menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Contagi Covid sul lavoro: «In provincia di Treviso 2278 casi»

Record negativo della Marca, seconda solo alla provincia Verona. Lo studio legale Rodl & Partner: «Impasse sui dati tra datori di lavoro e agenzie di tutela della salute»

I contagi da Coronavirus sul luogo di lavoro a livello nazionale hanno ormai superato la soglia dei 131mila casi. In questo scenario il Veneto rappresenta il 9,7% dei casi sul totale nazionale, pari a 12.735 lavoratori contagiati. Di questi 9.388 sono donne (73,7%), mentre 3.347 (26,3%) sono uomini. A dirlo sono le statistiche contenute all'interno del nuovo rapporto Inail sull'emergenza Covid.

Treviso e provincia sono maglia nera (dopo Verona) con 2.278 casi, di cui 1.618 donne e 660 uomini, che descrivono un’incidenza del 17,9% sul totale regionale. Una lettura del report, e del suo trend crescente, la forniscono gli esperti legali che osservano come nel rapporto azienda e lavoratore in materia di Covid vi sia un aspetto di criticità nel rapporto con le Agenzie di tutela della salute (Ats): «L’impasse - spiega l’avvocato Irene Pudda di Rödl & Partner, esperta in privacy & labour compliance - è dovuta al fatto che il datore di lavoro non è autorizzato a comunicare ai colleghi il nominativo di un dipendente risultato positivo. L’azienda è tenuta a fornire all’Ats le informazioni necessarie perché quest’ultima possa assolvere ai compiti previsti dalla normativa emergenziale e, contemporaneamente, ha facoltà di domandare ai possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente i locali aziendali, ma è l’Ats che ha la potestà di contattare i lavoratori per poi applicare le opportune misure di quarantena».

Il rischio, così facendo, è che le aziende lascino operativi interi reparti o uffici con il pericolo di diffusione del virus, non solo tra i dipendenti che sono stati a contatto diretto con il soggetto contagiato, ma anche tra i loro famigliari e i conoscenti. «Tuttavia non si può fare diversamente - chiarisce l’avvocato Pudda - La procedura è volta a tutelare la privacy del lavoratore risultato positivo al coronavirus. Certo, come è facile immaginare, procedere alla disinfezione della postazione di lavoro, delle attrezzature utilizzate e degli spazi comuni frequentati dal dipendente, domandare ai possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente i locali aziendali, nonché isolare o chiudere gli uffici in cui il dipendente ha lavorato garantendone allo stesso tempo la totale riservatezza è di difficile applicazione». Nel dettaglio della rilevazione dell’Inail in Veneto le denuncie di infortunio causa Covid sono per il 26,5% dei casi localizzate nella provincia di Verona con 3.377 infortuni, seguita da Treviso con 2.278 casi (17,9%), Vicenza con 2.187 (17,2%), Venezia con 1.912 casi (15%), Padova con 1.759 casi (13,8%), Belluno con 844 casi (6,6%), Rovigo con 378 casi (3%)

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Covid, Zaia: «Veneto rischia di tornare in zona arancione»

Alimentazione

Dinner cancelling la dieta di Fiorello: come funziona

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TrevisoToday è in caricamento