che è stata assunta una delibera del consiglio, che se eseguita avrebbe risparmiato al territorio tutte queste polemiche. Anziché prendere una chiara posizione sulla questione del nome e della comunicazione, è stata prospettata l’adozione di un documento, un ‘Codice Etico’, citato anche nel Comunicato Stampa diffuso dal Consorzio all’indomani della riunione del 30 agosto scorso, sul cui contenuto però non sappiamo nulla. Anche se dal nome può parere cosa buona, riteniamo non centri nulla con il dovere statutario di tutela, non adempiuto dal consorzio. Ci dissociamo dalle dichiarazioni rese dalla presidente Elvira Bortolomiol a mezzo stampa; il comunicato non è stato condiviso e parla di contenuti di cui non sappiamo nulla». 

«Ieri pomeriggio - ha aggiunto Gianfranco Bortolin - è giunta una comunicazione del Consorzio che non può essere definita una risposta ai nostri quesiti. Pertanto rimaniamo in attesa di conoscere quale è la posizione del Consorzio e cosa intende fare rispetto alle questioni sollevate. Riteniamo che il Consorzio non possa, e non debba, esimersi dal constatare che il rispettoso della legalità passa attraverso il corretto utilizzo della denominazione territoriale indicata dallo Statuto. Il rispetto della legge è un dovere».  

«La fiducia nei confronti del Consorzio è minima - ha aggiunto Francesco Drusian -, e a garanzia di qualsiasi promessa, verbale o scritta, abbiamo deciso di costituirci in Comitato. Un Comitato aperto a tutte le aziende del territorio, che avrà lo scopo di monitorare il corretto uso del nome Conegliano Valdobbiadene segnalando eventuali difformità comunicative. La sua costituzione è prevista entro il prossimo autunno». 

I portavoce (Loris Dall’Acqua, Col Vetoraz; Stefano Pola, Andreola; Maurizio Favrel, Malibran; Gianfranco Bortolin, Le Bertole e Francesco Drusian, Drusian) hanno chiuso la conferenza stampa evidenziando la loro profonda soddisfazione per il fatto che le aziende più significative del territorio Conegliano Valdobbiadene abbiano aderito alla proposta avanzata al Consorzio. È la dimostrazione che le richieste sono largamente condivise e che coinvolgono la base dei produttori e dei viticoltori della Denominazione DOCG: «Vogliamo unità e condivisione - hanno concluso -, cerchiamo risposte e speriamo che gli enti preposti siano disponibili all’ascolto e alla ricerca di una soluzione definitiva». 

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