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Conservatorio Steffani, inaugurato il nuovo anno accademico

Martedì 22 novembre la cerimonia al Teatro Accademico: Paolo Troncon torna alla direzione del Conservatorio avvicendandosi a Stefano Canazza. Tantissimi i progetti e le iniziative in cantiere

Due province, un unico territorio e un'eredità musicale che affonda le radici nel Barocco. Martedì 22 novembre, giorno di Santa Cecilia, al Teatro Accademico di Castelfranco Veneto si è tenuta la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico del conservatorio "Agostino Steffani".

Un'occasione importante per raccontare i numeri e i traguardi dell'istituto, oltre alla sua politica di produzione musicale sul territorio. La cerimonia è stata l'occasione per tracciare lo stato dell'arte del conservatorio, il quarto in Regione per dimensioni, e per presentare un focus sui suoi progetti di mobilità internazionale. Oltre all'Erasmus, le attività Erasmus plus in Moldavia e Argentina e il ruolo di supporto svolto a Maputo (Mozambico) nella costruzione del primo Conservatorio statale nella storia del Paese. "Pensieri per la cultura", un omaggio al conservatorio da parte di alcune delle figure di spicco del mondo culturale italiano ha aperto il sipario sul nuovo anno accademico. Paolo Troncon è tornato alla guida del Conservatorio di musica, avvicendandosi a Stefano Canazza che ha retto il precedente mandato. Eredita una popolazione di 500 persone tra studenti, docenti, collaboratori esterni e personale non docente. E un'istituzione che ha imparato a dialogare con le forze vive e attive del territorio.

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I progetti

A Treviso il Conservatorio ha scelto di affiancare il Comune nella sfida di una nuova gestione dell'Istituto musicale Francesco Manzato. Un' operazione di attenzione alla città capoluogo e alla sua storia. Oggi si lavora ad una nuova sede per lo storico istituto trevigiano. Un nuovo palcoscenico di qualità è Belluno. La città ha accolto con grande interesse l'arrivo del Conservatorio. Grande emozione ha suscitato il concerto di Natale 2018, a due mesi dal disastro di tempesta Vaia con la raccolta fondi per il castello di Feltre. Ma in città il Conservatorio ha portato concerti jazz, produzioni sacre, masterclass e seminari.

Il Conservatorio ha poi scelto di portare la musica dal vivo nel territorio. Feltre, Asolo, S.Biagio di Callalta, Castelfranco, Montebelluna, Belluno, Treviso Giavera del Montello, Susegana,Castelfranco, Dosson di Casier. Questi i palcoscenici degli eventi nati grazie al sostegno della Camera di Commercio di Treviso e Belluno. Un accordo unico in Italia che porta le associazioni di categoria vicine al mondo dell'arte, sponsor concreti della diffusione della musica dal vivo nel territorio.

I commenti

«Il prossimo triennio sarà volto a consolidare l'assetto universitario del Conservatorio di Musica di Castelfranco - affermano il presidente Nicola Claudio e il direttore Paolo Troncon -. Per questo abbiamo voluto come testimonial per questa inaugurazione Pupi Avati, Giulio Base, Gigi Marzullo, Giancarlo Del Monaco, Franco Mussida, Maria Letizia Melina, Antonio Bisaccia, persone che per esperienze di vita possono costruire una geografia di qualità all'interno dell'istituzione”. Sul progetto per la nuova sede anticipano. “A fine mese sarà completato il progetto esecutivo della nuova sede che permetterà l'avvio dei bandi di gara con l'inizio previsto dei lavori nell'estate 2023. Il completamento dell'opera richiederà circa due anni».

«Questo è un conservatorio che ha l'ambizione di rilevanza e modernità- spiega il presdiente Nicola Claudio - la dimensione creativa è in fondamentale rapporto con il mondo del lavoro. Per fare questo dovremo intercettare le sfide del futuro contenute nel Pnrr che inserisce le voci cultura, digitalizzazione, competitività».

«La presenza a Castelfranco del Presidente Nicola Claudio dà al Conservatorio una prospettiva alta - ribadisce Troncon-. Il lavoro del mio predecessore Stefano Canazza è stato notevole: tutti i successi ottenuti e sviluppati verranno spesi nell'ambito della ricerca e della valorizzazione del patrimonio musicale. Il prossimo triennio pone nuove sfide tra cui il reclutamento dei docenti con modalità completamente rinnovate la possibilità di avvio dei dottorati di ricerca e corsi congiunti a livello europeo».

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