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Conegliano, caso Brugioni: Bottega e Miorin escono dalla maggioranza

La frattura per la mancata ammissione al consiglio comunale della mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore al commercio. Da tempo i due consiglieri non condividevano le scelte dell’amministrazione Chies

Il municipio di Conegliano

Non si placano a Conegliano le discussioni in merito alla mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore al commercio Claudia Brugioni e da giovedì sera, la maggioranza ha perso anche due consiglieri: Pierantonio Bottega e Leopoldo Miorin che confluiscono nel gruppo misto. Ora il sindaco Fabio Chies deve fare i conti in consiglio comunale dove anche i Popolari per Conegliano sono in rotta con la maggioranza e proprio il consigliere Stefano Dugone ha annuciato la collaborazione dei Popolari con i forzisti confluiti nel gruppo misto. Tutto nasce dalla riunione dei capigruppo convocata ieri sera, giovedì, per discutere della mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Brugioni e bollata come “farlocca” dalla maggioranza. La decisione autoritaria di non ammettere la mozione in consiglio comunale ha fatto emergere il malcontento di Miorin e Bottega, che da tempo non condividevano le scelte dell’amministrazione.

Dopo lo stop alla mozione di sfiducia, i presentatori hanno emesso un comunicato stampa: “Quanto successo ieri sera, mercoledì 8 ottobre 2020, in conferenza dei capigruppo è qualcosa che va bel aldilà di una corretta e sana dialettica democratica. Il Presidente del Consiglio Comunale dopo aver esposto l’ordine del giorno ha lasciato parlare i capigruppo a riguardo della mozione di sfiducia presentata dai nostri gruppi. Dopo diversi interventi dei proponenti la mozione e di altri gruppi, si è voluto secondo noi obtorto collo, ricondurre la mozione ad una interpretazione estensiva della fattispecie della mozione di sfiducia al Sindaco o alla Giunta (ex art. 52 del TUEL). Fattispecie che non è minimamente menzionata nella mozione depositata.Rinnovato il nostro disappunto trattandosi di un atto squisitamente politico e sussistendo numerosi precedenti a livello nazionale e persino uno nel nostro stesso comune, si è proposto di variare il titolo della mozione con le parole “censura” o “sull’operato” in luogo della parola sfiducia. Incredibilmente il Presidente ha arbitrariamente declinato la controproposta bollando le parole consigliate come “sinonimi” di sfiducia. E, fatto politicamente inaudito e gravissimo, “a nome della maggioranza” ha cassato il provvedimento. Si fa presente che la Conferenza dei Capigruppo non ha poteri di scelta delle materie da sottoporre al Consiglio, che esso si è sovrano, ma solo di organizzazione dei lavori consiliari. Pertanto la maggioranza non può decidere e scegliere, di fior in fiore, quali sono i provvedimenti che si possono portare in Consiglio Comunale. La pagina scritta stasera è fortemente lesiva della democrazia perchè mette il bavaglio, in barba ad ogni prerogativa costituzionale, a dei consiglieri comunali nell’esercizio delle loro funzioni e dei loro mandati di rappresentanza di istanze della società civile. La deriva autoritaria imposta dalla Presidenza del Consiglio costituisce un precedente pericoloso ed inedito a cui, ne siamo convinti, le donne e gli uomini liberi di questa comunità non resteranno insensibili.” [Il comunicato stampa porta la firma dei Popolari per Conegliano, dal Movimento 5 Stelle Conegliano e Cambiamo Conegliano].

Ora, grazie anche agli ultimi colpi di scena che mettono a repentaglio la durata naturale del mandato del sindaco Chies, tutto può accadere.

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