Infortuni sul lavoro: migliorano gli standard di sicurezza nei cantieri edili

Stando agli ultimi dati riportati da Confartigianato, negli ultimi anni il numero di infortuni sul lavoro è diminuito di quasi tremila casi in pochi anni. Numeri molto incoraggianti

Foto d'archivio

TREVISO In provincia di Treviso nel 1999 si contavano 4.200 denunce di infortunio nell’artigianato e  21mila nel Veneto. Nel 2017 sono scese sotto la soglia delle 1.500 nella Marca e a 7mila500 a livello regionale. 

In diciotto anni il numero di sinistri si è notevolmente ridotto nel mondo artigiano grazie all’investimento sostenuto dal sistema Confartigianato Imprese Marca Trevigiana a favore della formazione e alle azioni di sensibilizzazione finalizzate a fare impresa nel rispetto delle norme sulla sicurezza. Ne sono un concreto esempio i modelli applicativi per la gestione della sicurezza condivisi con le organizzazioni sindacali in seno ai comitati paritetici di settore, il Cpr per l’edilizia artigiana e il Cobis per il comparto manifatturiero. L’assolvimento degli obblighi previsti dal Testo Unico per la Sicurezza se realizzati secondo i modelli previsti dalla bilateralità comportano specifici sussidi, rimborsi a vantaggio delle imprese assicurando un elevato standard per l’incolumità dei lavoratori. 

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Da quest’anno le imprese edili possono beneficiare di specifici check sulle condizioni di sicurezza up in cantiere, di consulenze per la stesura dei DVR e dei POS e  di interventi di supporto da parte del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLST). Un risultato significativo raggiunto dopo oltre un decennio di costante attività per il tramite di Edilcassa Veneto, per favorire l’applicazione degli obblighi formativi e informativi  e di addestramento. “Nonostante il trend complessivo rilevi un calo degli infortuni siamo consapevoli che il 2018 ha registrato una recrudescenza di infortuni mortali – afferma Vendemiano Sartor, presidente Confartigianato imprese Marca Trevigiana – L’impegno quindi sulla materia non può arrestarsi e in particolare nel settore edile bisogna puntare oltre che su controlli in cantiere anche sulla responsabilizzazione della committenza. Si tratta di valorizzare il principio contenuto nell’art.90 del Testo Unico sulla sicurezza che obbliga i committenti nell’affidamento di appalti a verificare l’idoneità tecnico professionale dell’azienda a cui affidano i lavori. Dovrebbe così il mercato premiare quelle imprese che rispettano la norma investendo adeguatamente nella prevenzione, rendendole ulteriormente competitive, e non dare spazio a  quelle che non si attivano per salvaguardare e tutelare la vita dei loro dipendenti.”

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